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Quell’incontro con il Presidente Di Bella, l’intervista e la scintilla del Gran Galà della Cultura e Legalità

Il confine tra una bella iniziativa e un progetto capace di cambiare il tessuto sociale sta nella costanza e nella capacità di creare reti. Il Gran Galà della Cultura e della Legalità ne è l’esempio plastico. Sei edizioni che hanno segnato l’evoluzione di un progetto fino ad una legge regionale.

Tutto ha avuto inizio da un’intervista. Quando il Presidente Roberto Di Bella si è insediato al Tribunale per i Minorenni di Catania, portava con sé il bagaglio rivoluzionario di “Liberi di Scegliere”, il protocollo nato a Reggio Calabria per offrire ai figli dei boss una via d’uscita dal destino segnato della criminalità organizzata.

Nonostante il progetto fosse già un caso studio all’estero e sostenuto con forza da Libera, paradossalmente in Sicilia era ancora un’eco lontana, confinata tra gli addetti ai lavori. Da quell’intervista è nata la passione: l’urgenza di divulgare nell’Isola un modello di speranza che non poteva più restare in ombra.

Il passaggio dalla Calabria alla Sicilia non è stato un semplice “copia e incolla”. Di Bella ha saputo plasmare il progetto sulle specifiche fragilità del territorio etneo e siciliano, puntando i riflettori sulla prevenzione e sulla lotta alla dispersione scolastica.

Da qui è partita una vera “catena di montaggio” istituzionale. Incontri serrati con le scuole, l’istituzione dell’Osservatorio Prefettizio sulla criminalità e devianza minorile, sotto l’egida del già Prefetto Sammartino,il coinvolgimento del Comune di Catania con l’allora sindaco Salvo Pogliese, che da primo cittadino e genitore ne colse immediatamente il potenziale educativo.

Il Gran Galà, lanciato a Taormina nel 2021 (proprio quando l’Italia riapriva i battenti dopo il lockdown), è stato il trampolino di lancio, l’inizio di un viaggio itinerante che ha toccato Caltagirone, Marsala, Val di Noto, Ragusa e Catania, trasformando ogni palco in un tavolo tecnico mascherato da evento culturale.

Questi incontri si sono trasformati in progetti concreti , accelerando un iter legislativo regionale che ha visto la Sicilia protagonista di un cambiamento normativo senza precedenti. Il successo di questo percorso deve molto anche alla coerenza di figure istituzionali che hanno accompagnato il progetto fin dalle sue prime ore, come la Senatrice Enza Rando, che ha saputo traghettare il valore di “Liberi di Scegliere” dall’esperienza sul campo con Libera fino ai vertici della politica nazionale, contribuendo a trasformare una pratica virtuosa in un disegno di legge per tutto il Paese.

Giunto oggi alla sua sesta edizione, il Gran Galà ambisce a superare definitivamente i confini regionali per esportare un bagaglio di esperienze che ha dimostrato come la cultura possa essere il braccio destro della giustizia. Questa nuova tappa non vuole essere solo un traguardo celebrativo, ma un atto di profonda gratitudine collettiva rivolto a tutti coloro che hanno creduto nella forza delle reti istituzionali. In un momento in cui il progetto è divenuto ufficialmente un riferimento legislativo nazionale, l’evento si propone come il ringraziamento pubblico per una schiera di “costruttori di futuro” che hanno dimostrato che nessuno, per quanto ambizioso sia l’obiettivo, può arrivare lontano restando da solo.