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Il “racconto” di Flaminia Scapigliati: tra musica e biologia

Raccontare il proprio mondo tra la musica e video divulgativi: questo è il progetto che Flaminia Scapigliati sta cercando di portare avanti.

Foto di Claudia Cosi

Chi è l’artista e come si è approcciata alla musica

Flaminia Scapigliati è una giovane cantante romana classe 2005. Fin da piccola è stata appassionata di musica, ha praticato canto ed ha anche provato a studiare qualche strumento come chitarra o piano, senza però approfondirli troppo. Il primo approccio alla musica è molto semplice: pubblicare cover su Instagram.

Siamo nel 2019/2020 e il primo brano che sceglie è di Noah Kahan, artista all’epoca non così tanto famoso.

Ho pubblicato il video senza aspettative e sono rimasta sorpresa non solo dal supporto ricevuto ma anche, e soprattutto, dal commento in privato dell’artista.

Flaminia è una ragazza con un timbro di voce molto particolare. Il padre ha sempre sostenuto la sua bravura ma per lei non è sempre stato così semplice.

Ricordo quando da piccola mio padre mostrava video di me che cantavo. In quel momento io ero solo che imbarazzata. Anche iniziare a pubblicare qualche video per me è stato un rischio. Nel bene e nel male, sono sempre stata influenzata dal parere altrui. Vedere il supporto di persone che non conoscevo mi ha fatto capire che forse non ero così male.

I primi brani e l’occasione di Siamo UN magazine

Inizialmente Flaminia segue per la scrittura uno schema molto classico: partire da strumento e costruire solo dopo la melodia.

Questo, però, vista la sua formazione, le porta delle difficoltà e la spinge a cambiare approccio, dedicandosi a ciò per cui è più portata.

La mia poca dimestichezza con gli strumenti è qualcosa che devo migliorare. Nella scrittura dei pezzi ho optato per un approccio diverso: pensare una melodia, registrarla e poi lavorare sulla base musicale.

Circa un annetto fa inizia a presentare le sue canzoni sui social e il primo brano è intitolato Il canto della Ninfa.

Questa canzone parla dello sfruttamento macabro della natura da parte dell’uomo. Il mio obiettivo è sensibilizzare sull’importanza di rispettare l’ambiente.

Dopo un po’ di tempo viene pubblicata la prima parte di un brano chiamato Il Trovatore.

Si trattava di un video dedicato a una sezione del pezzo, per di più a cappella. Eppure, è proprio da qui che arriva la svolta perché un manager la nota e decide di investire su di lei.

Il canto della Ninfa viene pubblicato come brano di debutto. Il Trovatore, invece, viene presentato al contest ORTO di Siamo UN magazine a Milano.

Si tratta di un evento in cui artisti emergenti mandano dei loro inediti con l’opportunità di essere scelti e ottenere la produzione di quel brano e il supporto di un produttore.

Abbiamo mandato una versione ancora grezza, a voce e chitarra. Ho avuto anche l’opportunità di andare a Milano e vedere tanti artisti molto preparati. Sono stata selezionata e, grazie a questo, ho potuto produrre il brano.

Non si tratta però di un momento isolato o dell’unica occasione in cui l’artista si è messa in gioco.

Prima di questa gara avevo organizzato uno spettacolo in cui alternavo fasi di monologo e quattro canzoni, una cover e tre inediti. Avevo già una squadra di lavoro con cui ho iniziato ad arrangiare e produrre brani.

Questa storia racconta una ragazza che è riuscita a costruirsi delle occasioni e a coglierle nel migliore dei modi.

Ma in un mondo in cui, spesso e volentieri, ci si accontenta della “fortuna”, Flaminia non ha mai smesso di lavorare su se stessa e pensa sempre a come migliorarsi.

Vorrei riprendere a studiare un po’ di canto e lavorare su me stessa. Grazie al contest ho potuto organizzare un release party e lì ho visto tutti i miei limiti: il rapporto con il palco, l’emozione, le troppe parole per presentare un brano.

Di cosa parla Il Trovatore?

Foto di Claudia Cosi

Torniamo un attimo indietro.

Abbiamo visto come quel brano ancora grezzo sia stato il trampolino di lancio dell’artista e come la produzione ne abbia consentito la maturazione.

Vediamo un po’ di cosa parla questa canzone proprio dalla parole dell’artista.

Il brano racconta di un cantastorie, un personaggio che allo stesso tempo è alterego di me ma anche mio opposto. Molto spesso l’ispirazione per scrivere canzoni nasce da esperienze personali, da momenti difficili. Per fortuna, la mia vita è stata abbastanza tranquilla fino a questo momento, non ho traumi che possano ispirare la mia musica e così ho scelto di creare un personaggio che li abbia.

Si, perché questo cantastorie racconta giornalmente vicende “altrui” che non sono altro che piccoli pezzi della sua di storia.

Il cantastorie da piccolo faceva parte di una famiglia nobile, era orfano di padre e la madre venne uccisa davanti ai suoi occhi a seguito di una rapina. Riuscito a salvarsi, il giovane iniziò a raccontare storie “altrui” per paura di parlare della sua sofferenza. Un giorno, però, ubriaco in una locanda, la sua storia viene finalmente rivelata.

La seguente strofa è fondamentale

Mastica con i denti

La trama di traumi lenti

A colare dai tagli dell’anima

Il Trovatore mette in parola i suoi traumi masticandoli e allo stesso tempo, proprio attraverso questa azione, li rende più morbidi e riesce a digerirli. Non è, però, una liberazione totale. Una cicatrice è qualcosa che resta e non se ne va, per questo ho scelto l’immagine di qualcosa che viene ingoiato ma che non cola via.

L’ultima strofa del brano mostra un grande paradosso

Narravan il mare di un trovatore

Che perso cessò di cercare

Di solito si dice “chi cerca trova”. In questo caso la situazione è perfettamente rovesciata. Il Trovatore è perso nel mondo e smette di cercare.

L’amore per la biologia

I social sono stati un posto in cui Flaminia ha riscosso successo non solo per la musica.

Fin da piccola mi divertivo a fare video ironici. Ciò per cui sono stata conosciuta all’inizio è stata l’imitazione di Sid il Bradipo. Da qui sono arrivati i primi follower ma, in quel momento, ho capito una cosa importante: è facile giudicare una persona sui social, un giorno piaci, un giorno sei quella persona che fa sempre le stesse cose e che non riesce a liberarsene. Ho deciso, quindi, di portare contenuti diversi, tra cui le cover e piccoli approfondimenti di biologia.

Una scelta coraggiosa ma coerente con quello che sarebbe stato anche il suo percorso di studi.

Mia madre è una biologa marina, da lei ho ereditato la passione e modo di parlarne. Tutto è partito da qualche curiosità divertente sul tema. Poi sono arrivata all’università e i video sono diventati più tecnici. Vedo tanta gente che si appassiona e ho una community molto sana. Le uniche critiche ricevute sono state su video diversi dal solito, ma, per il resto, ho visto solo consigli costruttivi e tanto amore disinteressato.

Flaminia è cresciuta con documentari e approfondimenti scientifici.

Parlare di questi temi le viene naturale, rispecchia la sua persona, i suoi studi e la voglia di sensibilizzare su tematiche molto importanti al giorno d’oggi.

Ogni volta che studio qualcosa ho bisogno di raccontarla, tanti video potrebbero essere tranquillamente il riassunto dei miei esami. Vedo, però, nel mio piccolo, un modo per far crescere la sensibilità nei confronti della natura, animale e vegetale. Soprattutto nel mondo di oggi è una cosa molto importante.

Il messaggio per i fan

Quando ho pubblicato il mio primissimo video ero molto spaventata. Vedere così tanto affetto incondizionato mi ha dato la spinta per continuare con questo progetto. Forse, senza di loro non avrei avuto il coraggio di andare avanti con la musica. Dal profondo del cuore vi dico grazie.