IA: la ‘profezia’ di Bill Gates, verso un cambio radicale
Il miliardario statunitense lancia l’allarme sull’impatto occupazionale dell’IA: “Questi lavori spariranno entro il 2050″👇

Per ogni innovazione, un naturale assestamento. Si estrinseca così il leitmotiv del progresso tecnologico umano, e dall’irrompere della prima rivoluzione industriale nel ‘700 fino all’avvento del digitale in epoca moderna a ciascun cambiamento è sempre corrisposta una reazione responsiva, sia in termini economici che socio-culturali.
Venendo ad oggi, impossibile non pensare che l’intelligenza artificiale, diventata nel corso degli ultimi anni una realtà con cui dover fare i conti, produrrà – e lo sta già facendo – dei cambiamenti tali da modificare profondamente il modo stesso di pensare alla quotidianità, ivi compreso il mercato del lavoro.
E a proposito di conti, uno che ha sempre saputo farli è certamente Bill Gates: il fondatore di Microsoft, colui che a metà anni ’90 fu tra i primi a cogliere le potenzialità di internet(spiegandole in diretta tv ad uno scettico David Letterman) e a fondare un impero multimiliardario sull’uso della tecnologia informatica.
Poche le voci più autorevoli che possono venire interpellate circa le prospettive future del lavoro in un tempo in cui l’IA potrà avere un ruolo predominante nel ridefinire e modellare l’attività umana. In un’intervista risalente al febbraio di quest’anno, Gates si è espresso così sullo scenario in questione, e la sua previsione non è stata proprio rosea, pur rimarcando l’importanza di seguire l’evoluzione di un fenomeno come quello dell’intelligenza artificiale.
Tra una decina d’anni l’IA toglierà il lavoro a molti medici e insegnanti. Gli esseri umani non saranno più necessari per la maggior parte delle cose.”
Sono tre i settori che, a mio avviso, resisteranno meglio di altri all’avanzata della tecnologia: la programmazione(utile ad istruire gli stessi sistemi di IA), la biologia e il settore energetico, questi ultimi poiché richiedenti un grado di autonomia e pensiero critico che le IA non possono replicare.”
📷Copertina: IA generated image(hypertextual)
