Yamal: il destino chiama, ora tocca a te
Da ormai qualche giorno il Barcellona ha ufficializzato il rinnovo di Lamine Yamal con contratto fino al 2031 e la tanto attesa consegna della maglia numero 10...

Il predestinato
Il 13 luglio scorso Lamine Yamal ha compiuto 18 anni e solo pochi giorni dopo gli è stata consegnata la maglia numero 10 del Barcellona. Una follia per qualcuno, per altri solo la conferma di qualcosa che forse avrebbero voluto vedere prima.
Perché a Barcellona nulla accade per caso e la scelta di ormai più di un anno fa di dare la 19 a questa giovane promessa, che piano piano stava iniziando a giocare con i grandi, sembrava essere quasi una predizione.
Si, perché come Lamine anche un certo Leo Messi abbandonò ben presto il numero indossato al debutto per vestire la 19 e poi ereditare la 10 da Ronaldinho. Uscito da La Masia, lanciato da un allenatore proveniente da un grande passato da calciatore, per l’uno Rijkaard, per l’altro Xavi, la 19 indossata da esterno di destra, mancino, con grande estro e tecnica.
Tanti, troppi quei legami che facevano prevedere questo epilogo e che rendono Lamine protagonista di un destino forse già segnato.
Video annuncio del Barcellona su X della 10 a Lamine Yamal
La profezia del nome
Potrebbe sembrare una domanda stupida, ma se a un qualunque tifoso venisse chiesto il vero nome di Lamine Yamal pochi riuscirebbero realmente a rispondere. I suoi cognomi sono, infatti, Nasraoui ed Ebena, rispettivamente da padre e madre, mentre l’appellativo con cui si è soliti conoscerlo non è altro che un nome composto.
I genitori, infatti, in un momento di grande difficoltà furono aiutati da due benefattori e non potendo ricambiare l’aiuto ricevuto promisero di dare al figlio i loro nomi.
Da qui nasce, dunque, Lamine Yamal, un acronimo che presenta al suo interno due termini che in arabo significano “guida” e “bellezza”, un nesso quasi profetico per quella che ad oggi è la stella più luminosa della Catalogna.
Il rinnovo e le cifre
Lamine Yamal rinnova con il Barcellona fino al 2031, confermando la clausola da 1 miliardo di euro. Il calciatore passa dai precedenti 1,6 milioni di euro lordi l’anno a circa 8. Il suo contratto prevede, però, aumenti progressivi che lo porteranno fino ai 18 milioni.
La seconda scommessa del Barça
L’addio nel 2021 di Leo Messi direzione PSG non è, probabilmente, stato ancora digerito dai tifosi blaugrana e come presi dalla voglia di chiudere il più in fretta possibile una ferita, si è subito cercato di coprirla. A Barcellona serviva un successore per la numero 10 e la scelta è ricaduta sul giovane Ansu Fati.

Esterno sinistro, anche lui proveniente da La Masia, lanciato da Valverde, una delle pochi luci in una squadra chiaramente a fine ciclo e colpita nel cuore per aver perso la sua stella, Ansu si è preso sulle spalle la squadra con una costanza di prestazioni incredibile, condita anche da record di precocità con la Nazionale spagnola di Luis Enrique.
Da lì è arrivata ben presto la celebre maglia che per lui è stata però come un diadema. Negli anni successivi Ansu Fati ha subito moltissimi infortuni, provando a riprendere condizione nel Brighton di De Zerbi, suo grande estimatore, senza però riuscirci, per poi passare un anno in panchina dietro uno straripante Raphinha ad osservare le magie del piccolo Lamine.
Il calciatore oggi ha ancora 22 anni, ma il trasferimento in prestito al Monaco con possibilità di riscatto sembra essere la fine della sua esperienza in Catalogna e l’inizio, magari davvero, di quella carriera che sembrava promettere così tanto.

Una scelta impossibile in Italia
Pensare alla numero 10 in Italia, soprattuto se vestita in precedenza da campioni, spinge spesso i club nostrani a valutare attentamente a chi assegnarla.
Analizzando gli attuali numeri 10 delle principali compagini italiane, l’unica scelta simile a quella intrapresa dal Barcellona è stata quella della Juventus con Kenan Yildiz. Il ragazzo, per movenze e posizione in campo, viene da anni paragonato al leggendario Alex Del Piero ma non si tratta del successore diretto dello storico capitano bianconero, né un calciatore con tutta l’attenzione mediatica riposta nel giovane Yamal.
Per il resto, si è ormai soliti assegnare la maglia al calciatore più rappresentativo, vedasi Lautaro Martinez e Leão nelle due milanesi, oppure evitare proprio di “macchiare” il ricordo dello storico campione, come nel caso di Napoli e Roma. Nella squadra attualmente Campione d’Italia, il ricordo di Diego Armando Maradona è ancora fortissimo e, sebbene alcuni calciatori abbiano indossato la 10 dopo di lui, dal 2000 la maglia è stata ritirata in suo onore.
Nonostante ciò, visti anche alcuni indizi social come il kit da allenamento, il tifo partenopeo ha pensato per diverse settimane al nuovo arrivo Kevin De Bruyne con questa maglia, salvo poi vedere ufficializzata la sua scelta della 11.
A Roma, invece, la maglia è ancora, sulla carta, utilizzabile ma, dal ritiro dello storico capitano Francesco Totti, nessuno ha mai indossato questo numero. Emblematica è stata anni fa la scelta di Paulo Dybala, campione affermato proveniente dalla Juventus, riconosciuto fin da subito degno dalla piazza di indossare questo numero, che frenò immediatamente ogni voce prendendo, e mantenendo, la 21.
Il passato e il futuro del Barcellona
Notizia dell’ultim’ora è la conferma della Finalissima tra Spagna e Argentina che si giocherà a fine marzo 2026. A comunicarlo è stato Fabrizio Romano sui suoi social, confermando così quello che sarà il primo scontro ufficiale tra Leo Messi e Lamine Yamal.

il primo incontro tra i due risale addirittura al 2007 quando Messi posò per un calendario benefico organizzato dall’Unicef proprio con neonato Lamine.

Se quella fu una piccola benedizione, chissà che questa Finalissima non possa essere l’effettiva consacrazione di Lamine a successore di Leo.
