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RaiPlay e la sfida dello streaming pubblico contro Netflix e Prime

Nel mondo dello streaming, dove dominano colossi come Netflix, Prime Video e Disney+c’è un servizio che sta cercando di ritagliarsi il suo spazio con un’identità ben definita e una missione unica: RaiPlay, l’offerta digitale della Rai.

In un’epoca in cui gli algoritmi decidono cosa guardiamo e le serie TV parlano più inglese che italiano, RaiPlay si trova però di fronte a una doppia sfida: rimanere fedele al suo pubblico e competere con giganti privati che investono miliardi di soldi in contenuti e tecnologia.

Offerta gratuita (ma poco conosciuta)

Lanciata ufficialmente nel 2016, RaiPlay è la piattaforma on demand della Rai, dove puoi guardare (o riguardare) tutto ciò che è andato in onda sui relativi canali televisivi, oltre a contenuti originali come fiction, documentari, film, serie e programmi esclusivi.

 Il suo punto di forza? È completamente gratuita, senza abbonamenti mensili e senza pubblicità invadenti.

E il punto debole? Non è molto conosciuta tra i giovani, che spesso non sanno nemmeno della sua esistenza.

Un’identità diversa

A differenza di Netflix o Prime, RaiPlay non si concentra solo sul binge watching. C’è una missione più profonda dietro la sua offerta: promuovere cultura, informazione, inclusività e memoria storica, cercando di raggiungere tutti i tipi di pubblico.

Questo si traduce in una varietà di contenuti, come documentari storici, spettacoli teatrali, concerti di musica classica, programmi per persone con disabilità e contenuti per bambini privi di pubblicità. Tuttavia, c’è un problema: spesso l’interfaccia e la comunicazione non riescono a mettere in risalto tutta questa ricchezza.

Un gap di esperienza

Se sei abituato alle piattaforme fluide e reattive come Netflix o Disney+, potresti trovare RaiPlay un po’ lenta, ingombrante e poco intuitiva, anche se negli ultimi anni ci sono stati dei miglioramenti tecnici.

Inoltre, la Rai ha messo in atto un piano di digitalizzazione progressiva, che comprende nuove versioni di RaiPlay, RaiPlay Sound (dedicato a podcaste radio) e il potenziamento delle infrastrutture per lo streaming in alta definizione.

Ma la sensazione è che ci voglia un po’ più di ambizione, soprattutto per attrarre il pubblico nativo digitale.

Scontro all’ultimo stream

RaiPlay potrebbe non raggiungere mai i vertici di Netflix, e forse va benissimo così. Tuttavia, ha certamente il potenziale e dovrebbe puntare a evolversi in una piattaforma moderna, accessibile e pertinente. Per raggiungere tale obiettivo, sono necessari degli investimenti concreti in tecnologia e comunicazione, di maggiore libertà creativa per produrre contenuti originali e, soprattutto, della capacità di presentare la nostra identità pubblica come una risorsa piuttosto che come un vincolo.