Un anno nero per il calcio siciliano
La stagione 2025-2026 è stata una delle peggiori per quel che concerne il calcio siciliano. Vediamo cosa è successo.
Obiettivo Serie A fallito per il Palermo

(Foto Tullio Puglia)
Partiamo dalla Serie B. L’unica squadra partecipante alla seconda divisione calcistica italiana era il Palermo e l’obiettivo era chiaro sin dall’inizio: vincere il campionato ed esser promosso in Serie A.
Le carte in regola per giungere a tale obiettivo vi erano tutte: uno dei migliori allenatori della categoria come Filippo Inzaghi, un bomber di razza come Joel Pohjanpalo e una squadra tra le più forti in cadetteria, oltre al pubblico più numeroso di tutta la Serie B.
Eppure, tutto ciò non è bastato. I rosanero si son dovuti accontentare del 4° posto in classifica, vale a dire un piazzamento valido per le semifinali dei play off, con anche il vantaggio del miglior piazzamento. Nonostante ciò, i siciliani hanno dovuto immediatamente dire addio ai sogni promozione, sconfitti dal Catanzaro di Alberto Aquilani. Decisiva la sconfitta al Ceravolo per 3-0.
Dunque, neanche il prossimo anno ci sarà una squadra sicula in Serie A.
In C disastro Siracusa e Trapani, Catania spera

Obiettivo promozione diretta fallito anche per il Catania di Domenico Toscano. Dopo un ottimo girone d’andata, gli etnei sono stati protagonisti di un vistoso calo che ha spalancato le porte del campionato e della promozione al Benevento.
Un colpo duro per la società rossazzurra che ha, addirittura, optato per un cambio in panchina a poche giornate dalla fine con l’arrivo di William Viali. Purtroppo il cambio non ha dato gli effetti sperati, anzi ha solo peggiorato la situazione. Tanto da costringere la dirigenza a fare un passo indietro e a richiamare Toscano.
Il Catania ha, comunque, concluso il campionato al 2° posto, guadagnandosi l’accesso ai play off a partire dai quarti di finale come testa di serie. Questo vantaggio si è rivelato fondamentale nella sfida contro il Lecco: dopo l’1-1 del Rigamonti-Ceppi e il 3-3 del Massimino, a passare il turno, per l’appunto, sono stati gli etnei grazie al fattore testa di serie.
Un fattore che, però, non vi sarà più nella semifinale che vedrà scontrarsi Catania e Ascoli. Quest’ultima è proprio la compagine favorita alla vittoria finale, dunque, i rossazzurri dovranno mettere in atto un’eccellente prova per passare il turno.
Se per il Catania vi è ancora qualche chance di raggiungere il proprio obiettivo, questo non può avvenire nel caso di Siracusa e Trapani, entrambe retrocesse in Serie D.
Pesano come un macigno le penalizzazioni inflitte alle due compagini siciliane nel corso del campionato: -11 per gli aretusei e -25 per i granata. Senza questi deferimenti, il Siracusa si sarebbe giocato la permanenza in C al play out, mentre il Trapani si sarebbe, addirittura, qualificato ai play off.
Due situazioni societarie estremamente complicate che hanno portato, malauguratamente, a questo risultato e che pongono dei dubbi anche sul futuro. Dunque, saranno solo Palermo e Catania le squadre siciliane che continueranno a giocare in campionati professionistici, appena 2 su 100.
In Serie D butta tutto la Nissa, 4 siciliane retrocesse

L’anno nero delle siciliane, però, non si ferma solo al calcio professionistico, ma si espande anche nel calcio dilettantistico, per esattezza in Serie D, ossia l’ultimo campionato non regionale.
Nel girone I, quest’anno, vi erano 12 siciliane. Tra queste la migliore è stata la Nissa che ha concluso al 2° posto, a soli due punti dal Savoia. Sembrerebbe un ottimo risultato per la squadra di Caltanissetta, condito anche dalla vittoria del play off, eppure la realtà è leggermente differente.
La squadra di mister Di Gaetano ha gettato al vento la promozione in Serie C a causa di due pareggi nelle ultime giornate: il primo contro un Acireale in 10 per quasi tutta la partita, il secondo contro il Sambiase che in 10 uomini è riuscito a pareggiare il vantaggio nisseno. Insomma, due partite che i biancoscudati dovevano portarsi assolutamente a casa per conquistare la promozione.
La situazione si fa ancora più buia nel fondo della classifica. A retrocedere direttamente in Eccellenza, infatti, sono stati il Paternò, che ha vissuto un’annata complicata a livello societario, e la Sancataldese. La faccenda non è migliore neanche ai play out: a disputarli sono state ben tre compagini siciliane, ossia Ragusa, Acireale e Messina, oltre alla calabrese Vibonese.
Purtroppo a retrocedere sono state altre due sicule: l’Acireale che ha perso contro la Vibonese, e il Messina, penalizzato di 14 punti, che non è riuscito ad avere la meglio sul miglior piazzato Ragusa. Da registrare anche la situazione del Gela che non è sicuro di iscriversi al prossimo campionato di D.
Insomma, il calcio siciliano ha vissuto una delle sue peggiori annate e la speranza è quella che la situazione possa migliorare nel più breve tempo possibile. Anche se i bei tempi, quando in Serie A vi erano ben 3 squadre siciliane, sembrano lontani.
