Taegyo 2.0: quando la pratica prenatale passa anche dal K-pop
In Corea del Sud la gravidanza va al di là della sola questione medica o familiare. Da sempre per molte donne rappresenta anche un percorso emotivo e personale in cui ogni gesto, pensiero o esperienza potrebbe influenzare il futuro del bambino. E’ da questa visione che nasce il “taegyo”, e oggi passa anche dal K-pop. 👇

Il termine taegyo (태교) può assumere diversi significati, come “educazione prenatale” o “cura del feto”. Si tratta di una pratica risalente al periodo della dinastia Joseon e fortemente influenzata dal pensiero confuciano.
Lo stato mentale ed emotivo della madre durante la gravidanza avrebbe effetti diretti sul bambino. Per secoli alle donne incinte è stato consigliato di mantenere calma e serenità, evitare conflitti, ascoltare musica armoniosa e leggere poesie.
Tuttavia, un aspetto particolarmente interessante riguarda l’idea secondo cui bisognerebbe guardare delle immagini considerate belle e gradevoli.
L’idea alla base del taegyo è che il bambino, ancora prima della nascita, possa assorbire le emozioni, i comportamenti e persino caratteristiche provenienti dall’ambiente creato dalla propria madre.
Ma perché si è tornato a parlare di questa antica pratica prenatale coreana? Il motivo è il dibattito mediatico venutosi a creare a seguito di una curiosa dichiarazione dell’attrice sudcoreana Nam Bo-ra.
Qualche settimana fa, durante una puntata del reality familiare The Return of Superman, Nam Bo-ra (allora all’ottavo mese di gravidanza) ha raccontato scherzosamente di aver praticato il taegyo guardando continuamente fotografie di V dei BTS.
La confessione è arrivata mentre i conduttori commentavano i lineamenti marcati del bambino, teneramente soprannominato “Kongal” (chicco di fagiolo), visibili nell’ecografia. L’attrice, dunque, ha ironizzato dicendo di aver molto sperato che il figlio potesse assomigliare a Kim Taehyung.
Questo episodio sottolinea come, nonostante l’ipermodernità di cui vive la Corea del Sud, molte tradizioni come il taegyo continuano ad essere sorprendentemente odierne.
Infatti, molte future madri frequentano corsi specifici e seguono routine ispirate al benessere emotivo per far sì che la pratica prenatale dia buoni risultati.
E come accade in molti casi, la tradizione si fonde con la cultura contemporanea e con i nuovi modelli estetici proposti dall’industria dell’intrattenimento.
E’ interessante capire determinati meccanismi soprattutto quando questi si intrecciano al mondo degli idol. Figure come V dei BTS non sono considerate soltanto celebrità, ma veri e propri modelli estetici e pilastri culturali.
In Corea del Sud è ben nota la cosiddetta “visual culture”, cioè dell’importanza attribuita all’armonia del volto, allo stile e alla cura della propria immagine. Motivo per cui solitamente si fa riferimento a icone come Kim Taehyung.
Il suo volto è spesso descritto dai media asiatici come particolarmente armonioso per proporzioni, lineamenti e simmetria. Tutte caratteristiche che nella cultura estetica sudcoreana hanno un valore imperativo.
Non sorprende, quindi, che il cantante venga frequentemente citato tra gli uomini più belli del panorama K-pop soprattutto da TC Candler e Nubia Magazine.
Cambiano i riferimenti culturali ma resta immutata l’idea che ciò che circonda una persona possa influenzare il proprio modo di essere e anche chi lo circonda. Stessa cosa vale quindi per il taegyo.
Inoltre, la vicenda sottolinea quanto il K-pop sia ormai penetrato in tutti gli aspetti della vita quotidiana in Corea del Sud. Gli idol non rappresentano più soltanto il mercato musicale. Sono stati resi dei veri e propri simboli culturali, identitari e sociali.E’ forse proprio questo il motivo per cui la storia di Nam Bo-ra ha colpito così tanto il pubblico. Da una parte una pratica antica, nata secoli fa nella società confuciana. Dall’altra, il fenomeno globale del K-pop, simbolo della Corea del Sud moderna esportata nel mondo.
