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F1: Bug nella piovosa Sepang

La F1 ha fatto il suo ritorno a Sepang in occasione del Gran Premio di Bahrein in Malesia. Il giorno della gara, però, è stato parecchio movimentato a causa di situazioni non inerenti alla competizione sportiva.

Con la pioggia non si corre

Immagine generata con IA

La F1 è tornata a gareggiare in Malesia dopo 9 anni e le emozioni non sono di certo mancate. Prima vittoria stagionale per Max Verstappen e la Red Bull, davanti al leader di campionato Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) e completa il podio la Ferrari di Lewis Hamilton davanti al compagno di squadra Charles Leclerc. Fuori dalla gara, invece, George Russell a causa di un problema alla power unit a pochi giri dalla conclusione mentre era in 3^ posizione.

Se la corsa in sé è stata, comunque, interessante e godibile, lo stesso non si può dire per ciò che è accaduto prima della partenza. Innanzitutto, l’inizio della gara è stato posticipato di 40 minuti a causa della forte pioggia.

Una misura, dunque, di sicurezza, anche se ormai guidare sotto la pioggia con le gomme wet sembra esser diventato una specie di tabù. Sono ormai anni che le wet non vengono più utilizzate e ogni volta che si presenta l’occasione, la direzione gara preferisce ritardare la partenza.

Una scelta comprensibile in determinate piste, come ad esempio Spa Francorchamps, ma in altri circuiti con caratteristiche diverse si potrebbe anche tentar di correre. D’altronde vi sono stati dei casi nel passato, come ad esempio Brasile 2016, che sotto la pioggia hanno regalato delle gare stupende.

Bug al software

Passando oltre l’aspetto del meteo, quando la pista era ormai in condizioni decisamente migliori e i piloti stavano testando le condizioni del circuito malese, ecco l’inatteso colpo di scena: Verstappen rallenta improvvisamente, lo stesso poi succede ad Hamilton che deve addirittura fermarsi, e le stesse problematiche coinvolgono anche altri piloti. Inevitabile la bandiera rossa.

Si aspetta circa un’ora e il motivo è a dir poco clamoroso: un problema, o meglio un bug, al software delle power unit che provocava lo spegnimento o il rallentamento delle macchine. Fortunatamente, gli ingegneri sono riusciti a risolvere i problemi del software tramite un aggiornamento che poi le squadre hanno dovuto installare.

Una situazione che dimostra, ancora una volta, come il regolamento tecnico adottato in questa stagione sia fallimentare per diverse ragioni: super clipping, distacchi aumentati rispetto agli anni precedenti tra top team e team minori, qualifiche in cui i piloti non possono dare il 100% e adesso anche i problemi al software.

Insomma, di motorsport puro sembra essere rimasto ben poco. A tutto questo, come se non bastasse, bisogna aggiungere anche ciò che è accaduto nelle Qualifiche Sprint di Singapore.

Nel finale dell’SQ1 vi sono stati dei problemi con la registrazione dei tempi (a proposito di bug), facendo ritardare l’inizio dell’SQ2 di una ventina di minuti. Dopo la fine delle Qualifiche Sprint, la FIA, tramite un comunicato, ha spiegato come ci sia stato un errore umano della direzione gara che ha influito sui risultati dell’SQ1: in pratica, l’overtake mode non era disponibile ed è stata riattivata solo successivamente per 27 secondi, dunque ci sono stati dei piloti avvantaggiati dalla loro posizione in pista, mentre altri non sono riusciti a sfruttarla a dovere.

Un ulteriore inconveniente causato da questo regolamento che continua a fare acqua da tutte le parti.

Immagine copertina generata con IA