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“Liberi di scegliere” è quasi legge nazionale. La vittoria di legalità e cultura del Presidente Di Bella

Liberi di Scegliere è praticamente legge nazionale, con l’approvazione di entrambe le Camere, serve solo la forma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta. Il Senato ha infatti approvato definitivamente il ddl n. 1951 recante misure per la protezione e l’assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata, consegnando all’ordinamento la normativa più rivoluzionaria nel panorama della giustizia minorile.

La sfida del Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Dott. Roberto Di Bella, è stata vinta. Liberi di Scegliere è riuscita anche ad unire la politica, diventando quel punto di svolta culturale e legale che permette ora di tracciare una nuova strada da seguire su tutto il territorio nazionale.

Il percorso

Un lavoro nato dall’esperienza quotidiana di un giudice che, nell’aria delle aule dei tribunali e nelle parole di chi in esse portava una storia di criminalità ereditata, ha deciso di rimboccarsi le maniche per concedergli l’occasione di riscrivere il proprio futuro. “Liberi di Scegliere” si è fin da subito affermata come la possibilità sulla quale unire le proprie energie per trasformare la stessa in una nuova realtà. Un percorso che ha raccolto la volontà di tanti che in questo progetto hanno speso forze, sacrifici, emozioni e visione: dalla realtà di “Libera” di Don Ciotti, al lavoro di parlamentari di ambedue gli schieramenti di maggioranza e opposizione (fra questi la Sen. Vincenza Rando e l’On. Chiara Colosimo), all’indispensabile contributo di uffici (in particolar modo quelli scolastici), realtà sociali, associazioni e terzo settore.

Divenuta prima legge regionale in Calabria e poi in Sicilia, “Liberi di Scegliere”, ha consegnato a realtà certamente complesse e provate da culture di criminalità una nuova prospettiva, rappresentando per gli amministratori locali e per operatori di giustizia un ormai indispensabile strumento.

La soddisfazione di Palazzo Chigi

Dopo l’ok della Camera avvenuto ad inizio luglio, il Senato si è espresso all’unanimità approvando quindi in via definitiva il disegno un disegno di legge mirato ad introdurre nuove misure di tutela per i minori e i giovani fino ai 25 anni appartenenti a famiglie mafiose, oltre che per quei genitori intenzionati ad allontanarsi dai contesti della criminalità organizzata.

Un passo importantissimo per il nostro Paese, come riconosciuto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni:L’approvazione all’unanimità in Parlamento della legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose rappresenta un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per renderla sempre più solida ed efficace. La legge introduce un nuovo strumento di prevenzione, che si va ad aggiungere a quanto già previsto a livello normativo e operativo sul fronte della repressione e della collaborazione. Lo Stato offrirà un’alternativa di libertà a chi nasce in una famiglia mafiosa ma non vuole crescere e diventare mafioso. Bambini, ragazzi e donne avranno l’opportunità di scegliere la propria strada e lo Stato garantirà loro la protezione necessaria per costruirsi altrove una vita libera, onesta e sicura. Voglio ringraziare il presidente Colosimo, la Commissione Antimafia e tutti coloro che hanno promosso quest’iniziativa e che l’hanno portata avanti con costanza e determinazione. Con questa legge, alla vigilia del trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio, rinnoviamo ancora una volta il nostro impegno per onorare con i fatti la memoria di chi ha sacrificato ogni cosa per liberare l’Italia dal cancro mafioso”.