La Nato lancia l’operazione “Sentinella dell’Est”
Nasce “Sentinella Est”, l’operazione che la Nato ha avviato dopo la vicenda dei droni russi nel territorio polacco. A pochi giorni dalla violazione dello spazio aereo polacco per opera di alcuni droni russi, la Nato prova a blindare il fronte europeo da possibili offensive militari da parte del governo di Putin. Già all’indomani dell’incursione la Nato ha giudicato l’episodio come “un’inaccettabile e pericolosa azione, su scala mai vista prima d’ora”.
Gli obiettivi dell’operazione
L’operazione “Sentinella Est” presenta molteplici aspetti su svariati fronti. Alla base c’è certamente l’intenzione e la necessità da parte della Nato di mostrare la sua forza, nel quadro di un contesto internazionale dove si richiede solidità e unione soprattutto fra le nazioni europee. L’idea di rinforzare la difesa del fianco orientale dell’Alleanza chiama oggi una precisa attuazione, in particolare per quello che riguardano le interferenze e le pressioni anche su alcuni territori.
Nell’ottica dell’attuazione di un preciso programma la Nato intende ad oggi migliorare il coordinamento e la condivisione tra gli Stati membri, integrando anche da un punto di vista militare, le capacità tradizionali (aumentando quindi gli aerei da combattimento e le difese aeree per esempio). La volontà risulta quindi quella di adeguare la difesa alle minacce più moderne e attuali.
Punti della “sentinella dell’est”
Attualmente la Nato, dopo l’incursione dei droni russi nel territorio polacco, sta quindi valutando la No-fly zone, creando una sorta di zona cuscinetto tra Polonia e Ucraina. Su questa proposta però non c’è ancora un consenso unanime da parte degli Stati membri. Una forte cooperazione ci sarà invece per quanto riguarda i battaglioni multinazionali e le rotazioni regolari delle truppe. Tutto ciò vuole rafforzare la cooperazione militare e politica fra gli Stati della Nato.
L’operazione “Sentinella dell’Est” non è isolata nell’ottica dei lavori Nato, potendosi considerare parte di altre iniziative. Tra queste:
- “Enhanced Forward Presence (eFP): avviata nel 2017, prevede il dispiego di forze armate in Lettonia, Lituania, Estonia e anche la stessa Polonia;
- “Tailored Forward Presence (tFP): interessa la regione del Mar Nero nei territori della Romania e Bulgaria).
- Readiness Action Plan (RAP): avviata in virtù delle nuove minacce che hanno interessato il quadro internazionale.
