Silvia Salis Vs Giorgia Meloni. Sarà questo il duello per Palazzo Chigi?
Silvia Salis è il nome che potrebbe essere per il campo largo l’asso da calare in una partita che ha la massima posta in palio: la guida del Paese. Alla base due coalizioni, espressione di una bipartizione che nell’1 contro 1 vede le forze politiche giocarsi il tutto per tutto. Se nel centrodestra non sembrano esserci dubbi sulla figura da candidare a Palazzo Chigi così non è nel centrosinistra, dove l’incoronazione potrebbe (e quasi sicuramente così sarà) passare dalle primarie. Queste ultime, che ad oggi allontanerebbero la Salis dall’accettare la sfida, sono il giro di boa capace di riscrivere “la sfida al vertice” della politica italiana.
L’occasione del centrosinistra
Correre separati non porta risultati. Il punto di partenza nel centrosinistra oggi è certamente questo. Via i veti, da parte le antipatie. Quella che era la solidità della “muraglia Meloni”, all’indomani del referendum sulla giustizia, inizia a mostrare crepe e il fronte dell’opposizione non vuole di certo sprecare l’occasione. Le successive dimissioni che hanno coinvolto tre differenti esponenti della maggioranza di governo sono stata la conferma di una sofferenza politica del centrodestra. Lo scossone politico non è stato drastico ma si è rivelato tangibile. I rapporti con Trump non sono più una medaglia da appendere al petto e mentre la morsa di una crisi economica ed energetica inizia ad avvolgere il collo del vecchio continente, Giorgia Meloni ha l’arduo compito di intervenire efficacemente per il bene dell’Italia, ben consapevole che il centrosinistra ha la sua prima occasione per attaccare il suo posto a Chigi.
La scelta del candidato
Giorgia Meloni da una parte, un/una candidato/a del campo largo dall’altra. Quando i dubbi saranno sciolti e si saprà il nome che rappresenterà l’opposizione nella corsa alle nazionali conosceremo certamente un nuovo territorio di scontro che vedrà, a seconda della figura scelta, diverse sfumature all’interno del dibattito politico. Lo sanno tutti, centrosinistra compreso. La figura di Conte non lascerebbe per esempio nel dimenticatoio l’esperienza di governo con la Lega, quella di Schlein si porterebbe dietro i dubbi che dall’interno del suo stesso partito qualche corrente tenta di alimentare, Fratoianni o Bonelli dovrebbero contrastare un collocamento troppo a sinistra. Tutte argomentazioni che gli avversari politici muoverebbero per intercettare quella percentuale di voti che con l’attuale legge elettorale sarebbe ad oggi decisiva.

L’outsider Silvia Salis
Non si può più dire che il suo nome sia una semplice fantasia politica. Silvia Salis si candida ad essere il profilo che all’interno del campo largo si riveli l’outsider per portare a casa il successo. Profilo indipendente che eviterebbe l’intestarsi di un’eventuale vittoria da parte di un partito e un alto gradimento tra la cittadinanza. Questi i due elementi che fanno del suo nome un ottimo biglietto da visita. Sponsorizzata soprattutto dagli ambienti progressisti, ha ottenuto in particolar modo l’appoggio di Matteo Renzi che proprio oggi ha dato il via alle “primarie delle idee”.
Un nodo centrale saranno le primarie, un appuntamento che l’attuale sindaca di Genova ha definito “divisive” e che nel mondo del centrosinistra sembrano essere imprescindibili. Se rispetto ad esse in passato si è pronunciata in modo negativo, chiamandosi quindi fuori dalla corsa, c’è invece da registrare oggi una sua diretta apertura a rendersi disponibile per sfidare Giorgia Meloni. C’è da capire quindi se Silvia Salis accetterà di misurarsi con Conte e Schlein o se spenderà il suo nome solo in caso di una proposta avanzatale direttamente dalle forze del campo largo. Gli elettori attendono di conoscere, insieme alla stessa Giorgia Meloni, chi metterà nel mirino Palazzo Chigi.
