Ilaria Salis rischia di tornare in carcere
Ilaria Salis potrebbe tornare in cella. A deciderlo sarà Bruxelles che si dovrà esprimere sulla revoca della sua immunità. L’eurodeputata di AVS si è così espressa: “Sento, insieme, forte timore ma anche speranza. L’ingiustizia che ho subito è stata un trauma profondo. E cercare di curarlo mi costa ancora enormi energie. Sarò sincera: la prospettiva che questa ferita possa riaprirsi così violentemente mi fa dormire sonni agitati. Mi sforzo di restare positiva e sento intorno a me un sincero sostegno da parte di molti, che mi aiuta tanto”.
Il voto
Il prossimo 23 settembre, nella Commissione Affari giuridici del Parlamento UE, si voterà la possibile revoca dell’immunità parlamentare della quale beneficia attualmente, in qualità di parlamentare europeo, la stessa Ilaria Salis. La Commissione chiamata a pronunciarsi risulta composta da 25 membri e si esprimerà molto probabilmente attraverso il voto segreto. La relazione sulla quale sarà basata la votazione è stata presentata dal popolare spagnolo Adrián Vázquez Lázara. In caso di perdita dell’immunità il governo guidato da Orban potrebbe emettere un mandato di cattura internazionale nei confronti dell’europarlamentare italiana.

Le parole di Salis
Attraverso i propri profili social Ilaria Salis ha sottolineato: “Sarebbe estremamente grave e irrazionale se la Commissione e il Parlamento europeo si piegassero alle pulsioni vendicative di Orbán e di un governo illiberale e anti-europeista che, come lo stesso Parlamento ha più volte certificato, ha progressivamente smantellato lo Stato di diritto e le garanzie democratiche in Ungheria”.

Ad un’evidenziazione di tipo politico, volta a denunciare quindi una possibile strumentalizzazione del caso, l’eurodeputata di Verdi e Sinistra ha poi aggiunto: “La revoca della mia immunità non significherebbe affatto sottopormi a giustizia, ma consegnarmi a un processo-farsa orchestrato dal potere politico di un paese autocratico dai tratti sempre più fascisti e oppressivi, dove a un’oppositrice politica è evidentemente negata ogni possibilità di giusto processo. Sarebbe, al tempo stesso, una grave e allarmante sconfitta per la democrazia europea e una violazione dei diritti fondamentali che devono tutelare ogni cittadino”.
