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I 30 anni di Crash Bandicoot

Crash Bandicoot, protagonista di una delle saghe più apprezzate del mondo videoludico, compie 30 anni dal suo debutto su PlayStation 1.

Lo straordinario debutto

Fonte immagine: Wikipedia

Era il 1996 quando su PlayStation 1 uscì “Crash Bandicoot“, videogioco platform con protagonista un curioso bandicoot antropomorfo di nome Crash. Un videogioco composto da ben 32 livelli giocabili, in cui il protagonista deve salvare la sua ragazza Tawna dalle grinfie dello scienziato pazzo Dr. Neo Cortex, acerrimo nemico di Crash.

Il videogioco ebbe un enorme successo in tutto il mondo: furono quasi 7 milioni le copie vendute. Un successo clamoroso che spinse lo studio di sviluppo del gioco, ossia Naughty Dog, a produrre un nuovo capitolo della serie già nell’anno successivo.

Il successo venne bissato anche con il secondo capitolo della serie, intitolato “Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back“. Le vendite superarono persino quelle del suo predecessore, arrivando a circa 7,6 milioni di copie vendute. In questo capitolo bisogna sottolineare la maggiore varietà nelle ambientazioni dei livelli: dalla classica giungla, passando per ghiacciai e fogne, fino allo spazio. Importante menzionare anche il debutto del personaggio di Coco Bandicoot, ovvero la sorella di Crash.

A completare la celeberrima trilogia è “Crash Bandicoot 3: Warped“, uscito nel 1998. Anche in questo caso il successo fu straordinario: 7,1 milioni di copie vendute.

Il successo di Crash Bandicoot elevò il personaggio fino a renderlo una sorta di “mascotte di PlayStation” e, a questo punto, considerando anche il genere videoludico, viene quasi spontaneo il paragone con Mario, personaggio di punta di Nintendo. Paragone che diventa ancor più pertinente se si considerano altri due videogiochi con protagonista lo strambo marsupiale: “Crash Team Racing” e “Crash Bash“. Il primo è un titolo di guida su kart, mentre il secondo è un party game, due tipologie di gioco apparse anche nella serie videoludica del famoso idraulico di Nintendo (“Mario Kart” e “Mario Party”).

Il declino

Immagine generata da IA

Dopo i successi dei cinque videogiochi PS1 citati precedentemente e prodotti da Naughty Dog, fatta eccezione per “Crash Bash” prodotto da Eurocom, la situazione iniziò a cambiare con la seconda fase della serie di Crash Bandicoot.

Il primo di questi fu “Crash Bandicoot: L’Ira di Cortex“, capitolo sviluppato da Traveller’s Tales e disponibile non solo per PlayStation 2, ma anche per Xbox e GameCube. Nonostante il dato delle vendite fosse considerevole (stima di circa 5,4 milioni), i giudizi sul videogioco non furono del tutto positivi come i suoi predecessori. Molti lamentarono la mancanza di freschezza e novità rispetto alla formula dei titoli precedenti della saga principale, con alcuni che lo definirono persino inferiore.

Una curiosità inerente a tale prodotto è come nella versione giapponese esso venga indicato come Crash 4. La copertina nipponica, infatti, è diversa rispetto alla versione occidentale, nella quale invece non vi è alcun numero o un qualcosa che lo indichi come un successore della nota trilogia.

Nel 2003 uscì “Crash Nitro Kart“, un gioco, come suggerito dal titolo, di guida e, dunque, il paragone con “Crash Team Racing” diveniva automatico. Nonostante un’accoglienza positiva del prodotto, esso venne definito inferiore rispetto al predecessore del 1999. Stesso discorso per un altro gioco racing, “Crash Tag Team Racing“, titolo con qualche meccanica nuova e con un concept diverso che oltre alle classiche gare offriva anche diversi mondi esplorabili che, però non fu accolto con particolare entusiasmo.

A stravolgere il format fu “Crash Twinsanity“, un videogioco semi-open world caratterizzato da nuove meccaniche e da un umorismo mai visto nella serie. Purtroppo le vendite non raggiunsero neanche quota 1 milione, seppur il gioco non venne poi così mal giudicato dalla critica.

Da menzionare anche i prodotti esclusivi per Game Boy Advance: “Crash Bandicoot XS“, “Crash Bandicoot 2: N-Tranced” e “Crash Bandicoot Fusion“. I primi due vennero apprezzati dalla critica, mentre il terzo un po’ meno nonostante la presenza del draghetto Spyro. Storia decisamente diversa per “Crash Boom Bang!” per Nintendo DS, il quale vendette, secondo le stime, appena 90mila copie.

Nel 2007 e nel 2008 uscirono due titoli di Crash che rivoluzionarono la serie: “Crash of the Titans” e “Crash: Il dominio sui mutanti“. Due videogiochi che non solo aggiunsero nuove meccaniche, ma che cambiarono anche l’aspetto dei personaggi: Crash aveva i tatuaggi, le maschere di Aku Aku e Uka Uka furono completamente riviste, così come venne modificato sensibilmente il design di Tiny Tiger. Entrambi i titoli, comunque, vendettero abbastanza bene, ma i fasti di un tempo erano ormai lontani e la saga di Crash venne fermata per molti anni.

La rinascita su PS4

Fonte immagine: Crash Bandicoot (via Facebook)

Crash tornò nel 2017, dopo nove anni di attesa, con il remake dei primi tre capitoli della saga raggruppati in un unico prodotto chiamato “Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy“. Esso ebbe un successo clamoroso: nel Regno Unito è stato il gioco venduto maggiormente in una settimana, oltre 20 milioni di copie vendute e risulta essere, come annunciato dal publisher Activision, la remaster collection di maggior successo nella storia di PlayStation 4.

Da sottolineare come il gioco non fu un semplice copia e incolla, ma vi furono diverse novità: l’introduzione delle prove a tempo anche nei primi due capitoli, Coco diventava un personaggio giocabile, vennero aggiunti due livelli inediti.

Crash era tornato ed era il momento di spingere sull’acceleratore. Nel 2019 uscì un altro remake, “Crash Team Racing Nitro-Fueled“, gioco di guida che comprendeva ben 39 piste (40 su PlayStation) e 56 piloti utilizzabili. Anche in questo caso, il successo fu incredibile: oltre 10 milioni di copie vendute, videogioco più venduto nel Regno Unito nella settimana d’uscita e vincitore di diversi premi (eletto miglior gioco di corse del 2019 in diversi eventi).

Dopo i remake, arrivò un nuovo capitolo della “saga principale” a distanza di 22 anni, “Crash Bandicoot 4: It’s About Time“. Un videogioco molto più difficile rispetto ai suoi predecessori, a tratti sbilanciato, ma che complessivamente venne accolto molto positivamente e che fece registrare, come affermato dal design director di Toys for Bob, ossia lo studio di sviluppo del videogioco, vendite superiori a 5 milioni di copie.

Dopodiché vi furono altri due prodotti. Il primo del 2021 fu il gioco mobile “Crash Bandicoot: On the Run!“, un gioco che ebbe, secondo le stime, all’incirca 60 milioni di download ma che venne chiuso già nel 2023, probabilmente a causa dei pochi acquisti in app che fecero ricavare all’azienda sviluppatrice King appena 4,1 milioni di dollari.

Il secondo, uscito nel 2023 per console, fu “Crash Team Rumble“, un titolo multiplayer online battle arena a squadre, giocabile anche in solitaria. Il gioco, però, non catturò il pubblico e il suo sviluppo venne abbandonato appena 8 mesi dopo l’uscita. Toys for Bob, decise di rilasciare un Battle Pass da 500 livelli e di mantenere i server online attivi, ma senza aggiungere personaggi o mappe nuove. Insomma, questo potrebbe esser definito il primo vero flop dal ritorno di Crash nel 2017.

Questo è stato l’ultimo videogioco a tema Crash Bandicoot finora prodotto. Ci sono state diverse speculazioni riguardanti un nuovo capitolo della saga principale, c’è anche chi ha parlato di un film/serie TV che potrebbe fare la sua comparsa.

In definitiva, il futuro di Crash Bandicoot appare incerto, ma l’amore dimostrato dal pubblico, sia di vecchia che di nuova generazione, nei confronti del simpatico marsupiale arancione fa pensare che la sua storia sia tutt’altro che conclusa. La cosa certa è che, nonostante i 30 anni dall’uscita del primo storico capitolo, Crash sia ancora un personaggio capace di catturare le nuove generazioni.

Immagine copertina generata da IA