Gaming

GTA VI, il digitale e la preservazione videoludica: che futuro aspetta il gaming?

Durante la settimana appena trascorsa, si sono susseguite molteplici sul futuro del formato fisico. E a ciò si lega anche GTA VI...

Ci siamo.

Dopo mesi di attesa e speculazioni, arrivano notizie ufficiali su GTA VI. L’attesissimo prodotto Rockstar Games, che arriverà il prossimo 19 novembre per console e PC, ha dato finalmente una risposta all’annosa domanda sul prezzo, scatenando, però, non poche polemiche sul fronte delle edizioni fisiche.

Le news ufficiali su GTA VI

Copertina ufficiale GTA VI

Pochi giorni fa è stato aperto il preordine e GTA VI costerà “solo” €80 euro. Rockstar ha scelto di non superare la soglia psicologica dei €100 nella versione base, mettendo solo la Deluxe a €99,99.

Più di un decennio di sviluppo, voci secondo cui l’investimento supererebbe il miliardo, fandom corso a prenotare senza ancora alcun trailer di gameplay. Rockstar è l’azienda che maggiormente possiede la fiducia di quel pubblico che si aspettava una rivoluzione, lato prezzo. Un videogioco che fa tremare l’industria, vedasi le uscite concentrate tutte a settembre e ottobre senza “toccare” quel novembre.

Eppure così non è stato.

In una generazione di console che tanto ha fatto storcere il naso lato prezzo, GTA non porterà a una rivoluzione in quel senso.

Come ha fatto, però, un’azienda così forte a suscitare nel pubblico, in parallelo all’hype, così tanto rumore ?

Le critiche riguardano l’edizione fisica.

Edizione fisica (Store ufficiale Rockstargames.com)

GTA VI uscirà al medesimo prezzo della versione digitale ma nella custodia sarà presente un “codice di sblocco” e non un disco.

Sebbene il mercato fisico stia sempre di più lasciando spazio al digitale, è una rarità proporre una versione fisica di questo tipo.

Da questa comunicazione, sia web che addetti ai lavori (vedasi il tweet di Insomniac sulla presenza del disco su Wolverine) si sono scatenati.

Diverse voci hanno cercato di rassicurare sull’uscita in formato fisico canonico dopo dicembre ma ad oggi Rockstar non ha previsto edizioni con disco.

Si tratta di un precedente molto importante che riporta alla mente altre pratiche nate in questi anni per abituare il pubblico ad “abbandonare” il fisico…

Le Game Key Card di Switch 2 e la scomparsa del fisico

Basta tornare a poco meno di un anno fa: il lancio di Nintendo Switch 2.

La nuova console nipponica ha adottato strategie molto favorevoli all’acquisto digitale. Molto spesso acquistare un gioco in digitale costa ben €10 meno che farlo in fisico e, anche qualora si voglia continuare con il collezionismo, sono nate le Game Key Card.

Si tratta di versioni ibride vendute nelle edizioni fisiche, chiavi di accesso che presentano solo parte del gioco, scaricabile per intero solo dopo l’installazione e la connessione a internet.

Trailer sull’utilizzo delle Game Key Card (Nintendo Italia su YouTube)

Se fino a poco tempo fa esistevano delle Collector’s in cui all’interno delle custodie venivano inseriti codici di attivazione e non dischi, è pur vero che ormai questa tipologia di “formato fisico”, che Nintendo ha totalmente sdoganato, ha visto già diversi casi anche altrove.

Le manovre delle aziende volte a favorire il digitale non sono casuali ma specchio del tempo:

  • sempre meno copie fisiche vendute
  • minor costo di distribuzione
  • costi già molto alti lato hardware che stanno costringendo ad anomali aumenti di prezzo delle console.

GTA ha rischiato di essere un precedente molto importante in questo senso e anche se l’edizione fisica “canonica” dovesse prima o poi uscire, è stato comunque mandato un monito al mercato: il disco è destinato a sparire.

La preservazione videoludica e la petizione Stop Destroying Videogames

Immagine ufficiale della petizione Stop Destoying Videogames (citizens-initiative.europa.eu)

Di preservazione videoludica si è molto parlato nell’ultimo anno.

La petizione Stop Detroying Videogames ha portato dinnanzi alla Commissione Europea un problema riguardante il fine vita dei videogiochi. Ormai molto spesso un gioco necessità di connessione a internet anche solo per essere avviato, anche in presenza di attività offline. Questo porta a una problematica nel momento in cui una azienda decida di non supportare più un prodotto, rendendolo praticamente inaccessibile anche a coloro che hanno effettuato l’acquisto.

Per maggiori informazioni è possibile leggere il documento ufficiale in italiano in cui la Commissione Europea ha registrato l’iniziativa

Questa petizione ha ricevuto 1.294.188 dichiarazioni di sostegno verificate ed è stata discussa negli ultimi mesi. La risposta della Commissione ha mostrato l’impossibilità di imporre legalmente un obbligo alle singole aziende per il mantenimento dei propri prodotti. Nei prossimi mesi sarà discusso un nuovo codice di condotta a riguardo e si cercherà di sensibilizzare sul tema.

Una vittoria? Forse no, ma una dimostrazione pratica di come i giocatori abbiano ancora la possibilità di far sentire la propria voce.

Il futuro guarda al digitale e ai servizi e sarà inevitabile, ma questo non dovrà precludere la possibilità di giocare o di collezionare.