A Roma il Gran Galà della Cultura e Legalità consacra la svolta antimafia

Quello che era nato come un protocollo sperimentale coraggioso si appresta a diventare un pilastro del diritto italiano. Il Gran Galà della Cultura e della Legalità 2026, svoltosi nella Capitale, ha segnato un punto di svolta nella lotta culturale alle mafie, mettendo al centro dell’agenda politica il Disegno di Legge “Liberi di scegliere”. La norma, concepita per offrire una via d’uscita ai minori e alle donne determinati a spezzare i vincoli con i clan, è ormai prossima all’approvazione definitiva.
Il momento clou della giornata è giunto con l’intervento di Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Reduce dai lavori in Aula, la Colosimo ha scelto il palco del Galà per un’anteprima assoluta: il Ddl “Liberi di scegliere” è verso l’approvazione come legge nazionale, completando l’iter tecnico e burocratico necessario. Una vittoria per le istituzioni che, per la prima volta, codificano un percorso di emancipazione dai contesti criminali.

L’evento, organizzato dall’associazione Viva Voce e la collaborazione di AMI, con i patrocini dei Ministeri dell’Interno e della Giustizia, di Roma Capitale e della Città Metropolitana, ha celebrato un cammino iniziato grazie alla visione del giudice Roberto Di Bella. Un percorso sostenuto fin dagli esordi dall’Associazione Libera, partner storico nel traghettare il progetto dalle aule di tribunale a quelle del Parlamento.
La sessione mattutina, moderata dalla giornalista Chiara Daina, ha ribadito il ruolo della scuola come “avamposto della legalità”. Il dottor Giovanni Russo, delegato dalla sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, ha sottolineato come la cultura sia l’unico vero strumento di libertà. Al dibattito hanno partecipato, oltre a Di Bella,Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, anche la senatrice Enza Rando, la Presidente antimafia Chiara Colosimo, l’avvocato Patrizia Surace e Don Giorgio De Checchi di Libera, insieme al presidente dell’Anp Antonello Giannelli.

La forza del messaggio di “Liberi di scegliere” è passata anche attraverso il grande schermo. Personalità come Lorenza Lei Ceo del Lazio Film Fest Commision, il regista Giacomo Campiotti e la sceneggiatrice Monica Zapelli hanno raccontato come il cinema possa dare voce e corpo al riscatto sociale. Acclamato dagli studenti il giovane attore Samuele Carrino, già premiato a Los Angeles per la sua capacità di interpretare il disagio e le speranze delle nuove generazioni.

Nel pomeriggio, il focus si è spostato sulla dimensione legislativa presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati. Sotto la moderazione di Paolo Borrometi, i massimi esponenti delle istituzioni si sono confrontati sull’impatto tecnico della nuova legge. Dopo i saluti istituzionali della Camera di Anthony Barbagallo, e l’introduzione del DDL a cura del Magistrato Di Bella, al tavolo sono intervenuti il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il Capo Dipartimento della Giustizia Minorile Antonio Sangermano, i senatori Enza Rando e Salvo Pogliese, e i deputati Anthony Barbagallo, Maria Carolina Varchi e Antonello Cracolici.

Oltre al quadro normativo, il dibattito ha evidenziato una necessità pragmatica: il coinvolgimento del mondo imprenditoriale. Gli Enti , Gli Ordini professionali e Le associazioni di categoria hanno esposto punti di vista a supporto del DDL tra i quali la necessità dell’inserimento lavorativo dei soggetti fuoriusciti dai circuiti mafiosi e l’importanza dunque del coinvolgimento delle imprese.


