Psicologia e Relazioni

“Il tabù del Porno”

Nasciamo sessuati e ci mettiamo tutta la vita per definirci sessuali e per scoprire la nostra dimensione sessuale, lungo un processo di ricerca di modelli di riferimento e informazioni. 

Il periodo dell’adolescenza è un periodo di scompiglio e maturazione fisica, biologica e psichica e internet, si sa, è il luogo privilegiato per cercare informazioni e condividere domande, in un confronto solitario che vede sostituita l’educazione sessuale da materiale pornografico, bizzarro fuorviante e pantomimico, che invece dovrebbe essere maneggiato con cura per evitare grandi malintesi. 

Sono più di 26 milioni i siti pornografici e tutti possiamo potenzialmente averne accesso, senza restrizioni.  

A livello globale il 30% dei bambini fra gli 11 e i 12 anni guarda pornografia online, in Italia il 44 % dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni. 

La sessualità, in tutte le sue forme lecite, nel rispetto di sé e degli altri, è un aspetto essenziale della natura umana e se da un lato l’accesso alla pornografia può essere utile per aiutare le persone a vincere la loro timidezza rispetto alla sessualità, ad esplorare nuovi scenari e fantasie sessuali in modo anonimo e sicuro o un modo per scoprire per la prima volta una modalità diversa, dall’altro lato dobbiamo riflettere sui rischi insiti in qualsiasi forma di dipendenza, ossessività e compulsività, cosiderato che la differenza la fa la consapevolezza di chi lo utilizza, soprattutto riguardo la modalità e finalità che gli si attribuiscono. 

La verità è che la pornografia e le sue forme di dipendenza-pornodipendenza o cyber-porn addiction- sta dando luogo a nuovi interrogativi sul comportamento umano focalizzando il dibattito scientifico su una specifica questione: quale sia l’effetto dell’esposizione ripetuta ed in età precoce a materiale pornografico, sulla psiche, sui comportamenti e sulla salute di chi ne usufruisce. 

La pornografia del mercato mainstream mostra contenuti quasi sempre sessisti, la frequenza del suo utilizzo influenza le opinioni sul ruolo dei generi nelle relazioni sessuali, radicando credenze stereotipate: la nozione di donna come oggetto sessuale in un ruolo di passività e sottomissione, e la nozione di mascolinità come dominio e aggressività, il messaggio estetico è irreale e irrealistico e l’aspetto sentimentale è trascurato, escludendo la relazione con l’altro da me. 

L’uso della pornografia online può entrare in conflitto con lo sviluppo psicosessuale e far prevedere l’incertezza sessuale, soprattutto nelle ragazze, ma anche innescare sintomi depressivi se l’esposizione intenzionale è troppo precoce. 

Molti adolescenti costruiscono il loro desiderio erotico attraverso la pornografia, così facendo, però, creano un immaginario distorto e finiscono per trovare normali dinamiche irrealistiche producendo, invece più spesso, disfunzioni sessuali. 

Diventa quindi una catena, la realtà non soddisfa, anzi delude, e l’unica gratificazione rimane nel mondo virtuale. Questa delusione può avere ripercussioni sull’autostima, nel confrontarsi a livello prestazionale con queste immagini di riferimento, calo del desiderio, disfunzione erettile, eiaculazione precoce.  

La pornografia è uno stimolo sopranormale ci fa perdere contatto con la realtà e ci spinge a volere stimoli nuovi e sempre più estremi, il potere del porno risiede in questa continua stimolazione di dopamina nel cervello, rilasciata durante l’eccitazione sessuale: per certi versi la dipendenza dal porno online è una tossicodipendenza e la sostanza che crea dipendenza è la dopamina. Fortunatamente, il nostro cervello è plastico. Questo vuol dire che le connessioni neurologiche causate dalla pornografia non sono irreversibili 

Ciò che diventa patologico dunque è l’utilizzo spropositato ed esclusivo della pornografia come unico stimolo. 

Il numero di persone dipendenti dalla pornografia è in aumento, chi fa spesso uso di siti porno diventa anche, poco a poco e in modo poco percettibile, una persona più solitaria, forse per questo motivo, qualcuno ritiene che il nostro mondo sia abitato da esseri solitari e depressi, che rifuggono la realtà nascondendosi dietro uno schermo. 

Cercare di sensibilizzare il più possibile la società e comprendere cosa, dove e chi dovrebbe insegnare ai ragazzi la sessualità, per non lasciarli abbandonati e perchè non considerino il porno e la pornografia i soli strumenti cui potersi affidare. 

La pornografia fa male? Dipende.  

Se la si vuole utilizzare come alternativa per l’insegnamento alla sessualità da parte della famiglia, della scuola o della società, allora la risposta è sì, perché offre una visione del sesso e della coppia alterata, negativa, machista e utilitaristica. Se invece il porno ha un mero ruolo di mezzo per il raggiungimento dell’autoerotismo o della vita di coppia, allora la risposta è no.  

Ogni adulto gioca un ruolo importante nella formazione della sessualità degli adolescenti e bisogna fare tutto ciò che è nelle nostre capacità per consentirgli di avere una conoscenza più completa possibile, per permettere di vivere serenamente una delle dimensioni più importanti della nostra vita. 

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Cristiana Bonaffini

Psicoterapeuta Consulente in sessuologia Catania

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