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Moda pericolosissima tra i giovani: il riutilizzo del condom per risparmiare.

È un allarme lanciato da medici che registrano un aumento delle cattive prassi diffuse tra i giovani di riutilizzare il preservativo dopo averlo usato e lavato. C’è ancora poca informazione sulle malattie veneree trasmissibili e a volte alcune di esse vengono totalmente dimenticate.

A parlarne è stato il professor Salvo Caruso, ginecologo e Presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) durante un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa “Dire”.

I giovani di oggi sembrano dare maggiore attenzione all’infezione da Hpv che all’Hiv. I media hanno facilitato e supportato una tale considerazione. Attraverso i social i giovani scambiano più facilmente notizie e chiedono informazioni sull’Hpv e meno sull’Hiv. È indispensabile non abbassare la guardia verso l’Hiv e informare correttamente i giovani su questa infezione, un po’ dimenticata. [….] L’Hiv, nella sua storia, ha enfatizzato una sua maggiore diffusione tra gli omosessuali; purtroppo questo pregiudizio rimane attivo, ad oggi, forse trascurando la realtà, che le coppie eterosessuali non sono esenti dall’infezione. Questo per capire come non bisogna abbassare la guardia: nessuno può pensare di essere esente dal rischio Hiv, considerando le proprie libertà sessuali in qualche modo protette dal proprio orientamento sessuale”.

“Il profilattico- prosegue l’esperto- difende molto dalle infezioni a trasmissione sessuale. Diversi sono stati gli studi condotti sulla sua efficacia, che risulta essere elevata quando vengono rispettate tutte le informazioni per un suo corretto utilizzo: non usare confezione conservata per lungo periodo, indossarlo prima di qualsiasi rapporto, rimuoverlo subito dopo il rapporto, e infine non lavarlo, conservarlo e/o riusarlo. Purtroppo non raramente i ragazzi riferiscono di riciclare i condom: lo lavo e non lo butto, costa troppo”.

“E ancora sottolinea il Presidente di Fiss: “Attenzione a dove si conserva il profilattico: in tasca, o nel cruscotto della macchina, sono luoghi dove il condom può subire danni da temperatura; il caldo torrido di questi mesi può causare lesioni al condom e abbassare la sua efficacia, può rompersi durante il rapporto, quindi non solo il rischio di infettarsi ma anche di promuovere una gravidanza indesiderata. Pertanto, se mal conservato, il profilattico diventa davvero il peggior nemico“.

IN CASO DI DUBBIO CHE TEST FARE? E CHI CONSULTARE, MEDICO DI BASE O SPECIALISTA?

“Il medico di base ha un ruolo centrale, sta a lui indirizzare il giovane dallo specialista- precisa Caruso- quando lo considera opportuno. Per quanto riguarda le infezioni, abbiamo detto che la clamidia si scopre casualmente, alcune volte effettuando un tampone vaginale, utilizzando test specifici per infertilità. Per la gonorrea vale lo stesso discorso. Per l’Hpv si procede con dei prelievi vaginali per la ricerca del dna del virus, o quando viene sospettata la sua presenza attraverso un pap test. Nel maschio è necessario procedere eseguendo tamponi uretrali o tonsillari. Anche la sifilide oggi viaggia in silenzio. Quindi, è necessario far proprio che chi ha il sospetto di aver avuto rapporti a rischio si dovrebbe sottoporre a test completi e specifici“.

Puntosicuro

“Purtroppo si assiste a comportamenti ambigui da parte della persona che sa di essere infetta o malata. Il partner, stabile o occasionale, può decidere di nascondere all’altro/a il suo stato infettivo. Può anche rifiutare l’uso del condom. Basta poco, anche un ‘solo’ rapporto per ritrovarsi in una spirale problematica di morbilità, mettendo a rischio la propria e l’altrui salute. I giovani sanno e navigano, c’è tanto di buono nei social e su internet non è tutto da demonizzare, ma è bene essere capaci di fare una cernita dell’informazione. Non è solo un suggerimento, ma un indirizzo preciso quello di usare canali di informazioni accreditati, quali quelli del ministero della Salute, o le associazioni riconosciute. Noi di Fiss abbiamo dei canali social che mirano, attraverso ginecologi, psicologi, sessuologi, educatori, sociologi e infettivologi a raggiungere i giovani, ma anche i meno giovani, per offrire loro risposte a quesiti e dubbi”, conclude il presidente di Fiss”.

Fonte: www.dire.it

Immagine copertina: Medicitalia.it

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