La cultura della vergogna: da ieri a oggi
Basta sfogliare poche pagine della letteratura greca per rendersi conto di come la loro cultura fosse permeata di un senso di vita superiore che forse oggi è difficile ritrovare…
Che cos’è la cultura della vergogna?
Il termine greco Αἰδώς indica letteralmente la personificazione della Vergogna ed è uno dei principi che regolamentava la cultura epica greca. Un principio ad oggi impensabile che regolamentava la vita anche degli illustri eroi.
Uno degli esempi più celebri della tradizione è sicuramente Ettore, eroe troiano che decide di affrontare il nemico Achille pur consapevole della sua quasi certa sconfitta.
Perché fare questo e rischiare di lasciare una moglie vedova e sicura schiava e un bambino orfano? Chi mai in epoca moderna penserebbe a una cosa simile? La spiegazione che è possibile osservare leggendo i versi omerici è meravigliosa.
Ettore sa il proprio destino ma è consapevole di come per lui sarebbe una maggior sofferenza rimanere in vita vedendo il figlio deriso per la codardia del padre rispetto che morire.
αἰδέομαι… κακὸς ὣς νόσφιν ἀλυσκάζω πολέμοιο
Ho vergogna di fuggire come un vile/un infelice lontano dalla guerra
Come direbbe l’elegiaco Tirteo, niente è più valoroso di stare in prima fila:
È bello che un uomo valoroso combattendo per la patria muoia cadendo tra coloro che sono in prima fila. La cosa peggiore tra tutte è mendicare lasciando la città e i fertili campi, vagando con la cara madre, l’anziano padre, i piccoli figli e la sposa legittima. Risulterà infatti odioso a chi si rivolge cedendo al bisogno e alla terribile povertà, egli disonora la propria stirpe, fa torto al suo nobile aspetto, mentre oltraggio e disagio di ogni tipo lo segue…combattiamo con coraggio per questa terra e per i figli moriamo non risparmiando nessuna vita.

Tutti avevano le stesse paure di Ettore? No
Già nell’antichità non mancava chi provava a sfuggire alla mano dell’ Αἰδώς come il celebre Archiloco che, consapevole della precarietà della vita, invitava a fuggire dalla battaglia se rimasti con un solo scudo.
Per lui la vita andava goduta in ogni instante e per questo invitava a vivere e, nel caso, prendere un nuovo scudo, rispetto che morire per l’onore.
E oggi?
Guardando all’epoca moderna è difficile pensare a una cultura come quella della vergogna perché essa non va banalizzata come semplice timore di una divinità o estremo attaccamento alla patria, ma va vista come una predisposizione nobile dell’animo a vedere la propria vita come qualcosa di più. Ettore è stato cresciuto per difendere la propria patria e sa gli onori ma soprattutto gli oneri di questa sua missione. Ognuno sceglie per la propria vita una strada e sarebbe bello vedere una caparbietà come quella dell’eroe troiano anche oggi dove l’interesse personale spinge spesso a sconfessare la propria natura…
📸Copertina: It.wikiquote.org – L’addio di Ettore ad Andromaca e Astianatte di K.F. Deckler
