Com’era quell’Olimpia che ancora oggi i Giochi ricordano?
Quest’anno l’Italia ospita i Giochi Olimpici di Milano Cortina e fin dalla cerimonia iniziale si è fatto riferimento alla Grecia…

Quest’anno l’Italia ospita i Giochi Olimpici invernali a Milano Cortina e giorno 6 febbraio durante la cerimonia per prima ha sfilato la Grecia, patria di questa competizione.
Come facilmente deducibile dal nome, i Giochi nacquero ad Olimpia, cittadina dell’Elide, nel Peloponneso settentrionale. Qui nel 776 a.C. vennero istituiti i primi Giochi aventi sport come corsa (anche con i carri), pugilato, lotta e pentathlon. Si trattava di un momento fondamentale per le singole poleis greche che in questo evento trovavano un momento di unione.
Si ricorda, infatti, come, in occasione dei Giochi, i Greci sospendessero le guerre per permettere lo svolgimento della competizione in sicurezza.
Leggere queste parole oggi fa riflettere e permette di comprendere ancora una volta l’incredibile modernità di un popolo che viveva per l’agone, per la competizione (vedasi anche le tragedie) a tal punto da mettere da parte qualunque ostilità.

Le Olimpiadi hanno poi perso sempre più la loro importanza dopo la conquista romana ma la loro traccia non si è mai persa. Nel 1896, proprio ad Atene, si è svolta la prima edizione delle moderne Olimpiadi che hanno mantenuto la cadenza quadriennale rendendo il tutto un momento di unione per i cinque continenti (da cui derivano i cerchi simbolo della competizione).
Tornando però ai Giochi classici e a Olimpia
Nella città sorgeva il santuario panellenico di Zeus alla confluenza dei fiumi Cadeo ed Alfeo. Esso constava, oltre che dello stadio utilizzato per i Giochi, di un tholos (monumento funebre) chiamato Philippeion e completato sotto Alessandro Magno e di un tempio di Era che costituiva la parte più antica della struttura.
Il mitico fondatore delle Olimpiadi è Pelope, personaggio la cui storia conosciamo grazie non solo alla rappresentazione sul frontone orientale dello stesso santuario, ma anche grazie al poeta Pindaro, autore di una composizione in cui rievoca la celebre storia.
Il padre del ragazzo, stando al poeta, desiderava offrire le carni del figlio agli dei ma la sua azione venne da loro sventata. In particolare, a portarlo via fu Poseidone, dio del mare, a cui Pelope chiederà aiuto proprio nel territorio dell’Elide. Il ragazzo intendeva, infatti, ottenere le nozze con Ippodamia, figlia del re Enomao. Egli aveva predisposto che la figlia potesse sposare solo colui che lo avrebbe sconfitto in una corsa con i carri. Grazie all’aiuto del dio, Pelope riuscì a vincere e istituì i Giochi come ringraziamento per gli dei e in onore di Enomao.
Guardando, invece, al frontone est del santuario di Olimpia, si è scelto di rappresentare il momento antecedente all’inizio della gara, con le due coppie contrapposte (Enomao con la moglie e Pelope con Ippodamia) che prestano giuramento davanti a Zeus.

Un momento di calma e silenzio a cui si contrappone il frontone ovest, protagonista di una delle tematiche più tradizionali del mondo greco: la Centauromachia.
Si parla dello scontro tra lapiti e centauri durante le nozze di Piritoo. La scena, con al centro un Apollo che sembra specchio di quello Zeus giudice della gara, è ricca di pathos e movimento.

Le metope rappresentavano, invece, le dodici fatiche di Eracle, altro personaggio legato alla vallata su cui sorgeva Olimpia.
Un altro degli elementi di spicco del santuario era la Statua di Zeus crisoelefantino commissionata allo storico artista Fidia. Considerata una delle meraviglie dell’antichità, la costruzione presentava, come da denominazione, testa, braccia e gambe in avorio e capelli e veste di oro.
Lo storico Pausania descrive Zeus su un trono di ebano e pietre preziose e con sulla mano destra una nike dorata e sulla sinistra lo scettro con sopra l’aquila, suo simbolo.

