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Società

Il grafologo negli istituti scolastici

18/03/2022 Dott.ssa Simona Rapisarda

LA SCUOLA è l’istituzione che si occupa di educare, istruire e formare gli studenti sotto la guida prevalentemente di docenti esperti in svariate discipline, i quali si trovano a gestire sia l’organismo collettivo “classe”, sia singoli studenti tutti diversi tra di loro.

Orbene, il ruolo dell’insegnante non può prescindere dalla conoscenza della personalità dei propri alunni, al fine di individuare il giusto approccio da adottare, non solo da un punto di vista didattico-professionale, ma altresì da un punto di vista umano.

Tuttavia, non è sempre così semplice comprendere la vera personalità di un determinato individuo se non si hanno gli strumenti e le conoscenze specifiche, e sovente sono gli stessi insegnanti a dover svolgere dei ruoli che esulano dalla loro professione.

Ciò non solo rende il loro compito più gravoso e complesso, ma altresì aumenta il rischio di convinzioni “errate”, e, conseguentemente, di approcci “errati”, a danno del discente, ove invece sarebbe auspicabile l’intervento di professionisti esterni specializzati.

Tali interventi coadiuverebbero il corpo docente, al fine di offrire un quadro completo della vera personalità dello studente, ed indirizzerebbero questi ultimi verso il modus operandi, più corretto da adottare.

Ciò a beneficio, dell’alunno innanzitutto, ma altresì degli stessi insegnanti, educatori e genitori.

Il presente articolo, vuole evidenziare in particolare l’importanza della figura del GRAFOLOGO all’interno degli istituti scolastici sia di primo che di secondo grado.

Il Grafologo è una figura professionale che analizza la personalità di un individuo attraverso la sua scrittura.

In particolare, la Grafologia, dal greco grafé (scrittura) e lògos (studio), è una disciplina che si basa sull’analisi delle caratteristiche caratteriali, comportamentali, cognitive, relazionali di un soggetto a partire dalla sua grafia.

In ambito scolastico, essa può rivelarsi preziosa già a partire dai primi anni di scuola del bambino.

Difatti, in favore del bambino, il grafologo opera come Rieducatore del gesto grafico.

Esso si occupa di far intraprendere allo stesso, un percorso di rieducazione della scrittura, in caso di difficoltà grafo-motoria.

L’obiettivo precipuo è quello di ottenere un prodotto grafico organizzato e ordinato; di conferire chiarezza e fluidità alla scrittura; di curare la postura e l’impugnatura del mezzo scrittorio.

Il rieducatore del gesto grafico è in grado di riconoscere i D.S.A., “Disturbi specifici dell’apprendimento”, come Dislessia, Disgrafia e Disortografia e di intervenire in tempo utile.

Difatti tali disturbi, se non vengono prontamente individuati e adeguatamente trattati, possono ingenerare confusione/disagio nel bambino, nei genitori e negli insegnanti, i quali si convincono del fatto che il soggetto che ne soffre non sia in realtà abbastanza ricettivo, o che non si applichi, con tutte le conseguenze che ne derivano (e che non sono da sottovalutare).

Non è raro che soggetti adulti raccontino esperienze di grande sofferenza legate a disturbi specifici dell’apprendimento in età scolare, che illo tempore non sono stati individuati, e che li hanno fatti sentire “diversi” immotivatamente dagli altri compagni.

Fortunatamente oggi, questi disturbi sono stati riconosciuti, possono essere riconosciuti, e adeguatamente trattati, ma solo ed esclusivamente da figure professionali ad hoc.

Oltre a rieducare il gesto grafico, il grafologo, sempre in favore di bambini può intervenire per analizzare disegni e scarabocchi, i quali rivelano innumerevoli caratteristiche della personalità del soggetto che li ha realizzati.

In età adolescenziale, tale figura continua ad assumere un ruolo fondamentale, in quanto trattasi di un’età molto delicata e complessa, resa ancor più difficile dagli eventi degli ultimi anni.

E’ un’età di formazione, di costruzione della propria identità in cui il soggetto sovente non sa ancora chi è, segue le mode, si discosta dalla famiglia di origine, o al contrario la subisce fortemente;

In tale fase in genere si abbandona il modello scrittorio appreso in età scolare e si tende a personalizzare la propria scrittura.

Tale personalizzazione, non sempre è interamente frutto di una elaborazione personale, bensì il prodotto di scritture che vanno di moda in quel dato momento, che tecnicamente si definiscono scritture “convenzionali”.

Difatti, spesso si trovano delle scritture simili tra compagni di banco o tra amici/che.

In ogni caso, anche in presenza di scritture “alla moda”, il grafologo è in grado di andare oltre la forma, poiché innumerevoli sono gli elementi di osservazione oggetto della disciplina grafologica.

Il grafologo, rileva la vera personalità del soggetto scrivente, seppur delle volte in fase di evoluzione, e si concentra sui punti di forza e su eventuali punti di attenzione.

Grazie al suo intervento il discente può aumentare la conoscenza di Sè; i genitori possono comprendere in profondità i loro figli, e gli insegnanti possono adottare l’approccio educativo e formativo più corretto.

Si tratta di interpretare nel modo corretto atteggiamenti di chiusura (il silenzio), di insofferenza, di aggressività, di un figlio/studente, che possono celare delle problematiche più o meno gravi, e che dalla scrittura possono essere “viste”.

L’insegnante è certamente in grado di definire un alunno come un soggetto, impreparato, indisciplinato, introverso, disattento, ma il compito della disciplina grafologica è quello di “andare oltre” tali atteggiamenti disfunzionali, e di osservare anche ciò che all’esterno non si manifesta.

Difatti, anche un alunno che apparentemente si presenta efficiente, preparato, con un ottimo rendimento scolastico, con un carattere socievole, giocoso, può in realtà avere dei disagi personali, anche gravi, sapientemente “occultati” a genitori, insegnanti e compagni.

Basti pensare al fenomeno del Bullismo, ormai purtroppo sempre più dilagante nelle scuole, e i cui effetti devastanti sulle vittime sono ormai noti.

Ebbene, dalla analisi della scrittura è possibile individuare all’interno di una classe, il soggetto Bullo e il soggetto vittima, ovverosia il soggetto Bullizzato, in casi non manifesti, con tutti i benefici che ne conseguirebbero.

Infine, il grafologo svolge un ruolo importante nella scelta del percorso di studio (liceo classico, liceo artistico, o l’università da intraprendere), o in alternativa, professionale del soggetto studente.

Orbene, dall’analisi della scrittura è possibile cogliere le attitudini professionali e cognitive dello stesso e, conseguentemente, offrire un parere fondato su dati certi, sul percorso di studi o professionale più adatto alla sua personalità.

La Grafologia si pone in definitiva come strumento prezioso per la crescita e la conoscenza personale dello studente, garantendo a quest’ultimo un sostegno concreto e prolungato nel tempo, senza sottoporlo a stress, alla luce altresì della semplicità del test di analisi, che consiste nel vergare e firmare un testo su un foglio bianco.

Un semplice gesto, per dei grandi risultati.

Dott.ssa Simona Rapisarda

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