BTS, RM e J-Hope nella bufera dopo il concerto di Chris Brown e Usher
Il 12 agosto 2026 a Toronto, durante la loro tournée mondiale, RM e J-Hope dei BTS hanno presenziato al Roger Stadium per il “The R&B Tour” di Chris Brown e Usher. Tuttavia, la reazione da parte di molti ARMY non è stata particolarmente felice. Ma qual è il motivo? 👇

Come si è soliti dire in questi casi: il web non perdona. La partecipazione di RM (Kim Namjoon) e J-Hope (Jung Hoseok) al concerto congiunto di Chris Brown e Usher ha generato una vera e propria bufera mediatica tra i fan dei BTS.
I due idol avrebbero condiviso pubblicamente una storia su Instagram dove ballano e cantano sulle note di Look at Me Now di Chris Brown con, forse, un po’ troppo entusiasmo. Entusiasmo che non è passato inosservato ai fan e che, successivamente, è diventato il motivo scatenante di una vera e propria controversia.
Altro elemento che ha peggiorato la situazione è stata la foto backstage di Brown insieme a RM e J-Hope. Stessa cosa anche per Usher. E qui inizia il vero problema. Ma perché agli ARMY questa storia non è andata giù?
E’ fatto noto che Chris Brown sia un artista controverso: questo epiteto nasce a seguito della condanna, ricevuta nel 2009, per l’aggressione a Rihanna. Inoltre, Brown si è dichiarato colpevole per un episodio di violenza avvenuto nel 2023 in una discoteca londinese. Tutte queste vicende, quindi, hanno portato una buona parte del fandom a pensare che assistere a quel concerto sia stata una scelta discutibile.
Nel giro di pochissimo tempo i commenti sotto i post sono arrivati a raffica, specialmente su X. Le opinioni nel fandom si sono come polarizzate, ma la discussione principale ruota proprio attorno al fattore critica, e questo ha generato una frattura.
Molti sostengono che assistere ad un concerto non significa necessariamente approvare la persona, al di là del personaggio, e che gli artisti hanno comunque diritto di ascoltare la musica che vogliono. Altri sono dell’idea che non è possibile sapere se RM e Hobi fossero a conoscenza del passato di Brown. Forse perché, essendo artisti asiatici, non sono molto informati sul panorama musicale occidentale?
Eppure, soprattutto per questo motivo, molti fan sostengono che proprio perché sono celebrità internazionali i due avrebbero dovuto essere consapevoli della loro azione pubblica. Tuttavia, il problema non è nemmeno l’aver partecipato al concerto, quanto piuttosto la scelta di aver mostrato pubblicamente l’entusiasmo per questo.
Ancora più grave, per molti, è stato il non aver visto alcuna dichiarazione pubblica da parte dei due membri dei BTS dove affrontano personalmente la questione. Questo “silenzio stampa ” non è stato affatto gradito. E non è finita qui.
Nella giornata del 19 agosto 2026 la The Pixel Project, organizzazione internazionale impegnata contro la violenza sulle donne, ha deciso di sospendere RM dalla propria lista dei “16 Male Role Models Helping to Stop Violence Against Women” a tempo indeterminato.
Fatto gravissimo, secondo tanti, poiché RM era stato inserito nella lista proprio per il suo pubblico impegno riguardo a temi come il sessismo, il femminismo, la misoginia e la “toxic masclunity”. La The Pixel Project ha spiegato che il silenzio dopo la vicenda non è accettabile e non è più conforme ai valori dell’organizzazione stessa. La situazione si fa sempre più delicata.
E’ proprio il pubblico femminile, nello specifico, quello più indignato. “Non puoi rappresentare determinati valori e contemporaneamente mostrarti pubblicamente vicino a qualcuno di così ambiguo” e “Mi sono sentita tradita come donna ” sono solo alcuni dei commenti più gettonati sui vari social.
Il che ci porta ad un altro aspetto importante: la violazione della fiducia. Il fandom dei BTS è principalmente composto da donne che, soprattutto le veterane, col tempo hanno instaurato quasi un rapporto parasociale. Per molte i BTS non sono soltanto degli artisti che piacciono, ma persone che rappresentano valori nei quali si esse si riconoscono.
È anche per questo che sui social ha già iniziato a farsi strada la preoccupante “cancel culture ”: un fenomeno mediatico attraverso il quale un personaggio pubblico (o un’organizzazione intera) viene collettivamente boicottato e criticato, perdendo così sostegno e legittimità sociale.
Secondo alcuni fan sarebbe proprio quello che si meriterebbero per non aver espresso alcun commento riguardo all’accaduto, evitando il cosiddetto “elefante nella stanza”. Per altri, invece, tutta la situazione starebbe degenerando in maniera fin troppo esasperata.
Del resto, la speranza che accomuna tutti è quella che RM e J-Hope affrontino quanto prima la situazione in modo chiaro e consapevole. Non tanto per rispondere alle pressioni del fandom ma, piuttosto, per assumersi la responsabilità dell’accaduto. Perché in fondo anche il silenzio può essere eloquente, ed è esattamente la risposta che gli ARMY non vogliono sentire.
