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Il “Soju”- La cultura del bere in Corea

In soju veritas! Potremmo iniziare così questo percorso intorno al mondo dei liquori e dei vini coreani. Nei k-drama infatti non mancano mai scene in cui i protagonisti si confidano sogni, segreti e confessioni, davanti a una bottiglia di 소주 (soju). Questo perché la cultura del bere alcol, il 술 (sul), è estremamente radicata in Corea sin dall’antichità: vini fermentati e liquori prestigiosi di altissima qualità venivano prodotti nelle case delle famiglie più nobili, pronti per essere offerti ai loro importanti ospiti, mentre per i contadini un bicchiere del più accessibile 농주 (nongju) rappresentava un momento di sollievo e convivialità dopo una lunga giornata di lavoro nei campi. Oggi, le bevande alcoliche non sono più un bene di lusso e, in particolare per il soju, sono diventate alimenti comuni sulle tavole dei coreani e non solo! È sempre più in crescita, infatti, l’esportazione estera di vini e liquori artigianali coreani anche al di fuori dei confini del Paese del Calmo Mattino ed è facile trovare in Italia, così come in altri paesi occidentali, i brand più famosi che spesso vediamo nei film e nelle serie tv.

Ma qual è il segreto del loro successo? Condividere una bottiglia di soju, o altre bevande alcoliche, con amici, familiari e colleghi, è uno dei “riti” della cultura coreana. È il modo per saldare rapporti e stringere nuove amicizie, fare squadra con il proprio team di lavoro e confrontarsi su progetti e nuove idee, o ancora, per commemorare gli antenati e celebrare le festività. Intorno al mondo degli alcolici coreani, esistono infatti tecniche di distillazione e fermentazione antiche, oltreché una vera e propria etichetta da rispettare, in particolar modo quando si beve del soju. Se siamo a tavola con una persona di età maggiore della nostra, dobbiamo portarle rispetto non solo utilizzando un linguaggio onorifico, ma anche nel modo in cui maneggiamo la bottiglia e il bicchiere. Quando ci viene versato del soju, infatti, è buona abitudine tenere il bicchiere con due mani e ringraziare, anche con un breve inchino, la persona che ce lo sta versando. Va poi bevuto tutto in un sorso, ma mai guardando il nostro commensale: bisogna infatti girarsi leggermente da un lato e coprire bocca e bicchiere con l’altra mano. Se invece siamo a noi a versare il soju, teniamo sempre la bottiglia con la mano destra mentre la sinistra sorreggerà il nostro polso. Tra amici della stessa età ci si può servire invece più liberamente e brindare al grido di 건배! (geonbae!) o con il più informale 짠! (jjan!) parola che ricorda proprio il rumore dei bicchieri che si scontrano.

Limpido, dal gusto dolce, realizzato dalla distillazione di cereali o patate e tapioca, il soju è davvero il liquore più richiesto dai coreani nonché l’abbinamento perfetto per tanti piatti della cucina tradizionale – e persino con altri alcolici come la birra andando a creare il 소맥 (somaek), popolare drink che unisce appunto birra e soju – ma non è il solo. Negli ultimi anni sta tornando alla ribalta una bevanda alcolica tra le più antiche, il 막걸리 (makgeolli): un vino di riso fermentato, torbido lattiginoso e dal sapore dolce e a volte anche frizzantino, si serve in ciotole e non nei bicchieri, e sta raggiungendo di nuovo un’enorme popolarità tra i giovani. Molto diffuso è anche lo yakju, preparato anch’esso con riso fermentato, lievito e acqua, ricorda il sake giapponese e viene spesso aromatizzato con fiori e foglie per un sapore più originale. Molto amati anche i vini da frutta composti con alcol e pezzetti di frutta come le prugne, da cui si produce il 매실주 (maesil-ju) oppure con i mirtilli neri coreani con cui si ottiene il 복분자주 (bokbunja-ju), solo per citarne alcuni tra le infinite tipologie disponibili.

Ai giorni d’oggi, infatti, il consumo di bevande alcoliche è cresciuto esponenzialmente, complice anche il basso costo del soju e le collaborazioni con le star dell’intrattenimento coreano. Secondo numerose statistiche, infatti, la popolazione coreana è considerata tra le maggiori, se non la maggiore, per consumo di alcol al mondo. E per combattere gli effetti dell’hangover, non mancano rimedi più o meno efficaci come zuppe da mangiare al mattino e bibite per favorire il recupero, molto diffuse e acquistabili nei supermercati. Soluzioni che purtroppo, però, non risolvono l’insorgere di conseguenze negative legate a un consumo non controllato di alcol. È vero infatti che la cultura di ogni Paese passa anche attraverso il cibo e le bevande locali, e abbiamo visto come in Corea questo aspetto sia fondamentale per la socializzazione, ma è bene anche ricordare di bere con moderazione!

Fonte : Corea today

Articolo di Alessia Belli

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