Somaliland: Lo Stato riconosciuto da Israele
Lo scorso 26 dicembre, Israele ha ufficialmente riconosciuto il Somaliland, ossia uno Stato africano a riconoscimento limitato. Conosciamo questo territorio.
Somalia e Somaliland

La Repubblica del Somaliland è uno Stato a riconoscimento limitato, situato nel Corno d’Africa, vale a dire nella parte orientale del continente, e che per la comunità internazionale corrisponde alla parte nord-occidentale della Somalia.
Storicamente, il Paese era conosciuto fino al 26 giugno 1960 come Somalia britannica, dato il suo status da colonia del Paese anglofono che perdurava dal 1884. Finito il periodo sotto la corona inglese, il neo stato indipendente denominato Stato del Somaliland scelse, dopo soli quattro giorni, di unirsi con un altro Paese divenuto appena indipendente, ossia la Somalia italiana.
Così i due neo Stati diedero vita alla Repubblica Somala, con capitale Mogadiscio, nella parte meridionale del paese. Tuttavia l’unione tra le due ex colonie non portò ai frutti sperati.
Gli abitanti della parte settentrionale del Paese si sentirono messi da parte dal governo centrale, in uno stato di marginalizzazione. Questo sentimento, oltre a ricorrenti tensioni politiche ed economiche, si inasprì ulteriormente con la presa di potere del dittatore Siad Barre, tramite un colpo di Stato militare, nel 1969.
Nel 1986 iniziò la rivolta proprio contro il dittatore della rinominata Repubblica Democratica Somala: era l’inizio dell’ancora in corso Guerra civile somala. La prima fase di questo conflitto si concluse nel 1991 con la caduta di Barre.
A questo punto, l’ex colonia britannica, la quale partecipò al conflitto, approfittò della situazione e proclamò l’indipendenza il 18 maggio 1991, rispettando i confini pre-unione, con capitale Hargeisa.
“Indipendente” dal 1991
L’indipendenza del Somaliland, però, non venne riconosciuta a livello internazionale, con gli Stati che, proprio come accade oggi, continuarono a considerare il territorio come parte integrante della Somalia.
Nonostante questa presa di posizione da parte della comunità internazionale, il Somaliland, con il passare del tempo, si rivelò uno stato meglio gestito e più efficiente rispetto alla riconosciuta Somalia. Quest’ultima, infatti, è stata a lungo considerata come uno “Stato fallito” per la sua instabilità politica, carestie e per i conflitti duraturi che tuttora caratterizzano l’ex colonia italiana.
Mentre la situazione in Somaliland è decisamente più tranquilla, con strutture politiche più solide e un’organizzazione dello Stato decisamente superiore, con anche delle elezioni pluripartitiche. L’ex colonia britannica, inoltre, può vantare molte delle caratteristiche tipiche di Paesi riconosciuti: una bandiera, una propria moneta, un inno, una capitale, un governo, un sistema giudiziario e una Costituzione in voga dal 2001.
Il non riconoscimento dello Stato africano ha, chiaramente, delle conseguenze notevoli sul piano della rappresentanza del Paese: non può firmare trattati internazionali, il suo passaporto non è riconosciuto, non ha un seggio all’ONU, non può accedere ai servizi della Banca mondiale e non può avere delle ambasciate sul proprio territorio. Per quanto concerne quest’ultimo punto, il Somaliland può solo ospitare degli uffici di rappresentanza informali ed al momento vi sono quelli di: Etiopia, Israele, Gran Bretagna, Taiwan e Turchia.
Il riconoscimento di Israele

Qualcosa, però, è iniziato a muoversi lo scorso dicembre, quando Israele ha riconosciuto il Somaliland. Si tratta del primo Paese membro delle Nazioni Unite a riconoscere lo Stato africano. La mossa di Israele ha sorpreso e non poco, e sono in molti quelli che hanno cercato di capire le ragioni dietro il gesto del governo di Netanyahu.
La risposta è da ricercare in diversi fattori. Il primo riguarda la posizione geografica del Somaliland che si affaccia sul Golfo di Aden, il quale collega l’Oceano Indiano al Mar Rosso, dunque un passaggio marittimo di vitale importanza per il commercio su scala mondiale.
Il secondo concerne il conflitto contro gli Huthi, ossia un gruppo armato dello Yemen, che da un po’ di tempo sta creando dei consistenti grattacapi allo Stato ebraico, anche attraverso l’utilizzo di missili e droni. Il riconoscimento del Somaliland potrebbe autorizzare Israele ad installare delle basi militari sul territorio con l’obiettivo di contrastare ed attaccare in maniera più efficiente il gruppo yemenita.
Il terzo riguarda il riconoscimento di un Paese autonomo dal 1991 con una democrazia funzionante che, però, fatica a guadagnare terreno sul campo internazionale. Il riconoscimento di un Paese membro delle Nazioni Unite come Israele potrebbe aiutare il Somaliland in questo contesto.
Fonte immagine copertina: Wikipedia
