Cultura

Poker di premi per il Convitto Cutelli al concorso La promozione e la sicurezza sul lavoro

La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono dei temi di grande attualità da promuovere e incentivare. In questi ultimi mesi, infatti, varie agenzie governative, enti e associazioni hanno proposto diverse occasioni proprio al fine di sensibilizzare i giovani, futuri lavoratori e cittadini responsabili, sulla cultura della consapevolezza e della prevenzione. Proprio in questa prospettiva, il Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catania ha organizzato la seconda edizione del concorso La promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro a partire dai banchi di scuola, interessante competizione che stimola la creatività favorendo la conoscenza delle regole e delle misure più importanti in questo ambito.

Il nostro Convitto e il gruppo degli aspiranti autori del progetto Pof La scuola come volano artistico – letterario, ideato e guidato dalla prof.ssa Giusy Gattuso, ha risposto a questo invito inviando una serie di lavori, prodotti dall’attivo laboratorio, affrontando la tematica proposta in maniera integrata e partecipativa e ottenendo così un eccellente risultato ovvero ben quattro premi nella categoria Elaborati scritti per quattro nostri alunni:

  1. Nadia Maccarrone di VC ha ottenuto il primo premio (1500 euro) con il saggio Lavoro?
  2. Tiziano Di Marco di VD si è aggiudicato il secondo premio (1300 euro) con la poesia Oltre la sirena.
  3. Chiara Ferrara di IIIC ha conquistato il quinto premio (700 euro) con il racconto La consapevolezza.
  4. Alice Consoli di IIIA ha vinto il sesto premio (500 euro) con il racconto Resta solo un sogno.

La cerimonia di premiazione si è tenuta mercoledì 20 maggio al Teatro Sangiorgi di Catania e vi hanno preso parte i rappresentanti delle Istituzioni locali fra cui l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Catania Andrea Guzzardi, il direttore generale dell’Asp di Catania Giuseppe Laganga Senzio, il dirigente Usr Sicilia – Ambito territoriale di Catania prof. Emilio Grasso e vari altri. Ospiti. La mattinata è stata dedicata ai temi della prevenzione, della salute e della sicurezza e la manifestazione moderata da Ruggero Sardo.

Al concorso hanno partecipato ben ventisette scuole con settantacinque progetti e il Convitto si è distinto sia per la qualità dei lavori sia per il numero di premi ottenuti.

I testi dei nostri alunni hanno spaziato su più fronti.

Nadia ha scritto un saggio lucido e illuminante in cui evidenzia il nostro “errore cognitivo” quando chiamiamo “tragedia” un incidente sul lavoro: non è un evento governato dal fato, come ci insegnano i greci, ma “un fallimento tecnico, gestionale e culturale”. Definisce la sicurezza “una catena” e la colpa di ciò che avviene non è tanto di chi tira la catena quanto di “chi la forgia”. Ed evidenzia “una gerarchia di valori in cui la velocità di esecuzione prevale sulla fisiologia dell’essere umano” oltre che “un’assuefazione collettiva: la morte sul lavoro è diventata una notizia di routine” e, in questo contesto la morte “è un prezzo da pagare, non un fallimento da correggere” cosicché ”continuiamo a chiamare tragedia ciò che è una responsabilità collettiva”. In realtà tutto gira intorno ad una domanda: “Quanto vale una vita rispetto ad una scadenza?”.

Tiziano ha analizzato, in un’evocativa poesia, l’originale vicinanza di una fabbrica e una scuola i cui alunni osservano la quotidianità degli operai “fra i quaderni e i mattini chiari”. Emerge il contrasto fra ciò che viene impartito nelle aule scolastiche e ciò che i ragazzi vedono tutti i giorni. Gli studenti matureranno pian piano la voglia di un lavoro più vero e più sicuro, grazie a ciò che stanno imparando sui banchi di scuola. Consapevolezza e voglia di cambiamento dettate dall’aver imparato criticamente quanto valore abbia la vita di un uomo e ciò forse salverà tante volte le loro vite.

Nel testo di Chiara, la voce narrante racconta la sua storia ovvero quella di un ragazzo di diciotto anni che frequenta uno stage in un’azienda e durante quest’esperienza, nonostante si accorga che alcune disposizioni non vengono rispettate (poiché ha frequentato a scuola il corso sulla sicurezza) non interviene e finisce col perdere la sua vita. Le sue speranze vengono quindi “schiacciate dall’incuranza di un’istituzione che non si è preoccupata di accertarsi della tutela e della salvaguardia dei lavoratori e degli stagisti”.

Infine, il racconto di Alice narra la vicenda di un uomo che viene coinvolto nel crollo di un’impalcatura precaria, arrugginita, “non controllata da troppo tempo”. All’inizio del testo si ritrova in ospedale e ricostruisce pian piano, grazie all’aiuto di uno specialista, la sua terribile esperienza in cui ha perso il fratello. Questo dramma lo accompagnerà per tutta la vita.

Un ventaglio di riflessioni che ci riporta sempre e comunque ad un’importante verità: la prevenzione salva la vita.

Prof.ssa Giusy Gattuso