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Mondiale: Il sistema di qualificazione è meritocratico?

Il commissario tecnico della nazionale italiana Gennaro Gattuso ha espresso la propria perplessità sul sistema delle qualificazioni per il mondiale. Analizziamo questo sistema nelle 6 confederazioni continentali affiliate alla FIFA.

Novità mondiale a 48 squadre

Fonte immagine: Nazionale Italiana di Calcio (via Facebook)

Il mondiale del 2026, il quale si terrà nel continente americano tra Canada, Stati Uniti e Messico, sarà il primo a 48 squadre. Un allargamento, dunque, significativo rispetto alle classiche 32.

Tutte le confederazioni hanno visto aumentare il numero di posti disponibili per le proprie nazionali: l’AFC (Asia) è passata da 5 a 8, la CAF (Africa) da 5 a 9, la CONCACAF (Nord-Centro America e Caraibi) da 3 a 6, la CONMEBOL (Sudamerica) da 4 a 6, l’OFC (Oceania) da 0 a 1 e l’UEFA (Europa) da 13 a 16, più altri 2 posti assegnati tramite degli spareggi intercontinentali con almeno una squadra per ogni confederazione, esclusa quella europea.

Sembrerebbe, dunque, un aumento equilibrato e giusto per tutte le confederazioni, ma in realtà si riscontra qualche problematica se si fa riferimento al numero totale di squadre di ciascuna federazione. Per esempio, il CT Gattuso ha esplicitamente parlato della situazione della CONMEBOL, nella quale su un totale di sole 10 squadre ben 6 vanno direttamente al mondiale, dunque ben il 60%, ed una settima squadra giocherà lo spareggio intercontinentale, quindi si potrebbe arrivare anche al 70%.

Una percentuale molto alta che diventa ancor più importante se paragonata alle altre confederazioni: AFC 17,3% (8 su 46), CAF 16,6% (9 su 54), CONCACAF 18,7% (6 su 32), OFC 9% (1 su 11), UEFA 29,6% (16 su 54). Bisogna, ovviamente, tener conto anche del livello di ciascuna federazione: le nazionali europee sono, in generale, più attrezzate rispetto a quelle delle altre confederazioni.

Un’altra lamentela da parte del commissario tecnico riguarda il sistema sudamericano a girone unico: il Brasile di Carlo Ancelotti, infatti, è riuscito a qualificarsi al Mondiale nonostante 6 sconfitte, mentre l’Italia perdente in solo una/due occasioni dovrà disputare i play off. Anche se bisogna ricordare che il sistema sudamericano di qualificazione è assai diverso da quello europeo.

CONMEBOL, UEFA E CAF

Il sistema della CONMEBOL, difatti, prevede un girone unico composto da tutte e 10 le squadre della confederazione, per un totale di 18 partite, al termine delle quali le prime 6 si guadagnano l’accesso diretto alla Coppa del Mondo, mentre la 7^ dovrà giocare lo spareggio.

Completamente diverso è il sistema UEFA: 12 gironi, 6 da 4 e 6 da 5, in cui solo la 1^ classificata ottiene il pass per il mondiale, mentre le seconde disputeranno i play off insieme ad altre 4 squadre qualificate ad essi tramite la Nations League. Da questi play off usciranno i nomi delle ultime 4 europee qualificate.

Molto simile è il sistema della CAF: 9 gironi da 6, dove le prime classificate si qualificano alla Coppa del Mondo, mentre le 4 migliori seconde si sfideranno in un play off per guadagnare l’unico posto disponibile per lo spareggio intercontinentale.

CONCACAF, OFC, AFC e spareggio

3 fasi, invece, per la CONCACAF: nella 1^ le 4 peggiori squadre del ranking si sfidano e le due vincenti vanno al 2° turno raggiungendo le altre 28. Qui i team vengono divisi in 6 gironi da 5, con le prime due che avanzano alla 3^ fase. In quest’ultima, si formano 3 gironi da 4 e le prime classificate andranno al Mondiale, mentre le due migliori seconde allo spareggio.

3 turni anche nell’OFC: nel 1° le ultime 4 squadre del ranking si sfidano e la vincitrice va alla 2^ fase, dove le 8 rimaste vengono divise in 2 gironi da 4, con le prime due di ogni girone che passano al 3° round. Qui la squadra vincente della finale si qualificherà al Mondiale, mentre la perdente andrà allo spareggio.

Più complesso e lungo è il sistema dell’AFC, il quale è diviso in ben 5 fasi: nella 1^ le 20 peggiori squadre del ranking si sfidano in partite di andata e ritorno, con le 10 vincitrici che raggiungono le altre 26 alla 2^ fase. Essa è composta da 9 gironi da 4 squadre, dove le prime due classificate accedono al 3° turno. In quest’ultimo i 18 team rimasti vengono divisi in 3 gironi da 6, con le prime due di ogni gruppo che si qualificano al Mondiale, mentre le terze e le quarte passano alla 4^ fase. Qui vengono formati 2 gruppi da 3, al termine dei quali le prime raggiungeranno le altre 6 al Mondiale, mentre le seconde si sfideranno poi nel 5° turno per guadagnarsi il posto allo spareggio intercontinentale.

Lo spareggio intercontinentale deciderà le ultime 2 qualificate: ci sono 6 squadre (una da AFC, CAF, CONMEBOL e OFC e due dalla CONCACAF), le 4 peggiori del ranking FIFA disputano le semifinali, le vincitrici raggiungono le 2 col miglior ranking e si sfidano nelle 2 finali.

Una possibile soluzione?

Dopo aver analizzato tutto ciò, è chiaro che il problema principale è da riscontrarsi nella troppa abbondanza di squadre sudamericane, soprattutto in relazione alla percentuale decisamente superiore e sproporzionata rispetto alle altre confederazioni.

Una possibile soluzione potrebbe essere: ridurre il numero delle sudamericane da 6 a 5, cedendo un posto all’Europa; assegnare un posto in più all’Oceania al cospetto di uno dei due posti riservati allo spareggio intercontinentale, così da evitare la sola e scontata qualificazione neozelandese e dare la possibilità anche alle altre nazionali di poter sognare il Mondiale; e per ultimo si potrebbe rivedere il sistema dell’eventuale unico spareggio, magari attraverso la formazione di un unico girone da 6 squadre, ossia una per confederazione, in cui ad accedere al Mondiale sarà la vincitrice di esso.

Questa potrebbe essere una soluzione più meritocratica e corretta, ma l’ultima parola spetta alla FIFA, la quale non si è ancora espressa in merito a tale questione.

Immagine copertina generata con IA