Bullismo e salute mentale: Coffee, Do Me a Favor e la realtà del lookism
Il lato oscuro degli ideali di bellezza sudcoreani in Coffee, Do Me a Favor: il bullismo, la discriminazione e l’ossessione estetica raccontati da Seo Bo-ra e Lee A-Yeon.

Coffee, Do Me a Favor, un Idol-drama del 2018, rompe con il romanticismo tipico dei K-drama, affrontando la discriminazione verso le donne curvy in una società ossessionata dalla perfezione estetica.
La protagonista è Lee Seul-bi, una giovane disegnatrice coreana di webtoon, solare e un po’ goffa, che subisce derisioni dai colleghi e l’indifferenza del suo superiore, un autore di webtoon di cui è follemente innamorata. Dopo aver bevuto un caffè magico, si trasforma nella sua versione ideale: una donna elegante, magrissima ed improvvisamente amata da tutti.
La metamorfosi di Seul-bi evidenzia una realtà difficile e alquanto crudele: in una società dove l’immagine vale quanto il talento, l’aspetto fisico diventa una valuta sociale. Essere se stessi diventa complicato quando la taglia dei jeans conta più della personalità e del tuo talento.
Uno studio pubblicato sul Journal of Korean Medical Science rivela che il 41,4% delle studentesse universitarie coreane ha già subito interventi estetici, e che oltre il 68% desidera modificare il proprio aspetto in futuro. Le motivazioni principali riguardano il miglioramento dell’autostima, l’accettazione sociale e le opportunità lavorative, difatti le possibilità di trovare lavoro aumentano se si è di bell’aspetto. Lo studio evidenzia anche una forte correlazione tra l’ansia sociale, l’autocritica e il conformismo agli standard estetici.

L’aspetto fisico in Corea del Sud è diventato un vero e proprio codice culturale. L’industria della bellezza, dal canto suo, non fa che alimentare stereotipi già esistenti, un ideale impossibile – l’estrema magrezza, la pelle perfetta, i lineamenti armoniosi – che vale milioni e che spesso mette in secondo piano il benessere mentale.
Coffee, Do Me a Favor non fa altro che mettere in luce questo aspetto, raccontando come – in una società ancora troppo legata all’aspetto esteriore – il benessere mentale sia la cosa più importante, e lo fa mostrando due versioni di Lee Seul-bi.
Da una parte abbiamo la ragazza dolce e vulnerabile dall’altra parte abbiamo Oh Go-eun, l’alterego di Lee Seul-bi: la ragazza bella, magra, ammirata, e socialmente accettata, insomma, la ragazza perfetta. Tutto diventa una corsa contro il tempo, perché Seul-bi può essere Oh Go-eun solo per un tempo limitato ma ogni cosa sembra suggerirle che forse sarebbe meglio dire la verità ed essere se stessa, trovando il
coraggio di mettere da parte Oh Go-eun.
Da un punto di vista tecnico, la serie rimane un classico Idol-drama, con una produzione molto semplice e delle transizioni luminose che puntano ad enfatizzare l’aspetto magico delle trasformazioni Seul-bi\ Oh Go-eun.
Nonostante la tematica complessa, non risulta estremamente pesante: anzi, può diventare un modo efficace per parlare di tematiche di questo calibro come il bullismo, l’autostima e l’accettazione, ad un pubblico molto giovane, puntando ad educare unanuova generazione verso il rispetto altrui.
