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“Le Buone Stelle. Broker”- il nuovo film di Kore-Eda in concorso a Cannes dedicato ai bambini abbandonati.

Girato in Corea con un cast interamente coreano. Una riflessione profonda sull’inasprimento delle leggi coreane sulle adozioni. Al cinema dal 15 ottobre

Il potere di un neonato smuove le montagne, compatta le famiglie, rende l’uomo buono e infine è un magnete di affetti e umanità.

Il grande Hirokazu Kore-eda, cantore della famiglia e dei rapporti umani, ce lo racconta con LE BUONE STELLE – BROKER, in sala dal 13 ottobre con Lucky Red e Koch Media, film pieno di poesia già in concorso al Festival di Cannes.

Il regista giapponese, in trasferta in Corea per la seconda volta dopo LA VERITÀ, mette al centro della storia una sorta di famiglia allargata che si ritrova a vendere uno dei tanti bambini abbandonati nelle cosiddette Baby Box. Ora il bambino è davvero molto bello, ma i primi acquirenti fanno subito difficoltà. Dicono che le immagini che li hanno spinti a comprarlo erano truccate, che gli occhi sono più piccoli di quelli in fotografia. Insomma le cose non partono bene per l’eterogenea banda. Ma il neonato, nonostante non parli e necessiti solo di latte e qualche coccola prima di dormire, fa lo stesso il suo lavoro influenzando tutti quelli che lo circondano.

In questa famiglia capitanata dal mattatore Sang-yeon (Song Kang-ho, già in PARASITE e Palma d’oro sulla Croisette proprio per questo ruolo), c’è anche la madre del bambino, una donna in fuga che ha bisogno di denaro. E sulle tracce del neonato una poliziotta molto ben determinata. Con questa storia di abbandoni e ritrovamenti, Kore-eda, quattro anni dopo la Palma d’oro per UN AFFARE DI FAMIGLIA, ripropone un film come sempre legato al nucleo familiare e ai suoi complicati affetti in tutte le sue infinite sfaccettature. “Inizialmente la mia idea di genitorialità – ha spiegato il regista – era che le donne, quando hanno figli, sentono di essere diventate madri quasi automaticamente, mentre agli uomini occorre una certa logica per accettare davvero la paternità. Poi un’amica che mi ha detto: ‘No, vale lo stesso per le donne, non tutte hanno questa sensazione istantanea di maternità. L’idea che la maternità sia qualcosa di innato è un pregiudizio maschile'”.

fonte: taxidrivers.it

La prospettiva del film? “Considerando quello che accade intorno a queste baby box e osservando la vita dei bambini che sono stati abbandonati per vari motivi e sono così cresciuti in queste strutture per l’infanzia – ha sottolineato il regista – ho capito che questi neonati crescono facendosi una domanda fondamentale: è giusto che io sia nato? Dovevo davvero nascere? Ho sentito così un forte senso di responsabilità su come avrei espresso chiaramente i miei pensieri in risposta a tutto questo. E allora mi sono chiesto: cosa voglio dire con questo film alle persone che sono cresciute con questa esperienza? Ho considerato tutti i pensieri che potevano rappresentare la mia risposta alle loro domande, e penso che questa sia la prospettiva più forte del film”. Nel cast, tra le star coreane, anche Bae Doona (Cloud Atlas, The Host) e Gang Dong-won (Peninsula, The Priests). Il direttore della fotografia è Hong Kyung-pyo (Parasite). Una curiosità: l’inasprimento della legge coreana sull’adozione, che obbliga le madri single a identificarsi, ha potenziato il fenomeno, sicché Kore-eda si è deciso per girare in Corea e, dunque, in coreano.

Fonte: Agenzia Ansa.

Link https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2022/10/08/i-neonati-abbandonati-in-cerca-di-futuro-di-kore-eda_b9ef0b9b-4d75-4109-9e16-481cdbb93384.html

Foto immagini copertina : Uci Cinemas

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