Oleo Bone
@oleobone
VoceLiberaWeb
@oleobone

La corazzata Potëmkin

Un passo indietro

“Dobbiamo ritornare a quello che è stato prima. La maggior parte dell’Ucraina è stata creata dalla Russia, successivamente Lenin e i suoi compagni hanno fatto a pezzi alcuni territori che ne facevano parte, senza tener conto di coloro che abitavano lì.”

Vladimir Putin
Putin costruisce il suo sogno mentre delle persone vanno in piazza per protesta
font: Anton Vaganov

Sono queste alcune delle parole che hanno aperto più di una settimana fa la conferenza con la quale Putin annunciava e giustificava le operazioni in terra ucraina. Facendo trasparire la volontà di intervenire con un preciso disegno per “fare il bene del suo Paese e dei cittadini”. Eppure, guardando il soldato russo catturato dagli ucraini scoppiare in lacrime videochiamando la madre. Ascoltando la denuncia di alcuni militari abbandonati per tre giorni senza scorte di cibo. Sembra più che Putin stia costruendo il suo sogno imperialistico non per gli altri, ma utilizzando proprio quest’ultimi per raggiungerlo.

Odessa come campo di battaglia

 Nelle ultime ore appare sempre più probabile anche lo sbarco delle forze russe ad Odessa. Essendo state già avvistate almeno tre navi missilistiche e altre quattro imponenti imbarcazioni a pochi chilometri dal più grande porto di tutta la costa del mar Nero. Uno dei maggiori snodi commerciali e un vero e proprio simbolo dell’Est. Nel corso della storia Odessa è stata più volte teatro di battaglie e tragedie come gli scontri avvenuti nel gennaio del 2014. Nel periodo antecedente alla rivoluzione ucraina dello stesso anno e culminati con la strage del 2 maggio, quando circa 48 persone persero la vita e altre 200 rimasero ferite.

“La corazzata Potëmkin”

Uno dei simboli della città è anche la “scalinata Potëmkin”. Definita da molti come “la porta sul mare” e famosa anche grazie al celebre film del regista Ėjzenštejn “La corazzata Potëmkin”. La pellicola tratta la rivolta di Odessa durante la rivoluzione russa del 1905. Trasformò la famosa scalinata nel palcoscenico dove i cosacchi repressero nel sangue la rivolta che vedeva coinvolti anche e soprattutto civili. Nel film del 1925 i protagonisti sono gli uomini dell’equipaggio russo. Che essendo costretti a subire le angherie dei più alti ufficiali, mettono in atto un vero e proprio ammutinamento. Che porta ad una netta inversione di potere a favore proprio dei marinai. Quando la corazzata arriva ad Odessa, il popolo mostra tutta la sua ammirazione per quegli uomini che vengono considerati quasi degli eroi. A seguito di ciò intervengono i cosacchi dello zar. I quali, senza alcuna pietà, travolgono e uccidono centinai di civili. La scena viene ambientata proprio sugli scalini della “Porta sul mare”. Sopra i quali si riversano uomini, donne e perfino bambini. I soldati calpestano i loro cadaveri mentre in una delle scene più iconiche del film, una carrozzina rotola giù in un’inarrestabile discesa verso la quale si assiste inermi.

Fino a dove arriveremo

Scena iconica del film dove una carrozzina rotola giù in un’inarrestabile discesa verso la quale si assiste inermi.
Putin costruisce il suo sogno
font: Dailygreen

Già all’indomani dell’attacco all’Ucraina, l’Europa e gli Stati Uniti hanno provveduto ad infliggere pesanti sanzioni alla Russia. Le quali inevitabilmente si abbatteranno sul popolo russo e sulle prossime generazioni. Ma non solo. Nelle ultime ore è partita infatti anche la guerra ai tanti menzionati oligarchi, provandone ad attaccare patrimoni e beni (per ultimi gli yacht privati). Nella sventurata programmazione di questo conflitto Putin avrà certamente pensato a come evitare il tracollo economico del suo paese. Tuttavia se ci riuscirà rimane un’incognita. Come rimane un punto di domanda fino a quando il popolo russo sopporterà tutto ciò e fino a che punto lo stesso Putin si spingerà per sedare i primi malumori che già iniziano a sollevarsi attorno a lui. Il rischio che sta correndo appare chiaro: subire un “ammutinamento”. È anche questo l’obbiettivo dell’Europa e di Biden.

Cittadini arrestati dalla polizia.
Putin costruisce il suo sogno.
font: Alexander NEMENOV/AFP

Niente e così sia

Le proteste in Russia già si moltiplicano. Sono diversi coloro i quali appaiono costretti a nascondersi dopo aver condannato questa sciagurata guerra. Molti sono i cittadini arrestati dalla polizia, arrivando a fare oggetto di persecuzione anche i bambini che insieme alle madri sono scesi in piazza.
La coscienza di molti russi si sta unendo alla resistenza dei fratelli ucraini. Proprio come i cittadini di Odessa si unirono ai marinai della corazzata Potëmkin, comprendendo, come scriveva Oriana Fallaci nel suo libro ”Niente e così sia”. Che vuol significare “Niente quanto una guerra ingiusta frantuma la dignità dell’uomo”. Tutti gli ucraini e molti russi si stanno ribellando a colui che, anche in un’ottica assolutamente egoistica, intende raggiungere il suo disegno di onnipotenza. Ma con il sangue della povera gente, la quale, ormai stanca di rispettare i suoi progetti, lotta per difendere una nazione, la propria libertà ed il proprio futuro.

Andrea Salvatore Leone

Studente Universitario Dipartimento Giurisprudenza di Catania

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.