Investire in ETF coreani. Cosa sono, come funzionano e quali sono i vantaggi.

La Corea del Sud, sta diventando un polo d’attrazione per molti investitori. Ma come fare per entrarci da investitore italiano? Una delle strade più accessibili e popolari sono gli ETF coreani. Scopriamo insieme cosa sono, come funzionano e quali sono i pro e i contro.
Innanzitutto bisogna immaginare un ETF (Exchange Traded Fund) come un “cestino” di azioni. Anziché comprare singolarmente le azioni di Samsung, Hyundai, LG e così via, si può comprare una singola quota di un ETF che al suo interno contiene già tutte queste azioni. In pratica è come comprare un pacchetto assortito di biscotti invece di tanti tipi diversi, uno per uno.
Gli ETF coreani sono dei fondi che replicano l’andamento di un indice di borsa della Corea del Sud. L’indice più famoso è il KOSPI 200, che include le 200 aziende più grandi sul mercato azionario coreano. Quando si compra un ETF che segue l’indice KOSPI 200, si sta investendo automaticamente in tutte quelle 200 aziende in proporzione.
Prima di investire in ETF bisogna capire bene come funziona. Se le aziende coreane incluse nell’indice vanno bene e le loro azioni salgono e di conseguenza il valore ETF sale. Se vanno male, il valore scende. La bellezza degli ETF è che sono gestiti in modo “passivo”, ciè non c’è un gestore che cerca di “battere” il mercato scegliendo le migliori azioni, ma si limitano a replicare l’andamento di un indice predefinito. Questo li rende generalmente meno costosi dei fondi gestiti attivamente, dove occorre stare al passo con i cambiamenti degli indici mercato azionario.
Data la loro semplicità chiunque può investire in ET, essendo strumenti finanziari quotati in borsa, proprio come le azioni. Ciò significa che sono accessibili a tutti gli investitori, dai piccoli risparmiatori ai grandi istituzionali, purché abbiano un conto titoli presso una banca o un intermediario finanziario. Non servono requisiti particolari di cittadinanza o residenza, a patto di poter operare sui mercati internazionali.
Ma quali sono i rischi?

Come ogni investimento, anche gli ETF coreani comportano dei rischi. Uno di questi è il cosiddetto “rischio di mercato“, che rappresenta il rischio principale. Se l’economia coreana rallenta o subisce scossoni (crisi economiche, tensioni geopolitiche con la Corea del Nord, ecc.), il valore delle aziende coreane può scendere e, di conseguenza, anche quello del tuo ETF.
Un altro rischio, forse quello più comune è il “rischio di cambio“. Dato che le azioni sono quotate in Won coreano, per chi investe in Euro, c’è il rischio che il valore del Won rispetto all’Euro cambi. Se il Won si svaluta, l’ investimento potrebbe valere meno in Euro, anche se l’ETF in Won è salito. Alcuni ETF offrono una “copertura dal rischio cambio” (hedged) per mitigare questo pericolo, ma di solito costano di più.
Un rischio da non sottovalutare è di natura politica o più precisamente geopolitica, dovuta alla vicinanza con la Corea del Nord, che rappresenta una costante fonte di preoccupazione. Eventuali tensioni o conflitti potrebbero avere un impatto negativo sui mercati finanziari coreani.
Altri due Rischi cpomuni sono il rischio di concentrazione e il rischio di liquidità.
Il primo riguarda la concentrazione di azioni in alcuni settori (come la tecnologia) che potrebbero avere un peso maggiore. Se quel settore specifico dovesse affrontare difficoltà, l’ETF ne risentirebbe di più.
Mentre il secondo riguarda la liquidità. Generalmente, gli ETF più grandi e popolari sono molto liquidi (facili da comprare e vendere). Quelli più piccoli o di nicchia potrebbero essere meno liquidi, rendendo più difficile vendere le quote rapidamente al prezzo desiderato.
Quali sono i vantaggi per gli investitori italiani?

Nonostante i rischi, investire in ETF coreani offre diversi vantaggi. Prima di tutto la “diversificazione” che permette di investire in anche Asia, riducendo la dipendenza dai mercati europei o americani. È sicuramente un modo per diversificare il rischio geografico.
Altri importanti vantaggi sono l’accesso semplice, i costi contenuti, la trasparenza la potenziale crescita.
Invece di dover studiare e scegliere singole aziende coreane, con un solo acquisto si ha accesso ad un intero mercato o a un settore specifico dell’economia coreana.
Inoltre Gli ETF sono famosi per avere commissioni di gestione molto più basse rispetto ai fondi comuni d’investimento tradizionali e soprattutto sono molto trasparenti, ovvero si sa sempre cosa c’è dentro l’ETF e quale indice sta replicando.
La Corea del Sud è un’economia avanzata ma con ancora un buon potenziale di crescita, specialmente nei settori tecnologici e innovativi.
Flessibilità: Puoi comprare e vendere le quote di un ETF in qualsiasi momento durante gli orari di apertura della borsa, proprio come fai con le azioni.
A chi rivolgersi per investire?

Per investire in ETF coreani (o in qualsiasi altro ETF), occorre avere un conto titoli presso una banca. Molte banche offrono servizi di trading online o tramite consulente.
Oppure, per i più esperti , è possibile accedere a Broker online, cioè delle piattaforme specializzate (es. Fineco, Directa, Degiro, eToro, XTB) che permettono di operare in autonomia a costi generalmente più bassi rispetto alle banche tradizionali.
È fondamentale scegliere un intermediario affidabile, autorizzato dalla Consob (l’ente di vigilanza italiano) e con una buona reputazione.
Il trading online è assolutamente pericoloso per gli investitori inesperti soprattutto se affrontato senza preparazione e consapevolezza.
Difatti capita spesso che l’investitore che decide “il fai da te” si lasci prendere da emozioni e decisioni impulsive.Il mercato è fatto di alti e bassi e può farsi prendere dal panico durante un calo o dall’euforia durante un rialzo, prendendo decisioni affrettate che portano a perdite.
Non conoscere i meccanismi del mercato, i rischi specifici degli strumenti finanziari (come gli ETF), le strategie di investimento e i propri obiettivi può portare a errori costosi.
Il trading on line può portare l’investitore ad affidarsi a quelli che vengono definiti “sentimenti di greggio“, ovvero la tendenza a seguire la massa o i consigli non verificati, che può essere dannosa.
Occorre prestare attenzione anche ad alcuni strumenti di trading online (come i CFD) che offrono una “leva”, che permette di investire con capitali più piccoli ma amplificando sia i guadagni che le perdite. Per gli inesperti, l’effetto leva è estremamente rischioso.
Un’altra trappola sono i costi nascosti: commissioni, spread (la differenza tra prezzo di acquisto e vendita) e costi di overnight possono ridurre significativamente i profitti se non vengono monitorati con attenzione.
Dunque per gli inesperti il consiglio più opportuno è di affidarsi ad un consulente finanziario , per capire come funzionano mercati finanziari e le borse e come poter investire.
Inizalmente si può sperimentare investendo piccole somme a lungo termine e diversificando il portafoglio azionario, così da non comportare gravi perdite, nel caso di insuccesso.

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