Inferno di Dante, edizione 2026 alle Gole dell’Alcantara
“Inferno di Dante” ha trasformato ancora una volta le Gole dell’Alcantara in un teatro naturale e suggestivo. L’edizione 2026 dello spettacolo rinnova il viaggio nella prima cantica della Divina Commedia del sommo poeta Dante Aligheri.

Esiste un luogo in cui l’inferno descritto da Dante Alighieri non ha bisogno di essere immaginato. L’acqua del fiume, le pareti di basalto, la penombra e il suono delle Gole dell’Alcantara trasformano il paesaggio siculo in uno spazio sospeso dove la natura incontra i versi dell’opera dantesca più conosciuta al mondo.
Ed è proprio in questo luogo che il viaggio di Dante prende forma ancora una volta attraverso il teatro di Giovanni Anfuso. Dal 23 luglio al 6 settembre 2026 le Gole dell’Alcantara hanno ospitato la nuova edizione di “Inferno di Dante ”, lo spettacolo site specific concepito già nel 2018 e inserito all’interno di Alkantia, progetto culturale promosso da Buongiorno Sicilia.
Non si tratta solo di fondere Dante all’interno di questa straordinaria cornice naturale. La messinscena trasforma il paesaggio in un espediente evocativo, quasi fosse un altro personaggio capace di amplificare la dimensione emotiva del viaggio e di diventare parte integrante del racconto.
Il 2026 segna un ulteriore passaggio nella storia dello spettacolo: Giovanni Anfuso, autore della drammaturgia e regista, ha scelto di rinnovare la figura del protagonista. A interpretare Dante è Luigi Nicotra, chiamato ad assumere i panni del poeta sotto nuove spoglie. Non è più semplicemente contemplativo o giudicante, quanto piuttosto un uomo fragile, impaurito e attraversato dalla viscerale e profonda curiosità per l’ignoto.
Il Dante di questa edizione non si limita ad osservare i dannati che incontra lungo il suo cammino, ma viene completamente immerso nelle loro storie. Gli incontri con Virgilio (Salvo Piro) , Francesca da Rimini (Giovanna Mangiù), Ciacco (Davide Pandolfo), Farinata (William Caruso), Ulisse (Ivan Giambirtone) e il conte Ugolino (Davide Sbrogiò) hanno un rinnovato tocco umano.
Anche le coreografie, curate da Fia Distefano, sono state modificate e impreziosite ulteriormente con l’obiettivo ultimo di coinvolgere il pubblico con ancora più pathos. I Dannati, inoltre, non sono figure che osservano in modo statico, ma diventano presenze capaci di accompagnare fisicamente gli spettatori nell’universo infernale dantesco.
In particolare, la figura della turista (Liliana Randi) rende ancora più sfumato questo confine tra realtà dello spettatore e quello della rappresentazione. Quello che accade sulla scena può essere vissuto come qualcosa che potrebbe capitare anche a chi sta guardando.
Ecco che le Gole dell’Alcantara superano la semplice funzione di sfondo naturale; è un legame molto più profondo che va ben oltre la geografia. E’ esattamente questo il fulcro dello spettacolo “Inferno di Dante”. Non è soltanto una storia da recitare per il pubblico, ma un’esperienza che ci trascina fino a renderci parte di essa.
