Il caso Roggero: la sentenza che fa ancora discutere
Il 17 luglio 2026 Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, si è costituito nel carcere di Bollate per iniziare a scontare la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione. Definitiva la sentenza della Corte di Cassazione.

Il perché di questa condanna risale al 28 aprile 2021: tre rapinatori irrompono nella sua gioielleria armati minacciando Roggero, la moglie e anche la figlia e portando via gioielli e denaro. Ma non è un caso isolato. Era già successo in passato.
Quel fatidico 28 aprile 2021, quando i rapinatori uscirono dal negozio e tentarono la fuga, Roggero li inseguì all’esterno con la sua pistola e uccise G. Mazzarino, A. Spinelli e ferì A. Modica che poi fu arrestato.
Il caso divise fin da subito l’opinione pubblica portando ad una fervente polarizzazione. Da una parte i sostenitori di Roggero sono convinti che la reazione dell’uomo fosse la conseguenza diretta di chi subisce un’esperienza traumatica.
Dall’altra parte troviamo l’opposizione che sostiene non possa più parlarsi di legittima difesa nel momento in cui il pericolo è cessato e gli aggressori si trovano al di fuori dell’immobile, in fuga.
L’ingresso nel carcere di Bollate ha riportato il caso al centro dei media e, inoltre, coincide con la condanna definitiva della Cassazione, oltre che con l’inaspettato messaggio lanciato sui social (TikTok) da parte di Ruggero stesso.
Il 15 luglio 2026 la Corte di Cassazione respinge il ricorso della difesa, rendendo definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione. La pena riguarda proprio il duplice omicidio dei due rapinatori e il tentato omicidio del terzo.
Subito dopo la sentenza della Cassazione, Roggero pubblica un video sul proprio profilo TikTok, e poi su altri social, pochi minuti prima della costituzione. “Hanno voluto darmi l’ergastolo”, commenta con evidente amarezza.
Questo messaggio ha avuto una diffusione capillare e ha alimentato nuovamente, forse più di prima, il dibattito pubblico circa la legittima difesa. E almeno sotto il profilo penale, l’ingresso in carcere sembra aver segnato l’epilogo giudiziario della vicenda.
Eppure, la vicenda è al momento tra le più discusse degli ultimi anni perché mette a confronto due letture contrapposte. In molti sostengono l’unica vittima in questa storia sia Ruggero che, dopo aver subito una rapina armata insieme alla moglie e alla figlia, ha reagito in una situazione di forte shock emotivo.
Ma poi c’è la sentenza dei giudici, che hanno ritenuto gli spari esplosi quando ormai il pericolo immediato era cessato, con i rapinatori in fuga. E’ questo elemento che ha portato all’esclusione della legittima difesa e alla condanna definitiva per Roggero. Viene a mancare, quindi, il requisito richiesto dall’articolo 52 del Codice penale.
Nel frattempo, la moglie Mariangela Sandrone, ha presentato la domanda di grazia al Presidente della repubblica. Gli avvocati Marcolini e Rovani si dichiarano “profondamente delusi” e si apre ufficialmente la strada del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.
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