“Sai dove cercarmi”- Artemysia e la musica come rinascita
Sai dove cercarmi è il secondo singolo della giovane cantautrice Artemysia che con la sua musica “pop malinconica” cerca di trasmette il messaggio che anche dal baratro più profondo ci si può rialzare…

Chi è Artemysia
Brigida Belluomo, in arte Artemysia, è una giovane cantautrice campana classe 2004. Il suo nome è strettamente legato agli studi classici prima e artistici poi e vede come modello la pittrice Artemisia Gentileschi. I 10 anni di studio dell’artista si sono concentrati, lato musicale, su canto e chitarra e, concluso il percorso di storia dell’arte, non manca l’aspirazione ad approfondire storia della musica e del musical al DAMS.
Il progetto
Artemysia è un’artista emergente che ha iniziato il proprio progetto musicale da due annetti.
Questo non le vieta, però, di aver ben chiaro il proprio percorso.
Ho deciso di iniziare un progetto musicale basato sulla rinascita. Ho pubblicato due pezzi dove voglio parlare a tutte quelle persone che spesso si sono sentite messe nell’ombra. Intendo ricordare loro che c’è ancora modo di uscirne.
Il messaggio è molto chiaro
Ci si deve rialzare. Bisogna capire che non c’è motivo per sentirsi inferiori.
L’artista è sicuramente legata al genere d’amore
Mi baso su esperienza personale e altrui, desidero “poetare” sull’esperienza d’amore per renderla un’esperienza in cui tutti possano rivedersi.
Sai dove cercarmi
Il pezzo è stato pubblicato lo scorso aprile e dalla cantante è stato definito specchio del suo mondo “pop-malinconico”.
Immagino persone in difficoltà che ascoltano la mia musica su temi a loro così vicini.
Il brano però, al momento della stesura, era molto diverso
Inizialmente avevo scritto una canzone d’amore molto personale ma riascoltandola mi sono reso conto che forse era troppo distruttiva anche per me. Abbiamo deciso di modificarla, specialmente il ritornello.
Vorrei svegliami dal sogno
Senza più sentire ciò che non esiste e sai
Che un giorno
Non ne avrò bisogno
La tematica è molto coerente con il progetto sopra enunciato e racconta di come da uno stato di sconfitta si possa assumere consapevolezza di sé.
E i social?
Per Artemysia i social al giorno d’oggi, soprattutto per gli emergenti, sono un mezzo quasi necessario.
Credo sia qualcosa di cui non si può fare a meno. C’è chi ha più costanza, chi vive seguendo il trend, io mi reputo più tradizionale. Non cerco il contenuto virale ma mi basta far sentire la mia voce. Nei social vedo anche le potenzialità per costruire un diario dei ricordi del mio percorso.
