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Ancora rosso all’orizzonte

fonte immagine repubblica

 “Una donna dovrebbe essere due cose: chi e cosa vuole”, diceva Coco Chanel. Purtroppo ancora oggi, per via di tante discriminazioni, anche se questo dovrebbe rappresentare la normalità, spesso non è così. E le donne, addirittura, sono soggette di frequente a violenze fisiche e psicologiche in qualsiasi ambito: da quello lavorativo a quello sentimentale, da quello sociale a quello familiare. Sta di fatto che, lo dicono le statistiche, nonostante la continua evoluzione della società, esse continuano ad essere vittime, il più delle volte, delle persone che sono loro più vicine.

Sebbene, inoltre,  abbiano sempre lottato per tutelare i loro diritti, i risultati dei giorni odierni dimostrano che i continui tentativi si sono rivelati non sempre efficaci. E anzi, talvolta, quando hanno provato a cambiare tale condizione, hanno subito ritorsioni anche più gravi. Tuttora, se una donna subisce una violenza, non sempre riesce a far sentire la sua voce e a denunciarla perché per farlo ci vuole coraggio, sostegno e protezione. Queste ragazze (spesso sono molto giovani), non palesando la loro situazione, pensano di sacrificarsi per il proprio uomo e si caricano di una sofferenza perpetua e di un vuoto che non può essere colmato in alcun modo; così facendo ignorano la violenza subita nella speranza che non accada più: alla fine si tratta sempre di una pura illusione. E alcune ferite sembrano facili da nascondere, ma, con il passare del tempo, diventano insanabili.

fonte immagine la provincia di Cremona

Anche per questo è stata istituita la “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne”,  che si tiene il 25 novembre: per ricordare le vittime e per sottolineare quanto è necessario vigilare e lottare affinché possa essere eliminata ogni tipo di violenza. E il mondo si colora di rosso, il colore delle vittime dei femminicidi: rosse le scarpe, rosse le panchine, rosse le anfore. L’amore si trasforma in odio e poi in sangue.

fonte immagine Altalex

Olympe de Gouges, attivista francese della metà del ‘700 che in quel periodo rappresentò l’incarnazione dei diritti delle donne, redasse la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, nella quale affermava l’uguaglianza dei diritti civili e politici tra i due sessi, insistendo perché si restituissero alla donna quei diritti naturali che la forza del pregiudizio le aveva sottratto. Nonostante Olympe avesse messo tutto il cuore e tutta la passione nella lotta contro le discriminazioni sulle donne, fu condannata a morte. Oggi viviamo in un mondo del tutto nuovo da ogni punto vista ma purtroppo, nonostante ciò, persistono le violenze più disparate nei confronti delle donne che vengono spesso sminuite, maltrattate, discriminate.

Possiamo accettare tutto ciò?

Se vogliamo vivere in armonia, in realtà, occorre cambiare del tutto la nostra visione del mondo: fatto di persone, non di uomini e donne, in cui tutti hanno pari dignità e pari diritti. E bisogna coltivare questa concezione sin da bambini, nelle giovani menti dei più piccoli. Solo così il futuro potrà essere diverso.

Saverio Tosto & Giuliano Cordaro

Liceo Classico Europeo del Convitto Nazionale Mario Cutelli, classe IVC

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