Com’è andato il debutto in Champions delle italiane
Inter, Napoli, Roma e Como: quattro squadre, quattro storie. Dalla notte di Madrid alla magia di Como…👇

Sono tornate le notti magiche della Champions League. Le luci degli stadi più importanti d’Europa si sono riaccese e, con loro, è iniziato il cammino delle quattro italiane nella nuova fase campionato della competizione.
Inter, sconfitta non vuol dire ridimensionamento

Partiamo dall’Inter, che a Madrid ha dovuto fare i conti con uno dei debutti più difficili possibili. Il Real Madrid ha vinto 2-1, ma il risultato racconta solo una parte di quello che si è visto in campo.
I nerazzurri sono usciti dal Santiago Bernabéu con qualche rimpianto. Il Real ha sfruttato due errori dell’Inter nel primo tempo, trovando prima il vantaggio con Mbappé e poi il raddoppio con Valverde. La squadra di Chivu, però, non ha mai dato l’impressione di essere fuori dalla partita e nella ripresa ha accorciato le distanze con Carlos Augusto, andando poi più volte vicina al pareggio.
A fare la differenza è stato anche Thibaut Courtois, protagonista di alcune parate decisive. Una partita nella quale l’Inter, nonostante la sconfitta, ha dimostrato di poter giocare alla pari con una delle grandi favorite della competizione.
Tra le note più positive c’è sicuramente Andy Diouf. Il francese, arrivato all’Inter come centrocampista, è stato reinventato da Cristian Chivu sulla fascia e sta diventando una delle sorprese più interessanti di questo inizio di stagione.
Il suo momento non è passato inosservato nemmeno in Francia: Diouf è stato infatti pre-convocato dalla Nazionale francese. Un altro passo importante per un giocatore che, fino a poco tempo fa, era ancora lontano dai riflettori del grande calcio europeo.
La sconfitta di Madrid, quindi, non può essere cancellata, ma l’Inter può ripartire da una certezza: contro il Real non è sembrata una squadra fuori posto.
Napoli, avvio duro

Se per l’Inter il risultato non ha rispecchiato completamente la prestazione, per il Napoli il problema è stato soprattutto il momento che sta vivendo la squadra.
Al Maradona l’Arsenal ha vinto 1-0, in una partita nella quale gli inglesi hanno avuto maggiormente il controllo del gioco e creato diverse occasioni. Il Napoli ha provato a reagire, ma ancora una volta è sembrato lontano dalla squadra che aveva abituato i propri tifosi a dominare le partite.
La Champions avrebbe potuto rappresentare l’occasione per cambiare marcia, ma per ora non è arrivata la risposta sperata.
La situazione inizia quindi a diventare delicata per Antonio Conte. La sconfitta contro l’Arsenal si inserisce infatti in un periodo negativo che coinvolge sia il campionato sia l’Europa.
Adesso servirà una reazione. Perché se una competizione come la Champions può mettere in evidenza i problemi di una squadra, allo stesso tempo può diventare anche il palcoscenico ideale per ritrovare fiducia.
Roma, un pari che vale

Dalla Turchia la Roma torna invece con un punto che può avere un peso importante.
Il Fenerbahçe tornava a giocare la Champions League dopo 18 anni e il pubblico dello Şükrü Saracoğlu ha trasformato la partita in una vera bolgia. Fischi, cori e pressione continua hanno accompagnato praticamente ogni pallone giocato dalla Roma.
Eppure la squadra di Gian Piero Gasperini non si è fatta schiacciare dall’atmosfera.
I giallorossi sono passati in vantaggio con Bryan Cristante, riuscendo a mettere in difficoltà il Fenerbahçe anche attraverso un buon possesso palla e diverse situazioni offensive. I padroni di casa hanno trovato il pareggio con Archie Brown prima dell’intervallo, ma nella ripresa la Roma ha continuato a giocare la propria partita.
Alla fine è arrivato l’1-1, un risultato che lascia anche un pizzico di rammarico perché, per quello che si è visto, la Roma avrebbe potuto tornare da Istanbul con qualcosa in più.
Ma soprattutto è una prestazione che dà fiducia. Giocare in uno stadio così caldo e riuscire a imporre per diversi momenti il proprio gioco non era affatto scontato.
Como, un debutto da sogno

E poi c’è il Como.
Una squadra che fino a pochi anni fa giocava in Serie D e che oggi si trova a calcare il palcoscenico della Champions League. Già questo sarebbe sufficiente per parlare di favola. Ma il Como ha deciso di rendere la propria storia ancora più speciale.
Al Sinigaglia, davanti al proprio pubblico, la squadra di Cesc FÃ bregas ha travolto il Lipsia per 4-1, giocando una partita coraggiosa, offensiva e spettacolare.
Un esordio perfetto per una squadra che non voleva semplicemente partecipare alla Champions, ma vivere davvero questa esperienza.
E forse l’immagine più bella è arrivata ancora prima del fischio d’inizio.
Con il Sinigaglia tutto esaurito e una capienza europea ridotta, il presidente Mirwan Suwarso e alcuni dirigenti del Como hanno deciso di rinunciare ai propri posti in tribuna per lasciarli ai tifosi più anziani e più longevi, quelli che hanno seguito la squadra per decenni e attraverso tutte le categorie.
È un gesto semplice, ma che racconta bene cosa significhi questa Champions per il Como.
Perché quei tifosi hanno visto il club attraversare momenti completamente diversi: hanno visto i lombardi nelle categorie inferiori, hanno seguito promozioni e retrocessioni, hanno riempito il Sinigaglia quando in palio non c’erano milioni, grandi campioni o partite europee.
Adesso, finalmente, sono loro a poter guardare il proprio Como giocare la Champions League.
E sul campo la squadra non ha tradito le aspettative. Il 4-1 al Lipsia è molto più di una vittoria: è la fotografia di quanto sia cambiato il Como in pochissimo tempo.
📸Copertina: Inter(Instagram)
