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Cambiamenti fisici e metabolici: la sarcopenia, il killer silenzioso delle nostre cellule


Tra le svariate e complesse patologie che colpiscono il corpo umano, ne troviamo una spesso sottovalutata a livello clinico, ospedaliero e sociale: la sarcopenia. Essa viene definita come una malattia muscolare, caratterizzata da un’alterazione progressiva e generalizzata dei muscoli scheletrici, con una riduzione della massa e della forza muscolare (1). Sebbene solitamente sia associata all’invecchiamento avanzato, la sarcopenia è ora riconosciuta come un fenomeno fisiologicamente associato al processo di invecchiamento che si considera partire dai 30 anni di vita (2) chiamato senescenza. A partire da quest’età, le principali funzioni corporee presentano una diminuzione dell’1% all’anno (3). Ma che ruolo gioca l’alimentazione nell’insorgenza delle malattie che danneggiano il muscolo scheletrico?


Invecchiamento e cicli biologici

L’invecchiamento e la morte non possono essere evitati. Tutti gli organismi sono soggetti alla morte e ciò costituisce un vantaggio evolutivo irrinunciabile; la scelta evolutiva, ha infatti privilegiato la specie a discapito dell’individuo. Davanti all’inevitabilità della morte, lo scopo della medicina può essere soltanto quello di prolungare al massimo la durata e la qualità della vita (3). Effettivamente, non è stata identificata un’unica definizione di invecchiamento, tuttavia la più interessante sembra quella che vede l’invecchiamento come ‘’un processo collegato all’incapacità di evitare alterazioni, che, con il tempo portano alla morte’’ (4).

Una volta compreso questo concetto vediamo come la senescenza cellulare, stato permanente di arresto del ciclo cellulare, rappresenta, quindi, un meccanismo di difesa che impedisce alle cellule di accumulare danni non necessari. Lo stato senescente è accompagnato dall’incapacità di rientrare nel ciclo cellulare in risposta a stimoli mitogenici (quelli che inducono le cellule a dividersi) (5). Tutto ciò si traduce, in un processo organico che porta alla manifestazione degli effetti dell’età avanzata.


Sarcopenia come killer per il nostro corpo


La sarcopenia è una malattia muscolare e multifattoriale, caratterizzata da un’alterazione progressiva e generalizzata dei muscoli scheletrici, con una riduzione della massa e della forza muscolare (6). Nel 1989, Rosenberg definì la sarcopenia come la perdita di massa muscolare, dalle parole greche σάρξ (muscolo) e πενία (perdita) (7). Tre decenni dopo, la sarcopenia è definita come la perdita sia della massa muscolare che della forza, ed è stata formalmente riconosciuta come una malattia muscolare nella Classificazione Internazionale delle Malattie con il codice ICD-10- CM (M62.84).


La classificazione


La classificazione e i criteri diagnostici della sarcopenia sono cambiati nel tempo ed è ancora difficile porre diagnosi differenziale tra sarcopenia, cachessia e malnutrizione (8).Ad oggi, l’indice muscolare scheletrico (SMI) rappresenta il test consigliato per la diagnosi di sarcopenia; tuttavia, è fondamentale sottolineare che non vi è ancora consenso unanime sui criteri utili a definire sia la sarcopenia sia la condizione di obesità sarcopenica (3); inoltre un algoritmo ideato nel 2019 ‘’Find-Assess-Confirm-Severity (F-A-C-S)’’ sembra essere un ottimo metodo di diagnosi (9). La sarcopenia viene definita “primitiva” o “correlata all’età” quando non sono presenti cause specifiche che ne spieghino l’origine, oltre al naturale processo di invecchiamento. Si parla invece di sarcopenia “secondaria” quando la condizione deriva da una o più cause riconoscibili, legate all’attività fisica, a patologie pregresse oppure allo stato nutrizionale.

Questa condizione può manifestarsi come conseguenza di una malattia sistemica, soprattutto quando sono coinvolti meccanismi infiammatori, come accade nelle patologie oncologiche o nell’insufficienza d’organo. Anche la mancanza di attività fisica dovuta a uno stile di vita sedentario, a disabilità o a periodi prolungati di immobilità costituisce un ulteriore fattore di rischio per lo sviluppo della sarcopenia. Infine, la sarcopenia può insorgere a causa di un apporto insufficiente di energia o proteine, situazione che può essere legata ad anoressia, malassorbimento, difficoltà di accesso ad alimenti adeguati e/o ridotte capacità di alimentarsi (9).

Trattamento nutrizionale e modulatori anabolici

Un adeguato apporto di nutrienti rappresenta un requisito essenziale per favorire il miglioramento della massa muscolare e della sua funzionalità negli anziani. Le attuali evidenze scientifiche mostrano che un corretto consumo di proteine, un’appropriata attività fisica e l’integrazione di vitamina D nei casi di carenza costituiscono gli elementi nutrizionali fondamentali per raggiungere questo risultato.


Per gli individui con più di 65 anni è consigliato un apporto proteico quotidiano pari a 1-1,2 g/kg, che può aumentare fino a 1,2-1,5 g/kg/die in presenza di condizioni infiammatorie. Le proteine dovrebbero provenire principalmente da fonti di elevata qualità, come le proteine del siero di latte, ricche di aminoacidi essenziali (EAA), in particolare di leucina, e caratterizzate da un assorbimento rapido. In ogni pasto principale (colazione, pranzo e cena) l’assunzione di proteine di alta qualità dovrebbe essere compresa tra 25 e 30 g, con un apporto di leucina tra 2,8 e 3 g. L’introito minimo giornaliero di leucina dovrebbe raggiungere i 78,5 mg/kg.


L’abbondante presenza di EAA e la rapida digeribilità delle proteine del latte conferiscono a questa fonte un’elevata efficacia anabolica. La leucina, in particolare, si è dimostrata molto efficace nel modulare positivamente il turnover proteico e i processi di anabolismo (2). Considerati i compiti funzionali e strutturali della leucina, e in particolare il suo ruolo centrale nella sintesi proteica muscolare, potrebbe essere necessario rivalutare i valori di assunzione raccomandati di questo amminoacido per la popolazione anziana.

Bibliografia

  1. Dent E, Morley JE, Cruz-Jentoft AJ, Arai H, Kritchevsky SB, Guralnik J, et al. International clinical practice guidelines for sarcopenia (ICFSR): screening, diagnosis and management. J Nutr Health Aging. 2018;22(10):1148–61.
  2. Sarcopenia: definizione, diagnosi e trattamento nutrizionale.
  3. Arienti G. Variazioni degli indici antropometrici. In: Piccin, editor. Le basi molecolari della nutrizione. Quinta. Trento; 2021. p. 1021.
  4. Holliday R. Aging is no longer an unsolved problem in biology. Ann N Y Acad Sci. 2006 May;1067:1–9.
  5. Calcinotto A, Kohli J, Zagato E, Pellegrini L, Demaria M, Alimonti A. Cellular senescence: aging, cancer, and injury. Physiol Rev. 2019 Apr 1;99(2):1047–78.
  6. Blaauw B, Schiaffino S, Reggiani C. Mechanisms modulating skeletal muscle phenotype. Compr Physiol. 2013 Oct;3(4):1645–87.
  7. Rosenberg IH. Sarcopenia: origins and clinical relevance. J Nutr. 1997;127(5 Suppl):990S-991S.
  8. Miller J, Wells L, Nwulu U, Currow D, Johnson MJ, Skipworth RJE. Validated screening tools for the assessment of cachexia, sarcopenia, and malnutrition: a systematic review. Am J Clin Nutr. 2018 Dec 1;108(6):1196–208.
  9. Cruz-Jentoft AJ, Bahat G, Bauer J, Boirie Y, Bruyère O, Cederholm T, et al. Sarcopenia: revised European consensus on definition and diagnosis. Age Ageing. 2019 Jan 1;48(1):16–31.