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Abisso “Panoramico”


Una delle citazione più famose di un vero e proprio pilastro della politica italiana quale Alcide De Gasperi è stata “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alle prossime generazioni”. Una distinzione come questa veniva già sottolineata in un periodo in cui la politica italiana poteva vantare figure sicuramente molto più abili nel proporre la stessa come “un’arte”. Nonostante ciò, già da allora, si stava segnalando un importante cambio di direzione nella concezione e nella proposta politica, mutamento che è anche stato, per citare le tesi di diversi politologi, accompagnato dal passaggio da una politica di valori ad una di interessi. Nel periodo storico che stiamo vivendo assistiamo a dibattiti tra rappresentanti di partito, di governo e di opposizione che assumono sempre più spesso la configurazione di un litigio piuttosto che di un confronto, dei veri e propri duelli volti più ad una missione propagandistica che ad un impegno nel gestire la “res publica”. Anche all’interno dei dibattiti stessi è possibile rintracciare il continuo rinvio ai sondaggi o alle analisi delle reazioni dell’elettorato rispetto alle parole dei leader, elementi che non fanno altro che svuotare la politica della sua vera finalità e utilità.


Almeno in linea teorica, un ruolo estremamente importante nella gestione del Paese è rappresentato dall’opposizione, la quale oltre alle importantissime funzioni che la Costituzione le ha riservato, dovrebbe essere capace di “migliorare” la politica del governo, non esclusivamente di contrastarla. Sicuramente esistono molti modi di fare opposizione dalle quali però si ottengono risultati differenti. Con la volontà di confrontarsi e dialogare in modo serio e autentico si arriva infatti a produrre un beneficio per tutta la nazione. Con un modus operandi incentrato solo sulla critica, atta esclusivamente a sminuire il lavoro della maggioranza, si compie un danno al Paese e ai cittadini, soprattutto a quelli più giovani. Nella politica deve essere presente una certa progettualità che inevitabilmente collima con lo spreco di tempo che è conseguenza di un’opposizione incapace di migliorare appunto proposte e iniziative. Naturalmente la stessa serietà e intelligenza è certamente attesa anche dalla maggioranza che si dovrà mostrare capace di raccogliere gli spunti e i suggerimenti che arrivano dalla parte opposta.



La forma di dialogo essenziale è allora quella volta a raggiungere concretamente un miglioramento, un vero e proprio confronto basato su argomentazioni supportate da dati e non da sterili attacchi che si rivelano assolutamente inutili. Per lo stesso motivo non può costituire un confronto positivo una proposta nobile negli intenti ma irrealizzabile per altri aspetti, come magari quello economico, che causerebbe risvolti negativi nell’immediato o per le nuove generazioni”.


Ogni volta che non si riesce a sfruttare il potere del dialogo politico si fa un passo avanti verso il declino, verso il fondo di un ideale burrone che rappresenta il fallimento di quella mancata progettualità dalle quale ne consegue la creazione di un divario rispetto agli altri paesi. Il compito di evitare tutto questo spetta ai rappresentanti politici, i quali non possono permettersi il lusso di divenire i protagonisti dell’immagine del “Grand Hotel Abisso” proposta dal filosofo Lukacs nella sua opera “La distruzione della ragione”, in riferimento a Schopenhauer e agli altri filosofi della scuola di Francoforte. Egli presenta l’immagine del “Grand Hotel Abisso”, un grande albergo di lusso che si affacciava su un abisso in cui di tanto in tanto gli ospiti, forse annoiati dai grandi confort dei quali potevano godere, si affacciavano, salvo poi tornare all’interno delle loro comode stanze. Oggi quegli stessi ospiti potrebbero essere molti “rappresentanti del popolo” che di tanto in tanto, venendo fuori dalla propria retorica e da una politica volta al consenso elettorale, si prospettano su una realtà costellata di problemi verso la quale sono capaci soltanto di riscontrarne le criticità senza offrire alcuna soluzione, rimanendo a guardare il vuoto del precipizio, un panorama tanto infido quanto angoscioso.


Il ruolo di un ministro, di un parlamentare, di un sindaco è quello di essere un servitore dello Stato, nonché un servitore del popolo. Nel ruolo che egli svolge è presente il dovere di tutelare i cittadini attraverso una politica che sappia guardare alle esigenze del presente ma anche a quelle del futuro. Tutte le volte che un politico opta per un modus operandi concretamente inefficace per migliorare il tessuto economico, sanitario e sociale del Paese sta spingendo lo stesso verso quell’abisso. Un vero politico, uno statista, per recuperare le parole di De Gasperi, prende per mano la nazione e il cittadino invitandolo a guardare non l’oscurità del vuoto ma l’orizzonte verso il quale ci si deve proiettare.

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