The Old Country: un pezzo di Sicilia nella storia del gaming
Venerdi 8 agosto 2025 è uscito il nuovo capitolo della serie videoludica “Mafia” che presenta per la prima volta nella storia il doppiaggio in siciliano.

The Old Country e la serie Mafia
In questi giorni è stato pubblicato il nuovo capitolo della serie Mafia di 2K games, produzione che fungerà da prequel ai tre giochi già usciti in precedenza.
Si parla di prodotti videoludici in cui il giocatore viene messo nei panni di giovani che, per un motivo o per un altro, sono coinvolti nelle faccende della criminalità organizzata. I primi tre capitoli, attualmente disponibili in un pacchetto che ne comprende le migliori versioni, raccontavano le vicende della malavita in ambiente americano rifacendosi a linguaggio e stereotipi cinematografici del fenomeno mafioso.
Questo ha comportato una resa, anche in doppiaggio italiano, molto lontana dal siciliano puro a favore, invece, di alcune cadenze o espressioni stereotipate. Con The Old Country, denominato per la versione italiana Terra Madre, si è deciso di ripartire dall’ambiente più consono alle vicende: la Sicilia di inizio ‘900.
La scelta del siciliano
Al momento dell’annuncio del gioco, poco meno di un anno fa, gran parte del pubblico era rimasto abbastanza sorpreso dal constatare la mancanza dell’italiano nel doppiaggio, essendo stato esso sempre presente nei giochi precedenti. Da lì a poco è stato però sciolto il dilemma con la notizia che il gioco sarebbe stato totalmente doppiato in siciliano e accompagnato dai soli sottotitoli in italiano.
In un ambiente come quello videoludico, dove spesso il pubblico italiano si trova a dover elemosinare anche solo per un adattamento testuale nella propria lingua, la scelta del team Hangar 13 di 2K Games di proporre un prodotto in dialetto è stata sicuramente una delle note più dolci del panorama nostrano in fatto di doppiaggio.

Le ambientazioni e la collaborazione con Stormind games
Proporre un videogioco in dialetto necessitava una resa grafica e storica altrettanto accurata al fine di evitare che nel gioco si percepisse un clima troppo simile alle metropoli americane dei prodotti precedenti. Il lavoro di Hangar 13 è stato, infatti, coadiuvato dal team siciliano di Stormind Games grazie al quale è stato possibile ricreare un ambiente isolano realistico sia da un punto di vista architettonico che naturalistico. In diverse interviste rilasciate di recente si è parlato, ad esempio, dello studio delle armi da taglio, molto più frequenti e adatte al luogo rispetto alle semplici pistole. L’ambientazione riprende un luogo citato nei primi due Mafia e intravisto nel secondo capitolo ovvero la fittizia città di San Celeste, a sud della Sicilia.
Il Team ha cercato di valorizzare, però, gli aspetti più affascinanti dell’isola non privandosi di inserire zone in cui osservare un grande vulcano attivo sul modello dell’Etna o una zona ricca di cultura greca che ricorda la Valle dei Templi agrigentina.

Anche da un punto di vista di doppiaggio si è optato sì in prevalenza per il palermitano, ma non mancano personaggi che presentano altre varianti. Il lavoro con Stormind Games ha permesso anche uno studio della tradizione folkloristica locale per ciò che riguarda le musiche o anche banalmente il semplice suono delle voci che accompagnano il protagonista durante tutta la sua avventura.
Trama e attori principali
Nel gioco si vestono i panni del carusu Enzo Favara, giovane orfano costretto alla vita in miniera che decide di unirsi alla famiglia di Don Torrisi per iniziare una vita migliore. Lealtà e onore sono i temi fondanti della produzione e vengono sanciti attraverso il rituale della Panciuta che prevede di versare del sangue su un’immagina sacra.
Il rito è stato approfondito durante il soggiorno in Sicilia anche con accademici dell’Università di Catania e intende, proprio attraverso il versamento di sangue, trasmettere al giocatore l’importanza di tale giuramento. A interpretare Enzo è l’italiano Riccardo Frascari mentre Don Torrisi è interpretato dall’americano Johnny Santiago.

