Cultura

Secondo premio al Convitto Cutelli al concorso “Mompilieri, Stupore dell’arte e della Fede”

500 anni con le opere di Gagini

Fu il ritrovamento miracoloso di un simulacro della Madonna intatto in una grotta, nonostante la presenza della lava, che diede inizio al sentimento religioso intorno a Mompilieri. Venne poi eretta una cappella nel XIX secolo sul colle basaltico formatosi con l’eruzione, poco sopra la cavità, e fu così che nacque il culto della “Madonna della Sciara”, in riferimento all’antro in cui la statua era custodita fino a che, nel 1923, venne dichiarato Santuario.

Da allora, intorno a questo luogo, si è sviluppata una rete di forme di devozione che ancora oggi investe tutto il circondario e non solo. Per celebrare l’Anno Giubilare a cento anni dall’evento, con attività spirituali e culturali anche per valorizzare i preziosi simulacri provenienti dalla bottega del Gagini, è stato bandito il concorso artistico – letterario Mompilieri, Stupore dell’arte e della Fede. 500 anni con le opere di Gagini, proposto alle scuole del territorio.

Anche il nostro Convitto Cutelli ha voluto partecipare, in particolare l’alunna Beatrice Notarangelo di IIIE del Liceo Classico Europeo, seguita e guidata dalla prof.ssa Giusy Gattuso nell’ambito del suo progetto La scuola come volano artistico – letterario.

La giovanissima scrittrice ha preparato un racconto, dal titolo La voce della fede, scegliendo il tema che prevedeva un testo su una storia o un avvenimento intorno al più antico Santuario dell’Arcidiocesi di Catania.

E proprio grazie ad esso si è aggiudicata il secondo premio, ricevendo una targa in omaggio.

La cerimonia di premiazione si è tenuta mercoledì 24 maggio a Mascalucia ed ha costituito un momento di riflessione e di condivisione che ha coinvolto un grande numero di alunni del circondario: il Santuario, infatti, era stracolmo di studenti della provincia di Catania che hanno avuto modo di approfondire la loro conoscenza delle storie intorno a questo luogo, del sentimento religioso che qui ha avuto origine nonché della visione delle opere del Gagini.

Apprendere le narrazioni legate all’identità del territorio in cui viviamo la nostra quotidianità,  risultato di una sapiente azione di tessitura tra relazioni di persone e luoghi, aiuta sicuramente i ragazzi a sviluppare un sempre più profondo senso di appartenenza ed un più forte attaccamento ai luoghi e alle tradizioni; queste esperienze, infatti, diventano significative dal punto di vista emotivo e razionale e ci legano saldamente al nostro ambiente.

Ben vengano, quindi, queste iniziative!

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