L’antieroe con le maniche lunghe: chi è Nick Woltemade
Fra pacchi Vinted sotto falso nome, il consiglio di Sandro Tonali e un corpo fuori formato: chi è Nick Woltemade, il talento atipico che la Juventus cerca di decifrare. 👇

Il 14 febbraio è il giorno in cui a Brema si vendono più cioccolatini dell’anno. Nel 2002, quello stesso giorno, in una clinica della città nasceva un bambino che sarebbe cresciuto fino a sfiorare i due metri. Certo, Nick Woltemade non ha mai avuto bisogno del calendario per sentirsi speciale, ma il suo compleanno ha comunque deciso di ricordarglielo ogni anno.
Brema, città di mattoni scuri e cantieri navali dismessi, attraversata dalla Weser, con il Weserstadion piantato su una delle due rive come un’astronave atterrata per sbaglio nel quartiere sbagliato. È proprio qui che Nick nasce e muove i primi passi calcistici, in un club di quartiere prima che il suo nome comparisse su qualunque rivista.
Oggi, appena arrivato sotto la Mole, alla Juventus, gli abiti che indossa fuori dal campo arrivano ancora spediti da un mittente qualunque per non far trapelare nulla: cappellini Ralph Lauren, giacche Carhartt di seconda mano, un nome di fantasia sul pacco perché il portiere non sappia a chi consegnarlo davvero.

Centonovantotto centimetri di postura rilassata, capelli biondi, l’andatura di chi sembra capitato sul rettangolo verde quasi per caso. Se forse gli togliessimo la divisa da gioco, con la maglia rigorosamente a maniche lunghe, non avrebbe nulla del calciatore scolpito nei cliché del professionismo milionario.
Potremmo tranquillamente immaginarlo dietro il bancone di un negozio di dischi usati, o a smontare una bicicletta per il gusto di rimontarla. I piedi raccontano la stessa storia di una grazia fuori formato: un fusto lungo da pioppo piantato su caviglie elastiche da trequartista, capace di trattare la sfera con una sensibilità chirurgica del tutto innaturale per una stazza del genere.
Nel dicembre 2024 la sua valutazione di mercato oscillava intorno ai 7,5 milioni di euro, la cifra di un centravanti promettente e non ancora di un evento. Otto mesi dopo il Newcastle United ne sborsava circa 90 milioni per strapparlo allo Stoccarda, il trasferimento più caro nella storia del club. Catartico, per Nick, appena ventitreenne.
A Monaco di Baviera la notizia faceva storcere il naso a Karl-Heinz Rummenigge, che ammetteva candidamente a Blickpunkt Sport come lo Stoccarda avesse semplicemente trovato un idiota disposto a pagare una cifra che il Bayern non avrebbe versato mai.

Oltremanica l’impatto iniziale ha avuto il sapore della rivelazione. L’esordio bagnato dal gol contro il Wolverhampton, il 13 settembre 2025, apriva una fiammata da quattro reti nelle prime cinque partite di Premier League. “Woltemessi” diventava in pochi giorni un tormentone da curva. Più che per il peso nell’area piccola, il tedesco incantava per la capacità di schermare la palla e disegnare traccianti che i compagni non si aspettavano.
Poi il meccanismo si è inceppato. Nel 2026 la porta avversaria si è ristretta fino a diventare invisibile: un solo gol e due assist nell’arco dell’anno solare, undici gare di fila senza trovare la rete, la scelta di Eddie Howe di arretrarlo fino alla linea mediana. Alan Shearer lo ha addirittura bastonato in diretta per una prestazione da appena 14 palloni toccati, chiudendo un ciclo inglese fermo a 33 presenze e 8 gol in campionato. La lettura degli spazi e i servizi ai compagni, però, sono rimasti gli stessi anche quando il conto dei gol ha iniziato a scendere: il giocatore non è cambiato, è cambiato il numero scritto sopra di lui.

Allo scadere della finestra di mercato, la Juventus scommette su di lui con la formula del margine: prestito fino al 30 giugno 2027, 3,60 milioni, senza alcun diritto né obbligo di riscatto. Cifre minuscole rispetto alla vertigine dei 90 milioni inglesi. Alla Continassa, trova Randal Kolo Muani, compagno di reparto e di destino in cerca dello stesso riscatto. È bene notare, però, come nella scacchiera di Spalletti Woltemade non sia un punto fisso: può fare la seconda punta, o abbassarsi a ricevere spalle alla porta con un difensore già addosso.
La sfida di Europa League di giovedì sera contro il NEC lo ha visto titolare per la prima volta, ma anche mettere a referto una rete su rigore. Pochi giorni prima del match aveva parlato dell'”aura enorme” di Luciano Spalletti, e aveva ricordato il messaggio ricevuto da Sandro Tonali prima dell’addio al Newcastle: Torino, gli aveva scritto, sarebbe stata una scelta di classe.
Il gol, tuttavia, non ha chiuso il conto con se stesso. Nell’intervista post-partita Woltemade ha detto di non essere soddisfatto di come sta giocando ultimamente. Senz’altro una frase che a Torino suona quasi fuori posto, pronunciata da chi ha appena segnato al debutto da titolare. Ha aggiunto che per lui è tutto nuovo: il paese, la lingua, gli orari dei pasti, il modo in cui i compagni si parlano in campo. Un appartamento, per ora, non l’ha ancora trovato. Vive in albergo, con le valigie mezze aperte, mentre a poca distanza dalla sua stanza arrivano pacchi intestati a un nome che non è il suo.
Il giorno del suo ventiquattresimo compleanno Woltemade ha aperto un secondo account Instagram, @whoisjaraff, per scherzare sulla propria silhouette da giraffa. Adesso il suo nome è sulla maglia della Juventus. Quello sui pacchi Vinted, invece, continua a essere un altro.
