Draghi richiama l’Europa: “Questo è il punto della svolta”
In occasione della consegna ad Acquisgrana del Premio Carlo Magno, Mario Draghi scuote l’Europa: “Oggi siamo soli, abbiamo bisogno di una rifondazione”. In un quadro aggravato da un’unione dei mercati interni rimasta incompiuta, l’ex Presidente del Consiglio ha individuato tre punti deboli cruciali per l’UE: l’eccessivo affidamento sull’export verso l’esterno, la fragilità sul piano degli approvvigionamenti energetici e il divario accumulato nei settori tecnologici chiave del domani.
La solitudine dell’Europa
Che il rapporto tra Europa e Stati Uniti soffra di una certa instabilità è ormai lampante, con la politica statunitense che non ha mai risparmiato soprattutto i mercati europei. La guerra dei dazi con il braccio di ferro tra Trump e Von der Leyen, le conseguenze economiche e politiche delle operazioni americane, tutti sintomi di criticità ai quali gli stati del vecchio continente sono chiamati a rispondere.
Ad esprimere una profonda preoccupazione per il destino del blocco comunitario è stato anche l’ex numero uno della BCE: “Per la prima volta a memoria d’uomo siamo davvero soli, insieme. Il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non esiste più: è diventato più duro, più frammentato e più mercantilista”.
“Oltre l’Atlantico – continua Draghi – non possiamo più dare per scontato che i garanti dell’ordine post-bellico rimangano impegnati a preservarlo. Decisioni con conseguenze profonde per le economie europee vengono prese sempre più unilateralmente, ignorando le regole che gli Stati Uniti un tempo sostenevano. E per la prima volta dal 1949, gli europei devono fare i conti con la possibilità che gli Usa non garantiscano più la nostra sicurezza nei termini che un tempo davamo per scontati”.
Un’occasione per l’Europa
Il momento storico ci obbliga quindi ad una svolta. Una maggior indipendenza politica consegnerebbe agli stati europei la chiave per muoversi in uno scenario mondiale in cui sembriamo esser rimasti indietro. La Cina, sottolinea Draghi, non offre un’alternativa per costruire qualsivoglia alleanza: “Sta generando surplus industriali su una scala che il mondo non riesce ad assorbire senza svuotare la nostra base produttiva. E sta inoltre sostenendo direttamente il nostro avversario, la Russia”.

L’Europa deve crescere e ha necessità di farlo da sola e con una politica che sappia rispondere a più necessità. Oggi siamo davanti a sfide alle quali, per il bene comunitario, è impossibile sottrarci. La sicurezza è il punto centrale, come evidenziato a più riprese da Draghi. Lo scacchiere mondiale soffre crisi e pressioni che non possiamo ignorare, ne pagheremmo un prezzo troppo alto che già oggi soffriamo.
Lavorare sul fronte degli approvvigionamenti energetici è indispensabile, come lo risulta essere investire in tecnologia. Sono queste due facce di una stessa medaglia, il punto in comune tra sicurezza e sviluppo e il focus di quella che dovrebbe essere la linea politica europea. In un momento come questo è auspicabile un cambio di passo per quella che può essere la nuova scalata mondiale del “vecchio continente”. Usa e Cina sono “mostri” che rischiano di schiacciarci. L’UE e i cittadini europei hanno in mano il proprio futuro.
