Oleo Bone
@oleobone

Dalla fantascienza alla realtà

Oggi ci ritroviamo di fronte ad una veloce evoluzione della tecnologia e ad un continuo progresso in questo ambito; a partire dai cellulari sino ad arrivare ai robot domestici, possiamo affermare che le nuove tecnologie sono parti integranti delle nostre vite.

Fin dall’antichità, uno dei principali sogni dell’umanità è stato quello di creare macchine dotate di abilità e intelligenza; con il passare degli anni il progresso, inteso come avanzamento della civiltà attraverso conquiste tecniche e materiali, ha reso possibile la creazione di strumenti dotati di autonomia e competenze.

La scienza che studia ed ha reso possibile la realizzazione dei robot è la robotica; Isaac Asimov fu il primo a parlare di robotica nei suoi racconti di fantascienza degli anni ’40 e proprio per questo venne definito il padre delle “tre leggi della robotica”.

Negli anni da un pensiero fantascientifico si è potuto arrivare alla realtà, in un lasso di tempo in cui questo ambito è cresciuto in maniera esponenziale; oggi la robotica non viene applicata soltanto negli ambiti più vicini a noi, ma ha una moltitudine di settori in cui sta prendendo piede sempre più velocemente come ad esempio il settore medico.

fonte immagine corriereinnovazione.corriere.it

Un esempio portante sono i robot chirurgici: essi hanno la possibilità di eseguire delle micro-incisioni, limitando così il trauma per i pazienti e il rischio di complicazioni; inoltre, grazie a ciò, i tempi di convalescenza si riducono notevolmente. Oltretutto, questi sono sistemi altamente versatili che consentono di eseguire operazioni a distanza: un esempio noto da riportare è l’operazione eseguita nel 2001 da Jacques Marescaux, che per la prima volta eseguì un’operazione di colecistectomia a 6200 Km di distanza, dove il paziente si trovava a Strasburgo e il chirurgo a New York.

Un altro punto a favore per i robot chirurgici è che essi permettono una visione migliore delle strutture anatomiche e immergono il chirurgo in uno spazio 3D ad alta risoluzione invece che utilizzare le immagini e video 2D della tradizionale chirurgia invasiva.

Ci sono ancora tanti passi avanti da fare per migliorare la mancanza di destrezza e di informazioni sensoriali (feedback di forza, di tatto e visivi), per non parlare dei costi elevati per lo sviluppo di questi sistemi, ma nonostante ciò arriverà molto presto il momento in cui le sale mediche saranno dominate dalle macchine e la robotica invaderà anche le nostre case e i nostri spazi quotidiani.

Sara Principio

IV°C Liceo Classico Europeo del Convitto Nazionale Mario Cutelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.