Elezioni universitarie. Vittorio Ponzio: “Il mio impegno nasce dal desiderio di rendere l’esperienza universitaria più vivibile e più nostra”
Martedì 18 e mercoledì 19 novembre gli studenti dell’Ateneo di Catania saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti in seno ai vari organi collegiali dello stesso. In particolare si voterà per i Consigli dei Corsi di Laurea e per quelli di Dipartimento, per il Senato, CDA, Nucleo di Valutazione e CSU.
Ogni Corso di Laurea e ogni Dipartimento sarà chiamato ad eleggere le figure che meglio sapranno rappresentarli, unitamente alle necessità di assecondare e curare le necessità dei propri studenti. In tal senso si esprime da una parte l’impegno delle varie associazioni che desiderano attraverso i propri candidati offrire anche competenza ed esperienza alla comunità studentesca e dall’altra la disponibilità di chi sceglie consapevolmente di mettersi a disposizione in prima persona. Proprio su queste fondamenta si poggia la candidatura al Corso di Laurea di Economia Aziendale di Vittorio Ponzio, il quale dopo essersi attivamente speso per diverso tempo all’interno dell’associazione Nike, si pone oggi l’obiettivo di rappresentare i propri colleghi con le idee, la voglia e le conoscenze che hanno sempre contraddistinto il suo operato.
- La tua candidatura rientra in un percorso all’interno dell’associazione Nike che ti ha visto già in passato collaborare con altre persone. Cosa cambia per te oggi con la scelta di metterti in gioco in prima persona?
Quello che cambia, per me, è soprattutto il livello di responsabilità. In passato ho sempre lavorato “dietro le quinte”, dando una mano dove serviva, sostenendo i progetti e i candidati che portavano avanti le nostre idee. Oggi, invece, mi trovo dall’altra parte: sono io a metterci la faccia, le idee, il tempo. È una scelta che sento più matura, perché nasce da un percorso che mi ha fatto capire quanto mi piaccia davvero contribuire alla vita dell’associazione e del nostro dipartimento. E sì, un po’ di emozione c’è: esporsi non è mai facile, ma è anche stimolante… e credo sia il momento giusto per farlo.
- Se ti dovessi presentare a chi non ti conosce, preferiresti puntare su qualità come la progettualità o punteresti piuttosto sulla disponibilità e l’aspetto umano?
Se proprio dovessi scegliere, direi la disponibilità e l’aspetto umano. La progettualità è fondamentale, certo, ma per me tutto parte dai rapporti: essere una persona affidabile, presente, capace di ascoltare. È qualcosa che non solo costruisce fiducia, ma permette anche di progettare meglio, con più consapevolezza e realismo.
- L’esperienza e la conoscenza che hai accumulato negli ultimi anni rispetto al tuo Corso di Laurea ti permettono di qualificarti come un profilo capace di cogliere al meglio le esigenze degli studenti. Quali sono i fronti e i punti rispetto ai quali investirai il massimo impegno?
I fronti su cui sento di voler investire di più sono tre:
• Chiarezza e organizzazione didattica: spesso gli studenti non mancano di capacità, ma di informazioni. Vorrei lavorare per rendere tutto più lineare, comprensibile e prevedibile: calendari, scadenze, opportunità.
• Supporto negli snodi critici: penso ad appelli, tesi, tirocini, riconoscimenti. Sono momenti in cui ci si sente facilmente soli e confusi. Lì voglio esserci ed essere il più esaustivo possibile.
• Creazione di spazi di ascolto reale: credo molto nella capacità degli studenti di proporre, segnalare e immaginare soluzioni. Vorrei che ci fosse più dialogo, più possibilità di raccontare le difficoltà e anche le idee belle.
In fondo, il mio impegno nasce dal desiderio di rendere l’esperienza universitaria più vivibile e più nostra.
- Hai scelto di candidarti con la tua associazione dopo aver investito in essa il tuo tempo e le tue energie. Al di là dell’aspetto politico in sé, qual è la tua esperienza diretta di associazionismo e cosa rappresenta quindi il gruppo Nike economia?
Nike per me è stata, prima di tutto, una casa. Un luogo dove ho trovato persone che mi hanno accolto, coinvolto e fatto sentire parte di qualcosa. L’associazionismo, per come l’ho vissuto io, è fatto di piccole cose: una riunione in più dopo una giornata lunga, un evento organizzato insieme, un confronto spontaneo in corridoio. È lì che ho capito il valore del gruppo: non solo un contenitore di idee, ma un luogo dove si cresce, ci si responsabilizza e ci si fa compagnia. Voglio ringraziare in modo speciale Enrico e Alice: sono stati al mio fianco fin dal primo momento, passo dopo passo, sostenendomi nelle scelte e nelle difficoltà, la loro presenza è stata fondamentale. Nike Economia per me rappresenta questo: un gruppo di persone che vuole far star bene gli studenti e che, nel farlo, trova anche un modo per crescere come individui.

- In queste elezioni ti stai impegnando insieme a tanti altri colleghi, molti dei quali amici. Che effetto ti fa condividere l’ambizione di queste sfide insieme a loro?
È un misto di serenità e motivazione. Condividere questa esperienza con amici la rende più leggera: ci sosteniamo, ci confrontiamo, ci ridiamo sopra quando la tensione sale. Allo stesso tempo, dà un senso ancora più profondo a tutto: sapere che stiamo lavorando per un obiettivo comune, con rispetto reciproco e affetto, dà forza. Mi piace questa sensazione di “stare sulla stessa barca”: non c’è competizione sterile, solo voglia di fare bene, insieme.
