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Caparezza docet: Ascoltare, scrivere, conoscere.

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Oltre il concerto

“Dite ai vostri insegnanti che l’avete imparato al concerto di Caparezza”! È l’affermazione goliardica di Michele Salvemini in arte Caparezza al concerto live tenutosi alla Villa Bellini di Catania il 28 luglio. Non un semplice concerto di canzoni cantate per il e col pubblico, ma la spiegazione della genesi delle sue canzoni, frutto di studio della storia, di un’analisi sociale, antropologica e psicologica dell’umanità.

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Si potrebbe definire un vero e proprio spettacolo, che alterna ironia, sobrietà e serietà per spiegare ai giovani quali sono i campanellini d’allarme a cui occorre prestare attenzione. L’osservazione più applaudita è stata quello sulla poca capacità di ascolto delle persone. Tutti vogliono dire la propria, tutti sono convinti che il proprio punto di vista sia quello giusto e si perde la distinzione tra fede e fiducia che pur avendo la stessa matrice l’una si basa sull’incondizionalità, l’altra su una prospettiva di affidabilità verso se stessi o il prossimo. Ascoltare è molto difficile e serve esercitazione, ma è ciò che occorre per capire l’altro e stabilire delle relazioni.

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Un’altra tematica sulla quale ha invitato alla riflessione è quanto sia importante la scrittura, racchiusa nella canzone China Town, perché è la più grande invenzione dell’uomo. Inoltre, ha una funzione catartica, infatti la scrittura lo ha salvato nei momenti più bui e anziché usare la droga, ha usato la penna pensando a grandi compositori come Mozart che hanno scritto i propri capolavori sullo scrittoio senza avere bisogno, come oggi, di video o social. (Ovviamente è una frecciatina ad un certo tipo di produzioni discografiche )

Non poteva mancare nel suo repertorio la canzone che lui stesso ha definito “quella della svolta”, augurando a tutti che ciascuno possa avere il suo cavallo di battaglia nella vita per cambiare, così come è stata ” Fuori del Tunnel” per lui.

Infine, un omaggio alla sua terra, famosa per le cavallette, l’affascinante e misteriosa Puglia. Per Michele originario di Molfetta, è doveroso essere grati alla propria terra, perchè in fondo è l’imprinting della propria personalità.

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