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Astronomia – L’oggetto che sfida le leggi della fisica

Scoperta: a svelarne l’esistenza è un team di ricerca internazionale facente capo al dr.Matteo Bachetti (Osservatorio Astronomico dell’Università di Cagliari)⬇️

Scoperta
📸gagadget.com – Scoperta resa possibile attraverso il telescopio a raggi X NuStar della NASA – voceliberaweb

Nello spazio profondo c’è un oggetto particolarissimo che sfida le leggi della fisica. A 12 milioni di anni luce di distanza dalla Terra, più precisamente nella Galassia Sigaro, è stata infatti localizzata una sorgente ultraluminosa di raggi X, ribattezzata M82 X-2, la cui scoperta è da attribuire ad un gruppo internazionale di ricerca facente capo a uno scienziato italiano: il Dr.Matteo Bachetti dell’Università degli Studi di Cagliari. Segni distintivi? La luminosità dell’oggetto in questione supera 10 milioni di volte quella del Sole, tanto da riuscire ad infrangere con la sua intensità il limite previsto da una teoria astrofisica, quella formulata da Arthur Eddington, relativa al grado di luminosità che un corpo sferico dovrebbe possedere, sulla base della propria massa. Come spiegano i ricercatori della NASA, le sorgenti ultraluminose di raggi X riescono ad emettere molta più luminosità di quanto dovrebbero secondo il limite di Eddington. Raggiunto questo limite, un corpo celeste normalmente respinge ulteriori gas e polveri che potrebbero venire attirati dalla sua gravità, impedendo un aumento di luminosità, cosa che tuttavia non accade nel caso di M82 X-2. Suddetta stella, formata da neutroni, va ben oltre la soglia quantificata da Eddington, producendo emissioni di luce fino a 150 volte superiori.

Ipotesi sull’origine del fenomeno. Il gruppo di ricerca a cui si deve la scoperta della stella si è avvalso del potentissimo telescopio a raggi X NuSTAR, in dotazione alla NASA, e ha potuto verificare come M82 X-2 riesca a “divorare” ogni anno circa nove mila miliardi di tonnellate di materiale da un’altra stella vicina, pari a 1,5 volte la massa del nostro pianeta. Da ciò gli scienziati hanno ricavato una stima della luminosità della sorgente ultraluminosa, costatando come questa superi ampiamente il limite di Eddington. Spiegazioni del fenomeno? Un’emissione di luce di tale grado potrebbe essere spiegata in due modi: la formazione di un cono di luce diretto verso la terra dovuta alla presenza di forti venti che falserebbero il grado di luminosità, oppure l’interazione con campi magnetici di grande intensità, in grado di allungare gli atomi ed impedirne così l’effetto respingente, in maniera tale da provocare un aumento della luminosità della stella che si alimenta proprio con il materiale assorbito dai copri limitrofi.

C’è tuttavia un problema: nessuna delle due teorie può venire dimostrata in laboratorio, dato che i campi magnetici in gioco risultano essere immensamente superiori a qualsiasi campo magnetico sia possibile riprodurre sulla Terra con le attuali tecnologie. Sul punto si è espresso il Dottor Bachetti in un comunicato stampa🗣: “Queste osservazioni ci hanno permesso di vedere gli effetti di questi campi magnetici incredibilmente forti, impossibili da riprodurre sulla terra con le nostre tecnologie. E’ proprio questo il bello dell’astronomia. Osservando il cielo, espandiamo la nostra conoscenza sui meccanismi di funzionamento dell’universo. D’altronde, non possiamo davvero organizzare esperimenti per ottenere risposte rapide, dobbiamo invece aspettare che l’universo ci mostri i suoi segreti”. I contenuti della ricerca che ha portato alla scoperta di M82 X-2 sono stati pubblicati di recente sulla rivista scientifica “The Astrophysical Journal”.

📷Il Bo Live – UNIPD

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