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L’aborto: in Francia diritto costituzionale

Lo scorso 4 marzo, appena qualche giorno prima della celebrazione della Giornata internazionale della donna, la Francia ha fatto la storia. Diventando il primo paese al mondo a inserire esplicitamente il diritto all’aborto nella propria Costituzione.

Un significativo passo avanti nella lotta femminile, soprattutto alla luce dei considerevoli colpi duri subiti negli ultimi tempi. 

Dalle dichiarazioni in aula della Camera dei deputati di una dottoranda in Filosofia all’Università di Roma Tre, la quale avrebbe affermato che “La legge sull’aborto andrebbe riscritta, in senso restrittivo”, definendo quella dell’interruzione volontaria di gravidanza come un finto dilemma morale; al disegno di legge proposto nel 2023 da un membro di Fdl al Parlamento, prevedente l’esposizione – obbligatoria –, delle donne che vi si vogliono sottoporre, all’ascolto del battito cardiaco del feto. Senza dimenticare la regressione in materia dei moderniStati Uniti, sancita dalla sentenza del 24 giugno 2022 della Corte Suprema, che avrebbe posto fine alla sua tutela, rimandando ai singoli stati la sua regolamentazione. Un’inversione di percorso e una cocente sconfitta in termini di diritti inviolabili.

È proprio in considerazione della volubilità dei governi e della precarietà nella garanzia di tale diritto che la Francia si sarebbe mossa.

Su un totale di 925 parlamentari, 852 si sono espressi per la revisione costituzionale: 780 a favore e 72 contrari. La maggioranza dei tre quinti del Parlamento richiesta per modificare la Costituzione, quindi, è stata ampiamente superata.

All’annuncio, un lungo applauso è risuonato nel Salone dell’Aile du Midi del castello di Luigi XIV. Migliaia di persone, riunite sulla Place du Trocadéro a Parigi, hanno festeggiato gioiosamente di fronte a un maxischermo collegato in diretta con Versailles.

La Torre Eifell si illumina a sostegno del diritto all’aborto

Il primo ministro Gabriel Attal ha sottolineato che il diritto all’aborto è sempre stato “in pericolo”, soggetto alla decisione di altri, continuando che questo voto riscatta un debito morale verso tutte le donne. Con questa modifica costituzionale, la Francia si conferma pioniera nel rispetto dei diritti umani, garante solenne e inequivocabile.

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