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“Stadion”- Artemisia e il suo progetto italo-rumeno

In occasione del Mondiale di calcio, la giovane cantautrice Artemisia ha pubblicato un nuovo brano per parlare del tema del razzismo.

Chi è Artemisia?

Francesca Tarquilio, in arte Artemisia, è una giovane cantautrice torinese classe 2007 che ha deciso di mescolare nella sua musica le sue due origini, italiana di padre, rumena di madre.

Mia madre è rumena e da lei ho ereditato anche inconsciamente questa cultura. Dopo una fase di distanza da quel mondo, a causa della morte per malattia di mio zio mi sono riavvicinata alla Romania.

Prima ancora che il progetto prendesse forma, la giovane cantante aveva dimostrato indistinguibili legami con la terra balcanica…

La mia maestra di canto ha fatto caso alla mia tendenza ad utilizzare, nel canto, nelle scale e negli accordi, elementi balcanici e mi ha aiutato a notare questa mia predisposizione.  Ho deciso di scrivere mescolando le due lingue e il primo singolo di questo progetto è stato Nu te voi lăsa.

La sua è stata una formazione completa, canto lirico e pop, pianoforte, violino, esibizioni al Pala Ruffini di Torino e partecipazione al Tour Music Fest. Proprio di recente sono arrivate per lei le prime soddisfazioni grazie al brano Non metterti la gonna pubblicato in occasione dell’8 marzo. Più di 34 mila ascolti su Spotify, cover e complimenti sui social, questo brano, anche se non legato al progetto, è stato il primo traguardo di Artemisia.

Piccola curiosità…

Il suo nome nasce dall’immaginario di personaggi come la dea Artemide o la pittrice Artemisia Gentileschi che con la sua arte rivendicava la condizione femminile. Ironico pensare che l’artista è poi venuta a sapere di poter essere allergica proprio a una pianta chiamata Artemisia…

Stadion e il tema del razzismo

Il brano in occasione dei Mondiali di calcio è stato pubblicato lo scorso 12 giugno e intende raccontare il lato oscuro di un momento da sempre visto come di grande comunità. Lo sfondo del brano è il celebre coro da stadio Po Po Po (tanto caro all’Italia del 2006) riadattato a sonorità balcaniche tramite ad es. violini, violoncelli e fisarmoniche. La canzone vuole raccontare il paradosso di un mondo così disunito e ricco di discriminazione ma che, durante il Mondiale, sembra magicamente unito per quei pochi mesi.

Diamo un’occhiata alla prima strofa

Odio chi non parla di politica

Chi odia chi fa la polemica

Però poi vive per la critica

(Vive per la critica)

Odio chi non parla di poetica

Lo sai la cultura ci purifica

Dalla propaganda patetica

Non nasciamo cu ură în privire

(Con l’odio nello sguardo)

La denuncia è molto chiara.

Tante persone si lamentano nel momento in cui un tema delicato viene messo in luce, quelle stesse persone che così facendo alimentano una nuova polemica. La strofa fa riferimento a un mondo dove si resta spesso indifferenti ai temi politici, in cui “non si nasce propensi all’odio per il diverso” ma spesso i pregiudizi della propaganda circostante incitano verso ciò. Non manca quindi l’invito alla centralità della cultura nella formazione del singolo e delle proprie idee.

La strofa finale lascia, invece, un messaggi molto amaro sull’indifferenza riguardante il tema del razzismo.

So che il mondo è diviso a metà

Tra chi prega e chi canta un coro allo stadio

Razismul e doar un ultim stadiu (il razzismo è solo l’ultimo stadio)

Po, po po po po

La carriera social

Come accennato per Non metterti la gonna (fatta ascoltare in anteprima a novembre) Artemisia è una artista emergente che lavora molto con i social.

Per me sono una grandissima risorsa ma da usare senza aspettative. Pubblico con costanza a prescindere dai numeri. Lo scorso novembre il mio brano è spopolato e in un evento a Milano tanti, anche colleghi, hanno riconosciuto la mia voce e mi hanno fatto i complimenti. Continuerò a puntare sui social ma considero fondamentale la gavetta sul campo.