Società

Assume that I can: lo spot che cambia il modo di vedere la sindrome di Down

«Ehi, barman. Hai presupposto che non potessi bere un Margarita. Così, non mi hai servito un Margarita. E io non ho bevuto un Margarita.

Le tue supposizioni diventano realtà».

È in questo modo che si apre l’ultimo spot di CoorDown, servizio realizzato per la Giornata Mondiale della Sindrome di Down. Un cortometraggio dai toni accesi, impattante, che pone l’accento su un modo diverso di vivere la sindrome di Down.

È luogo comune credere che chi ne è affetto sia, in qualche modo, invalidato. Un eterno bambino, incapace di affrontare il mondo e le esperienze comuni come una persona “normale”.

«Le nostre supposizioni errate sulle persone con sindrome di Down possono portarci a trattarle in modo tale che queste diventino realtà. 

In sociologia, questo atteggiamento è chiamato “profezia che si autoadempie”. Perché non capovolgere le nostre prospettive? Se avessimo ipotesi positive sulle persone con sindrome di Down, daremo loro più opportunità nelle loro scuole, luoghi di lavoro, relazioni e attività. E forse questi presupposti positivi diventerebbero realtà» scrive Madison Tevlin, influencer canadese e volto dello spot, sul suo profilo Instagram, ad accompagnare il post.

"Le tue supposizioni diventano realtà": lo spot che cambia il modo di vedere la sindrome di Down
CoorDown per la Giornata Mondiale della sindrome di Down

Più volte, l’attrice e modella si è espressa a riguardo, ribadendo che la sua condizione non la definisse, e tantomeno le avesse impedito di cantare, recitare e realizzare i suoi sogni.

«La sindrome di Down è la cosa meno interessante di me» le sue parole, a riprova del fatto che chiunque, cromosoma in più o meno, è un connubio di caratteristiche, di cui una patologia non può essere la più preponderante.

Un messaggio significativo, che ha mobilitato i social e diffuso consapevolezza. Numerosi i commenti di user che hanno deciso di mettersi a nudo, denunciando il medesimo trattamento anche nel caso di condizioni diverse.

Una tematica, quindi, che valica i confini strettamente legati alla sindrome di Down, rivelando la necessità di rieducarci socialmente alla sensibilità e all’ascolto, cosicché le nostre convinzioni non ci dominino e conducano in errore.

Assume that I can do that job. That I can go to parties. That I can have sex. That I can be on stage. Assume that I can. So maybe I will.

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