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Shock in Brasile, manifestanti assalgono i luoghi delle istituzioni nella Capitale

Shock in Brasile. Nel pomeriggio di ieri, ora brasiliana, all’incirca tremila persone hanno iniziato a muoversi verso i palazzi istituzionali della Capitale. Una volta superate le poche transenne presenti, quasi senza incontrare resistenza da parte della polizia, i manifestanti hanno iniziato ad assalire suddetti edifici, inneggiando all’ex Presidente Bolsonaro. Inquietante il parallelismo con quanto accaduto due anni fa negli Stati Uniti, quando sostenitori di Trump assaltarono Capitol Hill.

Shock in Brasile
Fonte immagine: Cremaoggi, sostenitori di Bolsonaro invadono le sedi del Parlamento, della Presidenza e della Corte Suprema

A pochi giorni dal giuramento del neo Presidente Lula si è assistito a un fatto clamoroso che in molti non esitano a considerare un tentato golpe. Soltanto a notte inoltrata le forze dell’ordine hanno ripreso il controllo della situazione. Il vice Presidente del Senato Vital ha preannunciato l’emanazione di un decreto per l’intervento federale. Al momento l’azione della Polizia ha prodotto oltre 400 arresti mentre si devono registrare oltre 50 feriti, di cui 6 in gravi condizioni. Una stima dei danni non è ancora nota. Le immagini in tal senso sono piuttosto eloquenti e somigliano parecchio a quanto visto oltre due anni fa con l’assalto al Campidoglio americano.

Da una prima analisi dei fatti appare evidente un colposo ritardo nell’intervento da parte dei tutori dell’ordine, ciò è suffragato dalla immediata decisione di rimuovere dal suo incarico il governatore della Regione Ibaneis Roca. Interpellato sulla vicenda il Ministro della Giustizia del governo Lula ha giudicato l’evento come un atto di golpismo da parte dei bolsonaristi. Lo stesso Lula ha auspicato l’istituzione di una commissione di inchiesta che indaghi sulle reali motivazioni e responsabilità dietro i disordini di Brasilia.

A reagire allo shock in Brasile alcune autorità estere. Tra i primi il Presidente USA Joe Biden ed il Premier Canadese Trudeau i quali hanno fermamente condannato questa clamorosa irruzione nei luoghi istituzionali. Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha commentato l’accaduto giudicandolo “inaccettabile”. Dopo un silenzio durato diverse ore, proprio l’ex presidente Bolsonaro, all’estero da alcuni giorni, ha condannato l’assalto, respingendo le accuse di esserne il mandate rivoltegli da Lula.

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