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Scherma – Vladimir Smirnov e il suo macabro primato

Il fiorettista sovietico è l’unico atleta nella storia ultracentenaria della disciplina ad aver riportato un incidente mortale in pedana. La tragedia è avvenuta ai mondiali di Roma del 1982⬇️

Vladimir Viktorovic Smirnov
📸www.laprovincia.es – Vladimir Viktorovic Smirnov aveva 28 anni quando perse tragicamente la vita durante una gara ufficiale – www.voceliberaweb.it

La sicurezza prima di tutto. Sport dalla tradizione antichissima, divenuto disciplina olimpica già nel 1896, la Scherma è una pratica di opposizione a campo aperto tra due contendenti muniti di spada, fioretto o sciabola. Sebbene le sue origini regolamentari siano da ricercare nel vecchio e oramai estinto duello (che prevedeva il ferimento, in taluni casi anche mortale, dell’avversario) da quando ha acquisito una dimensione sportiva, abbandonando i tratti cruenti tipici dello scontro al primo sangue, la scherma si è contraddistinta come una delle attività più sicure che si potessero svolgere, con una grande attenzione rivolta all’incolumità degli atleti ed una percentuale di incidenti dati da dinamiche di gioco assolutamente irrisoria. Eppure, nella storia ultracentenaria della disciplina c’è stato un tragico episodio che ha finito per imprimere una svolta nella direzione di una ancora maggiore sicurezza in pedana.

Shock mondiale. Sfortunato protagonista, suo malgrado, è stato Vladimir Viktorovic Smirnov, fiorettista sovietico tra i più forti della sua generazione. Il 19 Luglio del 1982, in occasione della gara a squadre di fioretto maschile che si stava svolgendo a Roma, Smirnov, stella della nazionale nonché grande favorito della competizione, affronta il tedesco Matthias Behr. Quest’ultimo, durante l’assalto, piazza un affondo deciso puntando all’unico bersaglio consentitogli (che nel caso del fioretto è il tronco). Fatalità vuole che la sua lama si spezzi sul petto del sovietico e, come una scheggia, penetri tra le fragili maglie della maschera conficcandosi sopra l’occhio sinistro. Un grido di dolore, che atterrisce il palazzetto dello sport, e Smirnov crolla a terra. La gara viene subito interrotta e i primi soccorsi prestati. L’atleta sovietico, privo di sensi, viene trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, dove arriva in condizioni disperate. Purtroppo, i danni cerebrali causati dalla lama (incuneatasi per dieci centimetri dentro la fronte) risultano irreversibili, tanto da provocare la morte di Smirnov dopo nove giorni di coma. L’evento produce un profondo shock nei presenti e viene ripreso dai media di tutto il mondo. Le cronache di allora danno ampio risalto alla notizia, descrivendo nel dettaglio l’assurda dinamica dell’incidente, mai occorso prima a nessuno schermidore.

L’impatto dell’incidente. La eccezionale gravità del fatto, sia pur inedita all’interno delle competizioni schermistiche, spinge le federazioni ad alzare gli standard della sicurezza introducendo delle modifiche all’equipaggiamento degli atleti: via le vecchie maschere, dentro prototipi in acciaio. Si decide di cambiare anche le divise, che vengono sostituite da modelli in Kevlar, stesso materiale con cui si realizzano i giubbotti antiproiettile, i quali sarebbero stati in seguito rimpiazzati da moderne fibre polimeriche molto più resistenti, quelle che si trovano presenti nelle giubbe di chi oggi pratica le tre discipline della scherma.

📸Wikipedia – Monumento funebre di Vladimir Smirnov. Nella sua breve carriera il sovietico ha conseguito 3 ori mondiali e uno olimpico🥇

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