Meteore: Vito Falconieri, quindici minuti di celebritÃ
Falconieri: cresciuto nel Toro, in carriera tanta C e D e la Serie A solo sfiorata: incredibile(e beffardo) quel gol contro il Napoli al Massimino…👇

Traiettoria: in fisica, la linea descritta da un punto in movimento nello spazio o nel piano durante il suo moto. Rappresentata: l’insieme di tutte le posizioni occupate dal punto in diversi istanti di tempo. Un percorso, in altri termini, a volte lineare, a volte curvilineo, alti e bassi, sorprendenti, inattesi, imprevedibili.
La traiettoria sportiva compiuta da Vito Falconieri è stata un po’ così, almeno nel suo tratto iniziale. Un picco ripido, seguito da un declivio che ripido lo è stato altrettanto, fino alla pianura, che poi vuol dire stabilità .
Lui, brindisino di nascita e di fede juventina, si mette in mostra nel settore giovanile del Torino, nella nidiata in cui spicca Angelo Ogbonna. Prime esperienze a Casale e Montichiari, poi il richiamo di casa: va al Brindisi(Serie D) e con la squadra della sua città mette a referto undici reti in ventinove presenze.
Vent’anni, grintoso, fisico imponente(dall’alto del suo metro e ottantacinque) e piede mancino che si dimostra caldo. Qualcuno lo nota: è il Catania, società che da un anno è tornata a militare in Serie A.
Nel 2007 si lega al club etneo ma i tempi per esordire in massima serie non sono ancora maturi. Bisogna attendere, allora lui si fa Gela, Catanzaro e Reggiana in prestito(con cui vince il campionato di C2), sperando che l’opportunità di restare in Sicilia a giocarsi le sue carte nel calcio che conta possa arrivare di lì a poco.
E difatti arriva. Nella stagione di Serie A 2008/09 il nome di Falconieri figura nell’organico rossazzurro. Quel Catania è guidato da Walter Zenga e sul campo viene trascinato dalle giocate dei vari Beppe Mascara, Jorge Martinez e Michele Paolucci. Rispetto alle due annate precedenti, gli etnei riescono a centrare la salvezza con molti meno patemi, potendo già virtualmente festeggiarla con tre turni di anticipo.
Più serenità vuol dire anche maggiore propensione a far debuttare un giovane scalpitante come Falconieri. Mister Zenga lo lancia nella mischia al 75′ di un Lecce-Catania(2-1) del 26 Aprile 2009. Un’emozione grande, quella dell’esordio, per l’allora ventiduenne brindisino, inconsapevole però che ne sarebbe arrivata una ancora più grande a stretto giro.
Passa poco meno di un mese. E’ il 24 Maggio 2009, penultima di campionato, e al “Massimino” gli etnei ricevono il Napoli di Donadoni. Ospiti in vantaggio con Bogliacino e subito ripresi da Morimoto. E’ una gara vibrante e combattuta malgrado il caldo. Nel secondo tempo Zenga sceglie di dare a Falconieri un altro scorcio di gara, offrendogli il debutto davanti al proprio pubblico, e lui lo ripaga in modo inaspettato.
Nell’azione del 2-1 ci entra solo da piccolo comprimario, con un tocco a centrocampo per Martinez, palla a Mascara che serve di nuovo l’uruguagio atterrato in area da un difensore. All’88’ è rigore e lo trasforma il capitano rossazzurro. Sembra sia finita qui ma sta per succedere qualcosa che nessuno si attende, il debuttante sta per prendersi la scena.
Minuto 91′: ultimi scampoli di partita, Falconieri addomestica un pallone non facile e si mette nelle condizioni di puntare verso la porta avversaria, che però dista oltre trenta metri(35 per l’esattezza). Sarà la voglia di spaccare tutto, sarà l’incoscienza, sarà la fortuna dell’esordiente oppure un mix di queste cose, lui non ci pensa due volte e fa esplodere il suo sinistro.
La traiettoria disegnata in cielo è una parabola, il pallone si alza, tocca un picco e si abbassa repentinamente, andando ad infilarsi all’incrocio, alle spalle del portiere partenopeo Navarro. Gioco, partita, incontro. Impazzisce il Massimino, incredulo per la gioia Falconieri, quel gol incredibile fa da sigillo alla vittoria catanese che vale altresì l’allora record di punti dei siciliani in Serie A. (continua sotto👇)
In quell’afoso pomeriggio di fine stagione è nata dunque una stella? Non esattamente. La carriera dell’attaccante nativo di Brindisi somiglia tanto alla traiettoria incredibilmente beffarda di quel gol segnato al Napoli con la maglia del Catania.
Da lì lui passa all’Ascoli in Serie B, poi va in prestito in C(Taranto, Aquila). Nel 2011 il suo cartellino diviene interamente di proprietà del club marchigiano che sceglie di puntarci. La prima rete in cadetteria è datata 13 Novembre 2011 nella vittoriosa trasferta di Modena.
In B ci resta anche l’anno successivo ma cambia casacca, vestendo il rossoblù del Crotone, ma della Serie A, solo assaporata un paio di anni prima, non se ne parlerà proprio più.
Tanta C ma anche D per Falconieri, senza mai restare nella stessa squadra per più di una stagione. Una parabola, il picco più elevato, la discesa ripida, fino alla stabilità , senza più sussulti. Perchè alle volte è semplicemente così che deve andare.

